Referendum costituzionale sulla giustizia

In caso prosegua senza modifiche, l’iter anticipato dal Governo, il Referendum costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati ci sarà. Saremo chiamati a votare ma per ora non si sa quando ciò avverrà. Il TAR infatti deciderà il 27 gennaio se annullare o meno il decreto con il quale il Governo, volutamente senza aspettare l’esito della raccolta firme (di cui vi dico qui di seguito), ha fissato per i giorni 22 e 23 marzo la data del referendum.

Ricordiamo che questo è un referendum confermativo per il quale non è previsto il quorum. Ci attende dunque una campagna referendaria che definire importante è un eufemismo.

È stata avviata una raccolta firme per il referendum contro la riforma Nordio: 500mila firme per dire “No” a una riforma che non serve ad avere una giustizia più efficiente ed equa, come ha già ammesso lo stesso Ministro, ma è il tentativo da parte del Governo di indebolire l’indipendenza della magistratura e porsi al di sopra della legge.

Ma perché firmare una petizione per un referendum che comunque è già in programma? La ragione principale è impedire al Governo di anticipare la data della consultazione ai primi di marzo, ora che i sondaggi danno in crescita il fronte del “No”, per avere più tempo per spiegarne le ragioni in campagna elettorale.

Per firmare basta pochissimo tempo. Si può firmare con lo Spid cliccando su questo link

Perché è importante firmare per il referendum sulla giustizia, se è già certo che si farà? Perché il governo Meloni vuole andare al voto quanto prima possibile senza che ci sia un’adeguata informazione e consapevolezza dei cittadini.

Notizia di queste ore è che sono state raggiunte le 500.000 firme! Un risultato che dice una cosa molto chiara: le persone vogliono capire, partecipare, scegliere. In un tempo in cui si prova a ridurre tutto a propaganda, 500.000 persone hanno scelto la partecipazione. In pochissimo tempo, sotto le festività natalizie.

Per affermare che una riforma costituzionale non può passare nel silenzio o nella fretta.

Ed è solo l’inizio, infatti il 16 gennaio nasce il comitato metropolitano e di conseguenza verranno poi  organizzate iniziative anche sui territori. Vi teniamo aggiornati.

Per approfondire i contenuti del Referendum costituzionale sulla giustizia:

https://partitodemocratico.it/referendum-costituzionale-giustizia-tempi-quesiti

Tags: referendum

La Befana si è dimenticata il carbone per alimentare le caldaie delle scuole

Alla Ripresa dalla pausa natalizia anche quest’anno, come ormai avviene da qualche anno, bambini e insegnanti hanno fatto i conti con temperature inaccettabili e giustificazioni imbarazzanti in merito a caldaie avviate tardi o antigelo mancante.

Le scuole sono fredde e cadono a pezzi? Colpa di Città Metropolitana e ovviamente del PD.

Prendiamo l’esempio delle scuole di Magenta: una situazione disastrosa che coinvolge indistintamente infanzia, primaria e secondaria.

Da anni denunciamo questa situazione.

Lo scorso anno a gennaio sono stati gli studenti del Liceo Bramante a scioperare e anche l’anno prima analoghe problematiche hanno portato all’ennesimo sciopero con le stesse motivazioni che avevano indotto Città Metropolitana a precisare con un comunicato la situazione:

“Il 7 gennaio 2024 c’è stato un problema relativo al riscaldamento non dovuto agli impianti gestiti da Città Metropolitana, ma dalla fornitura di teleriscaldamento gestito dalla municipalizzata che non era attivo, e né la scuola né Città Metropolitana erano stati avvertiti. La fornitura è stata ripristinata dalla municipalizzata la sera del 7 gennaio, e Città Metropolitana ha anticipato l’accensione degli impianti alle 3 di notte per garantire la temperatura l’8 gennaio”.

Città metropolitana aveva fornito precisazioni anche in merito alla ricerca di un percorso comune con il Sindaco Del Gobbo:    “Il 23 ottobre dello scorso anno si era tenuta una riunione per cercare un percorso da seguire insieme. Eravamo rimasti che il Comune ci avrebbe contattati per verificare un eventuale accordo per la ricerca delle risorse. Ad oggi non abbiamo sentito nessuno”.

Ma guai a parlarne, per il Sindaco sono solo inutili polemiche del PD Magenta.

Quest’anno è toccato al Liceo Quasimodo; una situazione disastrosa, che abbiamo denunciato in ogni sede possibile, dal Comune a Città Metropolitana, senza guardare mai al colore politico, perché la salute e la sicurezza degli studenti, per noi, vengono prima di tutto.

Ma qui c’è un dettaglio che rende tutto ancora più paradossale: la caldaia del Liceo Quasimodo è gestita direttamente dal Comune di Magenta, perché riscalda sia la scuola sia l’edificio comunale.

Dunque, in questo caso non esiste alcuna “scusa” da imputare a Città Metropolitana.

Eppure, anche quando la responsabilità è chiaramente del Comune, il gioco resta sempre lo stesso: scaricare colpe altrove o far finta di niente. Lo stesso silenzio che abbiamo visto anche sulle scuole dell’infanzia e sugli asili nido comunali, dove bambini e insegnanti sono rientrati dalle vacanze con temperature inaccettabili e giustificazioni imbarazzanti in merito a caldaie avviate tardi o antigelo mancante.

Ma allora viene da chiedersi come sia possibile polemizzare ogni giorno con Città Metropolitana, ma non chiedere mai conto seriamente ad ASM, società partecipata proprio dal Comune del proprio lavoro.

PER IL SINDACO DEL GOBBO È SEMPRE COLPA DI QUALCUN ALTRO!

Città Metropolitana, come lo scorso anno, ha emesso un comunicato stampa per chiarire qual è la situazione del Liceo Quasimodo. Tutti gli anni puntualmente gli studenti e le famiglie lamentano i problemi relativi al freddo nelle aule e con il sostegno del Partito Democratico continuiamo a sollecitare l’amministrazione che come un disco rotto chiama in causa esclusivamente l’immobilismo di Città Metropolitana e il disinteresse del Sindaco Beppe Sala.

Interessante la lettura del Comunicato Stampa di Città Metropolitana. Ne riporto uno stralcio:

“….. Si tratta di una questione nota da diversi anni. Gli uffici tecnici della Città Metropolitana hanno più volte segnalato formalmente al Comune di Magenta la necessità di un intervento risolutivo e strutturale sull’impianto (sostituzione o potenziamento della caldaia, adeguamento della centrale termica, eventuale separazione dei carichi termici). Ad oggi, nonostante le reiterate sollecitazioni, non è stato realizzato alcun intervento definitivo.  Abbiamo appreso dagli uffici tecnici comunali che è stata programmata l’installazione di una nuova caldaia nel corso della prossima estate 2026. …”

Per leggere il testo completo cliccare su questo link Comunicato stampa Città metropolitana

Tags: bramante

Sabato 31 Maggio siamo in Piazza Liberazione

Sabato 31 maggio nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 19.00, ci potete trovare in Piazza Liberazione insieme agli amici di Alleanza Verdi e Sinistra e del Partito Socialista Italiano – Sezione di Magenta e alle Donne Democratiche dell’est Ticino, per parlare di referendum.

La Corte Costituzionale ha ritenuto validi i 5 quesiti referendari per i quali nel 2024 abbiamo raccolto 5 milioni di firme. E’ l’unico modo che ha il cittadino di partecipare all’attività legislativa.

Quesito 1 – STOP AI LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI – Oggi la legge impedisce il reintegro anche nel caso in cui la/il giudice dichiari ingiusta e infondata l’interruzione del rapporto di lavoro.

Quesito 2 – PIU’ TUTELE PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLE PICCOLE IMPRESE – Oggi una lavoratrice o un lavoratore può ottenere 6 mensilità di risarcimento, anche qualora una/un giudice reputi infondata l’interruzione del rapporto di lavoro.

Quesito 3 – RIDUZIONE DEL LAVORO PRECARIO – I rapporti a termine possono oggi essere instaurati fino a 12 mesi senza alcuna ragione oggettiva che giustifichi il lavoro temporaneo. Rimettiamo l’obbligo di causali. Rendiamo più stabile il lavoro.

Quesito 4 – PIU’ SICUREZZA SUL LAVORO – Modifichiamo le norme attuali che impediscono in caso di infortunio negli appalti di estendere la responsabilità all’impresa appaltante.

Quesito 5 – PIU’ INTEGRAZIONE CON LA CITTADINANZA ITALIANA – Riduciamo da 10 a 5 anni gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter fare domanda di cittadinanza italiana che una volta ottenuta sarebbe trasmessa ai figli e alle figlie minorenni. Una risposta concreta ai 2 milioni e 500mila cittadine e cittadini di origine straniera che nel nostro Paese nascono, crescono, abitano, studiano e lavorano.

Ci farebbe piacere parlarne con voi! Vi aspettiamo!

Tags:

Domenica 25 Maggio torniamo a Pontevecchio

Domenica 25 maggio, dalle 9.00 alle 12.00, torniamo a Pontevecchio, in via Isonzo davanti alla Chiesa dei SS. Carlo e Luigi, insieme agli amici di Alleanza Verdi e Sinistra e del Partito Socialista Italiano – Sezione di Magenta.

Torniamo per informare i cittadini, per raccontare cosa abbiamo fatto in questi mesi, ma soprattutto per spiegare perché la proposta di un ambulatorio comunale a canone calmierato non solo è necessaria, ma è possibile. Comuni vicini come Marcallo e Robecco sul Naviglio lo dimostrano: si può fare. Serve solo la volontà politica.

In un momento in cui questa Amministrazione spesso fatica ad ascoltare le richieste della propria comunità, c’è un’opposizione che torna a parlare di temi concreti, dei bisogni reali delle persone, dei diritti essenziali, come quello alla salute.

Domenica mattina saremo lì. Con chi crede che la politica debba prendersi cura dei bisogni concreti delle persone e non voltarsi dall’altra parte di fronte ai problemi.

Referendum 8 e 9 Giugno 2025

Dedichiamo questo post al tema dei 5 Referendum su Lavoro e Cittadinanza che si terranno il prossimo mese di giugno.

Si tratta di referendum di grande importanza per la tutela dei diritti, un valore così fragile e vulnerabile, in particolare nel contesto attuale che stiamo vivendo.

Dopo lo sforzo per la raccolta delle firme, è fondamentale impegnarsi ulteriormente per portare al voto il maggior numero possibile di elettori. Non raggiungere il quorum rappresenterebbe una sconfitta che non possiamo permetterci se vogliamo preservare la tenuta della democrazia.

La partecipazione però, per essere davvero libera, deve essere consapevole e dunque è importante conoscere nel merito ciò su cui siamo chiamati ad esprimerci.

Vediamo in dettaglio i quesiti referendari

I primi quattro quesiti affrontano aspetti chiave della legislazione sul lavoro:

Quesito 1: «Contratto di lavoro a tutele crescenti – Disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione»

Licenziamento illegittimo e reintegra nell’impiego originario.

Con il quesito n. 1 si mira ad abrogare le disposizioni del D. Lgs. 23/2015 – cosiddetto Jobs Act – in particolare per quanto riguarda il contratto a tutele crescenti. Per effetto delle disposizioni del Jobs Act, attualmente, nelle aziende con oltre 15 dipendenti, i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 non hanno diritto al reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento dichiarato illegittimo, anche qualora un giudice riconosca l’assenza di giusta causa o giustificato motivo. La proposta referendaria intende eliminare questa disparità, restituendo dignità e sicurezza a oltre 3 milioni e mezzo di dipendenti già colpiti dalla norma.

Quesito 2: «Piccole imprese – Licenziamenti e relativa indennità: Abrogazione parziale»

Lavoratrici e lavoratori delle piccole imprese. L’obiettivo della proposta referendaria n. 2 è cancellare il tetto all’indennità di licenziamento nelle piccole imprese: in quelle con meno di 16 dipendenti, in caso di licenziamento illegittimo, oggi una lavoratrice o un lavoratore può al massimo ottenere un indennizzo pari a 6 mensilità di risarcimento, anche qualora un giudice non reputi fondata l’interruzione del rapporto. Il referendum propone, quindi, di innalzare le tutele per chi lavora, cancellare il limite massimo di sei mensilità all’indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato e rimettendo al giudice la facoltà di determinare il giusto risarcimento. Il giudice farebbe una valutazione caso per caso, tenendo conto delle condizioni familiari e della situazione del datore di lavoro. In questo modo, inoltre, si allineerebbe l’Italia alle normative europee, che prevedono un risarcimento integrale.

Quesito 3: «Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi»

Contrasto al precariato. Il quesito del referendum n. 3 si concentra sui contratti a tempo determinato, istituto di lavoro flessibile che coinvolge oltre 2,3 milioni di persone in Italia. La normativa attuale consente di avviare un rapporto di lavoro a termine per un periodo fino a 12 mesi senza dover fornire alcuna motivazione. L’intento della proposta è quello di reintrodurre l’obbligo di specificare la causale per questo tipo di contratti, così da incentivare la stabilizzazione del lavoro e arginare la crescente precarietà.

Quesito 4: «Esclusione della responsabilità solidale del committente, dell’appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, come conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici: Abrogazione»

Sicurezza sul lavoro. L’intervento proposto con il quesito n. 4 mira ad estendere la responsabilità in caso di incidenti anche all’azienda appaltante, e non solo agli appaltatori. Attualmente, in caso di incidenti sul lavoro dovuti a carenze di sicurezza negli appalti, la responsabilità del committente (come ad esempio una grande azienda) è limitata solo ai rischi “generici” e non a quelli “specifici” dell’appaltatore. Il rischio generico – si chiarisce – è quello che grava sul lavoratore nello stesso modo in cui colpisce gli altri lavoratori, indipendentemente dall’attività lavorativa svolta; il rischio specifico è quello derivante dalle particolari condizioni dell’attività lavorativa svolta e/o dell’apparato produttivo dell’azienda (si pensi, ad esempio, all’utilizzo di un particolare solvente chimico in uno spazio confinato). Il quesito mira a rendere sempre responsabile il committente, permettendo ai lavoratori e alle loro famiglie di ottenere un risarcimento diretto. L’obiettivo è contrastare la prassi dell’affidamento a soggetti privi di solidità finanziaria o non in regola con la normativa sulla sicurezza, rafforzando così la prevenzione degli incidenti.

Quesito 5: «Cittadinanza italiana: Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana»

L’ultimo quesito propone una modifica della normativa sulla cittadinanza italiana. Attualmente, per un cittadino straniero maggiorenne è necessario aver risieduto legalmente e ininterrottamente in Italia per almeno dieci anni al fine di poter richiedere la cittadinanza; con il referendum si mira a riportare questo requisito a 5 anni.

Tra i cinque quesiti sui quali saremo chiamati a votare, quello sulla cittadinanza ci porrà una domanda profonda su che tipo di Italia vogliamo essere: se un Paese bloccato dalla paura e dall’odio, o un Paese che costruisce comunità, che costruisce futuro, che costruisce speranza.

Riteniamo che i 5 quesiti vadano tutti nella direzione di migliorare le condizioni dei lavoratori, anche e soprattutto sanando la dicotomia tra chi è entrato nel mercato del lavoro prima o dopo il 7 marzo 2015, per rendere il nostro Paese più inclusivo e quindi più democratico. Ciò, ovviamente, da affiancare con l’azione di proposta legislativa che dovrà successivamente intervenire sui temi adesso oggetto di referendum abrogativo.

Come previsto nella Costituzione all’articolo 75 “la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi”.

E’ dunque di estrema importanza che vi sia una alta partecipazione al voto.

L’ 8 e il 9 giugno andiamo a votare!

Tags: referendum

Liceo Quasimodo, facciamo chiarezza

Facciamo chiarezza sul nuovo polo scolastico a Magenta.

Il dibattito riguardante la realizzazione di un nuovo polo scolastico a Magenta evidenzia contraddizioni e responsabilità che richiedono chiarezza. Giovanni Banfi, componente del coordinamento cittadino del Partito Democratico, offre un’analisi utile per comprendere i fatti.

Recentemente, il vicesindaco Enzo Tenti ha attribuito a Città Metropolitana la responsabilità della mancata progettazione del nuovo polo. Tuttavia, le sue affermazioni risultano fuorvianti. I 5 milioni di euro citati non erano destinati alla costruzione di un nuovo polo, ma all’adeguamento degli spazi scolastici a seguito dell’emergenza Covid-19. Nonostante l’ex consigliere regionale Luca Del Gobbo avesse annunciato lo stanziamento, questi fondi derivavano dal Decreto Rilancio con un obiettivo specifico, ovvero l’adeguamento delle classi, non la creazione di nuove strutture.

La sindaca Calati e Del Gobbo, consapevoli delle difficoltà, richiesero una proroga al MIUR ma non fecero nulla per avviare la progettazione. Nessuno, né il Ministero né Città Metropolitana, era stato coinvolto prima della comunicazione di Del Gobbo. Alla fine, Città Metropolitana non ha mai ricevuto quei fondi, poiché non erano disponibili per un nuovo polo scolastico.

È fondamentale che oggi il Comune di Magenta si concentri su una strategia chiara, collaborando concretamente con Città Metropolitana per trovare soluzioni e smettendo di fare promesse prive di sostanza.

Tags: quasimodo

Incontro sulla sicurezza 15 Marzo 2023 con Marco Invernizzi

Incontri sulla sicurezza

Appuntamento al 15 marzo 2025 mattino

 con Marco Invernizzi  

Vi abbiamo anticipato nelle precedenti newsletter che ci siamo impegnati a sostenere una trilogia di incontri in tema sicurezza presentati dall’Impresa Sociale “Milano PerCorsi” in collaborazione con le associazioni “Libera contro le mafie”, “UrbanaMente”, “Centro Studi politico sociali J.F.e R.F.Kennedy“ e la Libreria “Il Segnalibro”.

Noi del Partito Democratico guardiamo con attenzione al tema della legalità e della sicurezza e abbiamo deciso di non voltarci dall’altra parte.

Qui di seguito per completezza trovate una sintesi degli incontri già realizzati.

Durante il primo incontro di venerdì 31 gennaio  “Mafia, politica e clientelismo: il veleno che soffoca la democrazia” si è tenuto un dibattito di grande valore su un tema che troppo spesso viene ignorato o sottovalutato: il rapporto tra mafia e politica nel nostro territorio. A guidare la discussione c’erano Ersilio Mattioni, giornalista da sempre in prima linea nell’indagare le infiltrazioni mafiose nella Lombardia occidentale, e Marco Invernizzi, ex sindaco di Magenta, in veste di moderatore.

Viviamo in un territorio dove la mafia non è solo un fenomeno lontano, ma una realtà che si infiltra nelle istituzioni, nell’economia e nella politica.

Non servono condanne per certificare la morte della democrazia: bastano i comportamenti clientelari, gli amici degli amici, il consenso costruito sulle relazioni opache.

Il secondo incontro di sabato 15 febbraio “Giovani e Società” si è tenuto al Centro Kennedy.

Abbiamo assistito a un dibattito intenso e necessario sul disagio giovanile, moderato da Marco Invernizzi e con la partecipazione di Flavio Barattieri, educatore ed esperto del mondo giovanile.

Partendo dal suo libro “Dialoghi con Lito”, abbiamo affrontato temi cruciali: il malessere che può celarsi anche dietro il successo scolastico, l’influenza della ‘ndrangheta sui giovani e il richiamo pericoloso del consumismo senza valori.

La lettura di alcuni brani del libro da parte di tre ragazzi hanno dato voce a storie di fragilità e ricerca di identità.

Ricordiamoci che non basta indignarsi contro lo spaccio, serve coerenza nei gesti quotidiani: la legalità è una scelta di tutti i giorni.

Il terzo e ultimo degli incontri programmati si terrà Sabato 15 marzo mattino  e si parlerà di “CULTURA E PREVENZIONE”. 

Con la guida di Marco Invernizzi, ex Sindaco, curatore del cineforum a Magenta fin dagli anni ’80, socio fondatore e membro del comitato direttivo di UrbanaMente, studioso dei linguaggi in particolare quello cinematografico, anche nei loro risvolti filosofici, psicologici e sociologici, si approfondirà il significato del termine sicurezza. Cosa si intende per sicurezza?  E soprattutto: è possibile fare prevenzione per eliminare le cause che la minacciano? Quale è e quale deve essere il ruolo dell’educazione e della cultura nella prevenzione dei fenomeni che creano allarme sociale?

Tutte domande alle quali si cercherà di rispondere in questo incontro.

Segnatevi questa data. A breve vi daremo tutti i dettagli.

Non ci fermiamo qui, prossimamente approfondiremo altri temi su argomenti riguardo i quali il Partito Democratico è particolarmente sensibile.

Continuate a seguirci.

Tags:

Petizione medico di base a Pontevecchio 2 Marzo 2025

Abbiamo presentato ormai qualche mese fa un’interrogazione consiliare per chiedere al Sindaco un impegno concreto, mettendo a disposizione locali pubblici a prezzi calmierati, in modo da favorire il ritorno di medici di base anche nelle nostre frazioni.

Ad oggi non ci sono stati sviluppi in questo senso perciò Domenica 2 marzo dalle ore 9:00 alle ore 12:00 a di fronte alla Chiesa Parrocchiale di Pontevecchio saremo a fianco dei cittadini con una raccolta firme a sostegno della soluzione da noi prospettata.

Firme che serviranno a presentare una petizione al Sindaco affinché, si attivi al più presto, analogamente a quanto fatto dalle amministrazioni di alcuni Comuni limitrofi per:

–          mettere a disposizione a Pontevecchio spazi idonei a canone di locazione  calmierato per ambulatori da destinare ai medici di medicina generale. Spesso, infatti, i medici sono disincentivati ad assumere l’incarico perché gravati da costi delle locazioni troppo alti;

–          Incentivare la medicina di base associata in spazi pubblici per i vantaggi che questa può rappresentare per la popolazione, sia in termini di ampliamento di accesso dei pazienti, sia per la possibilità di attivare una serie di servizi accessori, anche di tipo domiciliare, che potrebbero essere sostenuti da finanziamenti regionali.

Da qualche mese la frazione di Pontevecchio non ha più un medico di medicina generale sul territorio. Anche se la continuità assistenziale è stata garantita da ASST prima con un sostituto, e poi con un medico titolare, l’impossibilità di avere il servizio  “in loco” crea enormi disagi, soprattutto per la popolazione anziana, e in generale per tutti i cittadini che non possono spostarsi in autonomia verso ambulatori o che non sono in grado di utilizzare le tecnologie digitali per ottenere le prescrizioni mediche.

Certo, è vero che assicurare i servizi sanitari di base è compito di ASST, è però altrettanto chiaro che è compito del Sindaco intervenire perché tali servizi di base siano garantiti in condizione di maggiore prossimità possibile ai cittadini a tutela specialmente dei più svantaggiati.

Servizio mensa per le scuole e pasti per gli anziani: un vero disastro

Durante gli ultimi due anni, come Partito Democratico, abbiamo più volte portato all’attenzione del consiglio comunale l’aumento spropositato delle tariffe sui servizi alla persona (ricordate i pacchi di Natale?) presentando interrogazioni e mozioni per sollecitare l’amministrazione a rivedere queste scelte. Abbiamo denunciato come tali rincari fossero privi di giustificazioni concrete e, soprattutto, non corrispondessero a un miglioramento della qualità del servizio, spesso al di sotto delle aspettative di genitori, studenti e anziani.

Ciononostante, l’amministrazione comunale ha sempre scelto di ignorare le nostre osservazioni, preferendo prendere decisioni che oggi si rivelano miopi e dannose per la città.

L’assessore Tenti, in consiglio comunale, aveva perfino garantito che “l’aumento dei prezzi avrebbe comportato un miglioramento della qualità del servizio”.  Parole che si sono dimostrate pura propaganda politica.

Nelle ultime settimane, infatti, numerose segnalazioni hanno confermato il peggioramento della situazione del servizio mensa e dei pasti a domicilio per anziani. In particolare, il servizio è stato affidato a un nuovo gestore – lo stesso che già gestisce la mensa ospedaliera, con non poche critiche da parte degli utenti – mentre la società uscente ha presentato ricorso, contestando, a quanto si dice, che i costi sostenuti dal nuovo gestore sarebbero addirittura inferiori a quelli precedenti.

Il risultato?

Il servizio è bloccato, e il contratto con il vecchio gestore è stato prorogato per alcuni mesi, lasciando studenti e anziani in una situazione di totale incertezza.

Questo è l’ennesimo fallimento amministrativo che conferma ciò che denunciamo da tempo: l’amministrazione Del Gobbo dovrebbe cimentarsi meno in passerelle politiche e concentrarsi di più sui bisogni concreti dei propri concittadini. Proprio per questo presenteremo una nuova interrogazione in consiglio comunale, chiedendo lumi su quanto sta accadendo e che il servizio offerto ai nostri ragazzi e ai nostri anziani non solo sia dignitoso, ma soprattutto adeguato al costo che le famiglie sono chiamate a sostenere.

Per il sindaco del gobbo è sempre colpa di qualcun altro

Le strade sono impraticabili e piene di buche? Colpa dell’ANAS… e del PD.

La città è al buio un giorno sì e l’altro pure? Colpa della società appaltatrice… e del PD.

Le scuole sono fredde e cadono a pezzi? Colpa di Città Metropolitana… e ovviamente del PD.

Ci siamo stufati. Ogni volta che c’è un problema serio in città, il nostro sindaco, Luca Del Gobbo, non perde occasione per sfilare davanti alle telecamere e scaricare le proprie responsabilità a destra e a manca (con una predilezione per il PD, chissà come mai). Ma quando si tratta di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di concreto?  Silenzio totale.

Prendiamo l’esempio delle scuole di Magenta: una situazione disastrosa che coinvolge indistintamente infanzia, primaria e secondaria. Da anni denunciamo questa situazione, lo scorso anno è stata chiusa la scuola di PonteVecchio  per via della presenza di amianto con notevoli disagi per genitori e studenti, nella scuola del quartiere Nord è esploso un quadro elettrico e molte altre strutture richiedono una manutenzione seria e tempestiva. Ma guai a parlarne, per il Sindaco sono solo inutili polemiche del PD Magenta.

Oggi invece tocca al nostro Liceo Quasimodo: una situazione disastrosa, che abbiamo denunciato in ogni sede possibile, dal Comune a Città Metropolitana, senza guardare mai al colore politico, perché la salute e la sicurezza degli studenti, per noi, vengono prima di tutto.

E il nostro sindaco cosa fa? 

Si reca dagli studenti del Quasimodo a raccontargli che per colpa dell’ex Ministro Azzolina non ci sono più 5 milioni di euro per una nuova sede, che per colpa di Beppe Sala c’è freddo e non c’è manutenzione, ma soprattutto di aver votato nel 2023 una mozione “a favore delle scuole”. Peccato che quella mozione servisse solo a scaricare colpe su Città Metropolitana per il caso del Bramante. Siamo stati noi, come Partito Democratico, a estenderla agli altri due istituti cittadini, Liceo Quasimodo e Istituto Leonardo Da Vinci, con un emendamento chiaro e concreto chiedendo non solo aprire un tavolo con Città Metropolitana ma di siglare una vero e proprio protocollo d’intesa.

E l’abbiamo votata nonostante fosse stata presentata dalla maggioranza. Perché lo ripetiamo, per noi non esiste colore politico quando si parla della salute e della sicurezza dei ragazzi!

E dopo quell’impegno preso cosa ha fatto il sindaco?

Come dichiarato nell’incontro con gli studenti, ha inviato … due PEC a Città Metropolitana.

Sì, due PEC in due anni. Lo stesso approccio che usa per segnalare un lampione rotto o una buca per strada.

Replica di Città Metropolitana

Città Metropolitana in merito alle problematiche emerse (riscaldamento delle classi e controsoffitto) al liceo Quasimodo che hanno portato allo sciopero di giovedì 9 gennaio Città Metropolitana fa alcune precisazioni e sulla questione riscaldamento scrive:

“Il 7 gennaio 2024 c’è stato un problema relativo al riscaldamento non dovuto agli impianti gestiti da Città Metropolitana, ma dalla fornitura di teleriscaldamento gestito dalla municipalizzata che non era attivo, e né la scuola né Città Metropolitana erano stati avvertiti. La fornitura è stata ripristinata dalla municipalizzata la sera del 7 gennaio, e Città Metropolitana ha anticipato l’accensione degli impianti alle 3 di notte per garantire la temperatura l’8 gennaio”.

Fornisce precisazioni anche in merito alla ricerca di un percorso comune con il Sindaco Del Gobbo:

“Il 23 ottobre dello scorso anno si era tenuta una riunione per cercare un percorso da seguire insieme. Eravamo rimasti che il Comune ci avrebbe contattati per verificare un eventuale accordo per la ricerca delle risorse. Ad oggi non abbiamo sentito nessuno”.

Forse il sindaco pensa che i nostri studenti non siano in grado di distinguere tra chi tratta il tema scuola come propaganda politica e chi in silenzio e con costanza si mette a disposizione per lavorare seriamente.

Caro sindaco, non basta rilasciare qualche intervista o inviare due mail per affrontare i problemi di una città. Serve la volontà di dialogare, confrontarsi e lavorare in modo serio e costruttivo. Purtroppo, una qualità che ha dimostrato di non possedere: in questi anni di consiglio comunale ha sistematicamente bocciato ogni proposta delle opposizioni, senza mai voler entrare davvero nel merito delle questioni.

E allora ci chiediamo: quando verrà il momento di iniziare davvero a lavorare per il bene della città?

Noi siamo sinceramente preoccupati per il futuro di Magenta, che si meriterebbe un sindaco davvero “di tutti”. Un sindaco capace di andare oltre le passerelle e le accuse, di costruire soluzioni condivise e di concentrarsi sui problemi reali dei cittadini.

Noi ci siamo, come sempre. Lo abbiamo dimostrato firmando l’appello per chiedere a Città Metropolitana un intervento serio e tempestivo per il Liceo Quasimodo. Ora, però, tocca a lei caro Sindaco: convochi le opposizioni, creando un tavolo di confronto permanente sul tema scuola, per dare finalmente risposte concrete e costruire soluzioni condivise nell’interesse della nostra città.

Tags: quasimodo