Sabato 31 Maggio siamo in Piazza Liberazione

Sabato 31 maggio nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 19.00, ci potete trovare in Piazza Liberazione insieme agli amici di Alleanza Verdi e Sinistra e del Partito Socialista Italiano – Sezione di Magenta e alle Donne Democratiche dell’est Ticino, per parlare di referendum.

La Corte Costituzionale ha ritenuto validi i 5 quesiti referendari per i quali nel 2024 abbiamo raccolto 5 milioni di firme. E’ l’unico modo che ha il cittadino di partecipare all’attività legislativa.

Quesito 1 – STOP AI LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI – Oggi la legge impedisce il reintegro anche nel caso in cui la/il giudice dichiari ingiusta e infondata l’interruzione del rapporto di lavoro.

Quesito 2 – PIU’ TUTELE PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLE PICCOLE IMPRESE – Oggi una lavoratrice o un lavoratore può ottenere 6 mensilità di risarcimento, anche qualora una/un giudice reputi infondata l’interruzione del rapporto di lavoro.

Quesito 3 – RIDUZIONE DEL LAVORO PRECARIO – I rapporti a termine possono oggi essere instaurati fino a 12 mesi senza alcuna ragione oggettiva che giustifichi il lavoro temporaneo. Rimettiamo l’obbligo di causali. Rendiamo più stabile il lavoro.

Quesito 4 – PIU’ SICUREZZA SUL LAVORO – Modifichiamo le norme attuali che impediscono in caso di infortunio negli appalti di estendere la responsabilità all’impresa appaltante.

Quesito 5 – PIU’ INTEGRAZIONE CON LA CITTADINANZA ITALIANA – Riduciamo da 10 a 5 anni gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter fare domanda di cittadinanza italiana che una volta ottenuta sarebbe trasmessa ai figli e alle figlie minorenni. Una risposta concreta ai 2 milioni e 500mila cittadine e cittadini di origine straniera che nel nostro Paese nascono, crescono, abitano, studiano e lavorano.

Ci farebbe piacere parlarne con voi! Vi aspettiamo!

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Referendum 8 e 9 Giugno 2025

Dedichiamo questo post al tema dei 5 Referendum su Lavoro e Cittadinanza che si terranno il prossimo mese di giugno.

Si tratta di referendum di grande importanza per la tutela dei diritti, un valore così fragile e vulnerabile, in particolare nel contesto attuale che stiamo vivendo.

Dopo lo sforzo per la raccolta delle firme, è fondamentale impegnarsi ulteriormente per portare al voto il maggior numero possibile di elettori. Non raggiungere il quorum rappresenterebbe una sconfitta che non possiamo permetterci se vogliamo preservare la tenuta della democrazia.

La partecipazione però, per essere davvero libera, deve essere consapevole e dunque è importante conoscere nel merito ciò su cui siamo chiamati ad esprimerci.

Vediamo in dettaglio i quesiti referendari

I primi quattro quesiti affrontano aspetti chiave della legislazione sul lavoro:

Quesito 1: «Contratto di lavoro a tutele crescenti – Disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione»

Licenziamento illegittimo e reintegra nell’impiego originario.

Con il quesito n. 1 si mira ad abrogare le disposizioni del D. Lgs. 23/2015 – cosiddetto Jobs Act – in particolare per quanto riguarda il contratto a tutele crescenti. Per effetto delle disposizioni del Jobs Act, attualmente, nelle aziende con oltre 15 dipendenti, i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 non hanno diritto al reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento dichiarato illegittimo, anche qualora un giudice riconosca l’assenza di giusta causa o giustificato motivo. La proposta referendaria intende eliminare questa disparità, restituendo dignità e sicurezza a oltre 3 milioni e mezzo di dipendenti già colpiti dalla norma.

Quesito 2: «Piccole imprese – Licenziamenti e relativa indennità: Abrogazione parziale»

Lavoratrici e lavoratori delle piccole imprese. L’obiettivo della proposta referendaria n. 2 è cancellare il tetto all’indennità di licenziamento nelle piccole imprese: in quelle con meno di 16 dipendenti, in caso di licenziamento illegittimo, oggi una lavoratrice o un lavoratore può al massimo ottenere un indennizzo pari a 6 mensilità di risarcimento, anche qualora un giudice non reputi fondata l’interruzione del rapporto. Il referendum propone, quindi, di innalzare le tutele per chi lavora, cancellare il limite massimo di sei mensilità all’indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato e rimettendo al giudice la facoltà di determinare il giusto risarcimento. Il giudice farebbe una valutazione caso per caso, tenendo conto delle condizioni familiari e della situazione del datore di lavoro. In questo modo, inoltre, si allineerebbe l’Italia alle normative europee, che prevedono un risarcimento integrale.

Quesito 3: «Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi»

Contrasto al precariato. Il quesito del referendum n. 3 si concentra sui contratti a tempo determinato, istituto di lavoro flessibile che coinvolge oltre 2,3 milioni di persone in Italia. La normativa attuale consente di avviare un rapporto di lavoro a termine per un periodo fino a 12 mesi senza dover fornire alcuna motivazione. L’intento della proposta è quello di reintrodurre l’obbligo di specificare la causale per questo tipo di contratti, così da incentivare la stabilizzazione del lavoro e arginare la crescente precarietà.

Quesito 4: «Esclusione della responsabilità solidale del committente, dell’appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, come conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici: Abrogazione»

Sicurezza sul lavoro. L’intervento proposto con il quesito n. 4 mira ad estendere la responsabilità in caso di incidenti anche all’azienda appaltante, e non solo agli appaltatori. Attualmente, in caso di incidenti sul lavoro dovuti a carenze di sicurezza negli appalti, la responsabilità del committente (come ad esempio una grande azienda) è limitata solo ai rischi “generici” e non a quelli “specifici” dell’appaltatore. Il rischio generico – si chiarisce – è quello che grava sul lavoratore nello stesso modo in cui colpisce gli altri lavoratori, indipendentemente dall’attività lavorativa svolta; il rischio specifico è quello derivante dalle particolari condizioni dell’attività lavorativa svolta e/o dell’apparato produttivo dell’azienda (si pensi, ad esempio, all’utilizzo di un particolare solvente chimico in uno spazio confinato). Il quesito mira a rendere sempre responsabile il committente, permettendo ai lavoratori e alle loro famiglie di ottenere un risarcimento diretto. L’obiettivo è contrastare la prassi dell’affidamento a soggetti privi di solidità finanziaria o non in regola con la normativa sulla sicurezza, rafforzando così la prevenzione degli incidenti.

Quesito 5: «Cittadinanza italiana: Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana»

L’ultimo quesito propone una modifica della normativa sulla cittadinanza italiana. Attualmente, per un cittadino straniero maggiorenne è necessario aver risieduto legalmente e ininterrottamente in Italia per almeno dieci anni al fine di poter richiedere la cittadinanza; con il referendum si mira a riportare questo requisito a 5 anni.

Tra i cinque quesiti sui quali saremo chiamati a votare, quello sulla cittadinanza ci porrà una domanda profonda su che tipo di Italia vogliamo essere: se un Paese bloccato dalla paura e dall’odio, o un Paese che costruisce comunità, che costruisce futuro, che costruisce speranza.

Riteniamo che i 5 quesiti vadano tutti nella direzione di migliorare le condizioni dei lavoratori, anche e soprattutto sanando la dicotomia tra chi è entrato nel mercato del lavoro prima o dopo il 7 marzo 2015, per rendere il nostro Paese più inclusivo e quindi più democratico. Ciò, ovviamente, da affiancare con l’azione di proposta legislativa che dovrà successivamente intervenire sui temi adesso oggetto di referendum abrogativo.

Come previsto nella Costituzione all’articolo 75 “la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi”.

E’ dunque di estrema importanza che vi sia una alta partecipazione al voto.

L’ 8 e il 9 giugno andiamo a votare!

Tags: referendum

Il punto sulle raccolte firme dei referendum

Questo articolo viene dalla nostra newsletter (vuoi iscriverti? scrivici!) a cura di Paola Barbaglia, Vice Segretaria del Partito Democratico di Magenta.


Raccolta firme referendum sulla cittadinanza

UPDATE: Obbiettivo raggiunto!

In estate avevamo assistito tutti con un certo stupore alle “aperture” di Forza Italia sul tema dello Ius Scholae: non era lo Ius Soli che come PD auspichiamo ma le parole di Tajani sembravano incoraggianti. Sono bastate appena poche settimane per dimostrare che, come temevamo, l’apertura di Forza Italia era stata del tutto strumentale e “politica” nel senso deteriore del termine, vale a dire orchestrata per regolare qualche conto nella maggioranza di Governo, e difatti in Parlamento Forza Italia ha cambiato subito idea.

Noi democratici non ci siamo stupiti più di tanto della giravolta, e anche per questo abbiamo subito rivolto l’attenzione al livello regionale nella speranza che la cosiddetta “apertura” estiva sulla questione lasciasse comunque degli spiragli di azione a partire dal territorio, e abbiamo quindi presentato in Consiglio regionale una mozione con cui abbiamo chiesto all’Aula del Pirellone di esprimersi in favore della riforma dei criteri che regolano la cittadinanza, e lo stesso ha fatto anche il Movimento Cinque Stelle. Risultato? Come ha spiegato bene il nostro Capogruppo Pierfrancesco Majorino, entrambe le mozioni sono state bocciate a dispetto di tutte le dichiarazioni estive (balneari vien da dire, a questo punto) ma a dispetto soprattutto di centinaia di migliaia di ragazze e di ragazzi, usate e usati ancora una volta in modo ideologico dalle destre: sono giovani che condividono ogni cosa con i nostri figli, ma destra e Lega stabiliscono cinicamente che non possono esserne concittadini.

Proprio su questo tema dobbiamo reagire con slancio: entro il 30 settembre vanno depositate le 500 mila firme a sostegno del referendum che cambi la legge sulla cittadinanza.

È importante dare una mano a raccogliere le firme, soprattutto a tutte le ragazze e i ragazzi di seconda generazione che si stanno impegnando in questo senso.

Riportiamo a cinque anni il termine per poter avanzare domanda di cittadinanza e riconosciamo a due milioni e mezzo di persone la pura e semplice realtà di essere in tutto e per tutto italiane.

Per firmare, con SPID o CIE, è facile, basta andare a questo link e seguire le istruzioni:

www.attivati.referendumcittadinanza.it

Firma e fai firmare il referendum cittadinanza!

E ricorda, hai tempo fino al 30 Settembre per poter firmare.

Sanità Lombarda

Il Pd ha presentato le prime 17mila firme, delle circa 100mila raccolte da febbraio, a sostegno della legge di iniziativa popolare per la riforma della sanità regionale. Le firme sono state poi depositate al Pirellone (sarebbero state sufficienti 5mila firme per rendere valida la proposta di legge di iniziativa popolare).

La proposta regionale va nella stessa direzione del disegno di legge del Pd nazionale, presentato in Parlamento, per portare il finanziamento della sanità al 7,5% del Pil. Composto da 2 articoli, il progetto lombardo è una modifica della legge regionale n. 33 del 2009, come ritoccata dalle riforme Maroni del 2015 e Fontana-Moratti del 2021. L’intento è «riscrivere i principi, togliendo l’equivalenza tra sanità pubblica e sanità privata e obbligando la Regione a fare programmazione e a governare l’offerta fornita dagli operatori privati, indirizzandoli verso le prestazioni maggiormente necessarie».

Quattro i principi che vengono introdotti: universalità del servizio, centralità della prevenzione, priorità dei servizi territoriali, governo pubblico degli erogatori.

Questa è una proposta di legge di iniziativa popolare e come tale dovrà essere discussa e votata in consiglio regionale.

Salario minimo

L’estate scorsa grazie a tutti voi abbiamo raccolto centinaia di migliaia di firme per la petizione che chiedeva al Governo di inserire un salario minimo di 9 euro e il rafforzamento della contrattazione per tutte le lavoratrici e i lavoratori.

Il Governo non ci ha ascoltato, non vi ha ascoltato.

Per questo, come forze di opposizione, continuiamo a batterci per una retribuzione equa. Il PD ha depositato in Corte di Cassazione una proposta di Legge di iniziativa popolare, un testo di legge proposto dai cittadini, che ogni maggiorenne può sottoscrivere. Se si supereranno le 50mila sottoscrizioni il Parlamento sarà tenuto a discuterla.

A differenza delle firme raccolte per la petizione dell’estate scorsa, questa proposta è più vincolante e richiede firme certificate. È importante firmarla anche e soprattutto se hai già firmato la petizione l’estate scorsa: quelle firme alla petizione non valgono per questa raccolta, bisogna ri-firmare!

Il modo più veloce per sottoscrivere la Legge d’iniziativa popolare è farlo online con SPID o carta d’identità elettronica (CIE), sulla piattaforma ministeriale cliccando il pulsante in basso e seguendo le indicazioni.

La tua firma conta, firma per il salario minimo

Autonomia differenziata

Si è chiusa la raccolta delle firme per il referendum per l’abrogazione della legge sull’autonomia differenziata, promossa dalla Cgil insieme con associazioni e partiti dell’opposizione. Entro il 30 settembre le firme saranno depositate presso la Corte di Cassazione a Roma.

Entro il 15 dicembre l’Ufficio decide in ordine alla conformità alla legge delle richieste di referendum.

Una volta accertata la legittimità delle richieste, la Corte costituzionale provvede a valutare l’ammissibilità delle stesse. La sentenza della Corte costituzionale che dichiara l’ammissibilità o meno delle richieste deve essere pubblicata entro il 10 febbraio.

Ricevuta comunicazione della sentenza della Corte costituzionale il Presidente della Repubblica indice il referendum con proprio decreto, previa delibera del Consiglio dei ministri fissandone la data fra il 15 aprile e il 15 giugno.


Questo articolo viene dalla nostra newsletter (vuoi iscriverti? scrivici!) a cura di Paola Barbaglia, Vice Segretaria del Partito Democratico di Magenta.

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Buon Primo Maggio

In Italia c’è una enorme questione salariale.
Da qui bisogna partire quando si parla di lavoro nel nostro Paese. Non servono bonus e spot elettorali, da parte di una destra al Governo che non vuole nemmeno sentir parlare di salario minimo.

Facciano i conti con la realtà: nei tanti Paesi in cui esiste ha combattuto l’inflazione, ha dato una spinta positiva alla contrattazione e ha ridotto il gap salariale fra uomini e donne.

Cosa aspettiamo ancora? Noi non ci arrendiamo. Il Partito Democratico, insieme alle altre opposizioni, ha appena depositato una legge di iniziativa popolare per il salario minimo. Raccoglieremo firme online e ai banchetti. Perché sotto i 9 euro non ė lavoro, è sfruttamento.
Buon primo maggio di lotta a tutti i lavoratori e le lavoratrici.

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Magenta e il Turismo

Turismo lento: promuovere un turismo lento, sostenibile, passo a passo per le bellezze della nostra città e del territorio, attraverso percorsi e cammini di valore naturalistico, storico, culturale e religioso dando voce agli enti del terzo settore, associazioni e commercianti che operano da anni sul territorio puntando sulla valorizzazione delle aree di interesse turistico presenti in tutta la città (luoghi della Battaglia, Parco del Ticino, Naviglio, luoghi di S. Gianna, archeologia industriale, ecc).

Parco del Ticino: valorizzare il polmone verde che è parte della nostra città attraverso un confronto costante con gli enti. Creare percorsi e utilizzare spazi (esempio attivare il punto ristoro per turisti e visitatori in Villa Castiglioni) perché si accrescano servizi per restituire la migliore esperienza possibile di fruizione del parco stesso a visitatori e cittadinanza. Cercare di reperire fondi con l’istituzione del Parco del Ticino per completare la riqualificazione di Villa Castiglioni

Visit Magenta: creazione di un portale digitale “Visit Magenta” con tutte le info su luoghi, itinerari ed attività della città e del territorio

Sportello turistico: creazione di uno sportello turistico in collaborazione con associazioni, commercianti, scuole (attraverso PCTO) e Parco del Ticino

Segnaletica: potenziamento segnaletica turistica e massima accessibilità dei percorsi turistici e commerciali

Turismo a pedali: attivazione di un servizio di noleggio delle biciclette in Stazione in collaborazione con privati e Parco del Ticino e potenziamento dei servizi di assistenza e ricettività

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Lavoro

Sviluppo: cogliere al meglio le opportunità di crescita e sviluppo legate alla Città di Milano, a MIND, a Malpensa, alle Olimpiadi 2026 in un’ottica di miglioramento delle condizioni di vita e di nuovo lavoro

Sportello Unico per le attività Produttive: favorire la digitalizzazione dei processi che possono rendere più semplice l’insediarsi e il permanere delle attività produttive sul territorio, potenziando anche in termini di personale lo sportello stesso

Disoccupazione: sostenere e collaborare con enti del terzo settore e centro per l’impiego, favorendo convenzioni con le agenzie per il lavoro del territorio per contrastare e prevenire la disoccupazione

Rete di formazione: sostenere le realtà attive sul territorio e gli enti che attivano corsi di formazione e professionalizzazione finalizzata all’inserimento lavorativo di giovani e disoccupati

Progetti Utili alla Collettività: favorire l’inserimento dei beneficiari del reddito di cittadinanza in progetti di pubblica utilità. a supporto delle attività quotidianamente svolte dal Comune

Borse di studio e lavoro: favorire l’inserimento e il reinserimento lavorativo di giovani e persone in maggiore difficoltà attraverso un fondo per borse di studio e tirocini extracurriculari in cui coinvolgere gli enti e le attività del territorio

Lavoro sicuro: promuovere accordi con sindacati, parti sociali ed enti per l’attivazione di corsi sulla sicurezza sul lavoro attraverso uno scambio di dati e di informazioni che sostengano attività preventive nei cantieri sul territorio

Lotta al Dumping sociale: favorire la ricerca di lavoro di qualità lottando contro la concorrenza sleale attraverso linee guida e accordi elaborati con le parti sociali, categorie di settore e sindacati

Microcredito: sostenere iniziative di microcredito, in collaborazione con associazioni e fondazioni, per aiutare i cittadini che vivono temporanee difficoltà e sostenere i loro progetti di ripresa e impresa

Start-Up: promuovere incentivi per l’insediamento e l’avvio di start-up e imprese innovative giovanili

Borse lavoro comunali: regolamentare borse lavoro comunali per lo svolgimento di attività socialmente utili per il recupero delle morosità (es. tinteggiature e piccola manutenzione edile, pulizia di aree verdi pubbliche)

Lo stage non è lavoro: sensibilizzare le imprese del territorio affinché non ci siano utilizzi impropri di formule contrattuali che danneggiano il lavoratore

Co-working: creare e/o sostenere la creazione di spazi dedicati allo smart working e/o al co-working all’interno del territorio comunale.

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Raccolta firme salario minimo

Oggi in concomitanza della manifestazione nazionale a Roma siamo scesi in piazza per raccogliere le firme sul salario minimo e raccontare le nostre proposte per una sanità diversa e soprattutto PUBBLICA.

Una battaglia che portiamo avanti da anni e che oggi più che mai è sentita anche dai nostri cittadini ( a confermarlo le centinaia firme raccolte)

Infatti, al contrario delle promesse fatte in campagna elettorale, il centro destra da quando ha vinto le elezioni non ha fatto nulla ed i salari sono rimasti bassi e la sanità sempre più privatizzata.
Ad oggi Governo, Regione Lombardia ed il nostro Comune di Magenta sono governati dal centrodestra ma quando ci sono dei problemi o qualcosa non funziona è sempre colpa del PD.

Ora però è giunto il momento che si assumino la responsabilità delle loro azioni oppure votino a fovare della proposta di legge sul salario minimo e indicando il referendum per la sanità pubblica!

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Economia circolare

Piano rifiuti: elaborare insieme alle aziende partecipate del territorio un piano per il miglioramento del servizio a favore di cittadini e associazioni, una specializzazione delle competenze e l’ampliamento dell’offerta legata alla piattaforma ecologica

Differenziare: incrementare il numero di cestini ecologici e rilanciare a livello educativo e civico una più efficiente raccolta differenziata, a cominciare dall’ambito scolastico avviando laboratori, progetti ed incontri con aziende, associazioni e realtà che già promuovono e applicano l’economia circolare

Riuso: incentivare la riduzione dei rifiuti e incrementare la percentuale di riciclaggio, oltre a sostenere, per esempio, il riuso del verde umido (derivante dallo sfalcio dell’erba) per sostenere la filiera del compost

Vecchio ma buono: promuovere la cultura dell’usato e l’organizzazione periodica di mercati dell’usato e del vintage promuovendo realtà e operatori specializzati del territorio

Ingombranti e verde: reintrodurre la raccolta per gli ingombranti e pensare ad un innovativo sistema di raccolta del verde a servizio di associazioni e cittadinanza.

Comune sostenibile: riduzione dei consumi pubblici di energia e materiali e applicare una logica “plastic free” all’interno dell’ente

“Reloop”: verificare la possibilità di adesione alla piattaforma europea multi- stakeholder per la promozione dell’Economia Circolare “Reloop” (come alcuni Comuni italiani, associazione Comuni Virtuosi) per fare rete tra i comuni italiani che vogliono promuovere un modello di sviluppo sostenibile attraverso atti concreti di buona amministrazione locale e spingere la politica centrale a dare delle risposte sul piano legislativo rispetto ad alcune tematiche di interesse ambientale e sociale

Cittadinanza green: prevedere sgravi per imprese e cittadini che applicano e promuovono scelte sostenibili e sostenere le realtà che operano in una visuale di economia circolare nell’ottica di un consumo ecologico

Acqua del Sindaco: sensibilizzare all’utilizzo dell’acqua del “Sindaco” attraverso campagne di sensibilizzazione e concordando con CAP Holding l’incremento del numero delle “case dell’acqua” o altre iniziative, coprendo tutte le zone della città

Comunità energetiche: istituire delle comunità energetiche per condividere energia e ridurre sprechi e costi per la collettività

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Proposte per il commercio

Sviluppo: costituire un vero tavolo di coordinamento tra commercianti, associazioni di categoria e imprese cittadine per promuovere azioni a tutela e a supporto della rete commerciale cittadina

Comune per l’impresa: migliorare l’efficienza dei servizi gestiti dagli uffici comunali tramite la semplificazione e la digitalizzazione affinché si possano facilitare percorsi di avvio di iniziative commerciali con strumenti quali la definizione di tariffe agevolate sulla pubblicità e sulla gestione dei rifiuti. Diminuzione della TARI a chi affitta o sottrae al degrado gli stabili commerciali

Mercati comunali: rilanciare i mercati comunali attraverso la modernizzazione e riqualificazione dei luoghi dove si svolgono e valorizzando le peculiarità degli ambulanti che devono essere fra i protagonisti del commercio locale

Distretto del Commercio: aggiornare la cerchia delle realtà commerciali presenti nel Distretto del Commercio di concerto con la Confcommercio locale per coinvolgere tutte le attività nelle opportunità di crescita e sviluppo del tessuto commerciale cittadino, interloquendo con le categorie di settore per sostenere lo stesso Distretto del Commercio già esistente affinché siano più efficaci le direttrici sulle quali posizionare il tessuto commerciale con una conseguente valorizzazione dello stesso

Commercio di vicinato: sostenere il commercio di vicinato come motore di attrattività, crescita e occupazione di qualità in un circolo virtuoso per tutta la comunità attraverso iniziative e progetti dedicati (es. eventi diffusi, tessere fedeltà, ecc.), limitando allo stesso tempo l’aumento di operatori della grande distribuzione che possano penalizzare uno sviluppo sostenibile del commercio magentino

Magenta investe: introdurre strumenti che attraggano chi desidera investire su nuove realtà commerciali della città, prevedendo agevolazioni fiscali e fondi per il lancio di start-up

Formazione: in collaborazione con Confcommercio e le realtà che operano nel settore creare corsi di formazione costante per i commercianti attraverso in modo particolare riguardanti i temi dell’inclusione lavorativa in costante rapporto con i sindacati

E-commerce e digitalizzazione: fornire supporto ai commercianti del territorio nell’implementazione dei canali di vendita digitali tramite la partecipazione a bandi ad hoc, momenti di formazione o altre agevolazioni. Prevedere sul sito del comune l’elenco sempre aggiornato dei commercianti locali diviso per tipologia merceologica. Smart working e commercio: attivazione di convenzioni con locali pubblici e bar per reperire spazi destinati allo studio o allo smart working

Km0: implementare il mercato agroalimentare a Km0 in collaborazione con i comitati agricoli e le imprese del territorio

Collaborazione: promuovere patti di collaborazione tra Comune e commercianti per la cura del decoro urbano e la valorizzazione degli spazi pubblici in cambio di incentivi e agevolazioni

Occupazioni di suolo: sull’esperienza degli ultimi due anni, promuovere agevolazioni per incentivare l’utilizzo di spazi all’aria aperta da parte di locali della nostra città

Sostegno all’imprenditoria femminile: favorire il progetto donna-lavoro in collaborazione dei piani sociali di zona

Sosta in città: rivedere il sistema della sosta in città in accordo con le categorie del settore del commercio per rendere più attrattive le nostre realtà commerciali

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Magenta viva: il potenziale di Magenta

Magenta Viva è prima di tutto una città che riscopre l’orgoglio per la propria grande storia, esalta la bellezza del suo patrimonio naturalistico e valorizza la ricchezza dei suoi talenti.

Magenta ha in sé un grande potenziale che attende solo di essere liberato, offrendo ai suoi abitanti, ma anche a chi la scopre per la prima volta, opportunità di alto livello sotto il profilo turistico, culturale, commerciale, sportivo e della socialità.

Magenta città della battaglia, del colore, della cultura, della musica, del Parco del Ticino: sono tante le etichette a cui possiamo ricorrere per definirne l’identità. Un’identità molteplice, che si nutre anche della straordinaria generosità dei suoi cittadini, capaci di mettere al servizio del bene comune competenza e passione e di animare un vivace tessuto associativo.

Un’Amministrazione deve quindi sostenere, in un’ottica di rete e reciproco scambio, le azioni che portano a un coinvolgimento delle migliori idee e energie che la città sa mettere in campo. Occorre in primo luogo coordinare puntualmente le tante iniziative a cui la città sa dare vita attraverso le sue associazioni, garantendo le condizioni, materiali e di contesto, perché diventino una potente occasione di richiamo e un volano per il tessuto economico locale, in sinergia con gli attori commerciali.

Magenta possiede inoltre una vocazione turistica non del tutto esplorata, grazie alla sua strategica collocazione a metà strada tra la grande realtà urbana milanese e il Parco del Ticino: uno scenario naturale che può essere pienamente apprezzato diffondendo la filosofia del turismo lento e sostenibile.

Un capitolo è infine dedicato allo sport, a partire dalla restituzione alla città di luoghi fisici per la sua pratica, come il Palazzetto, e dall’ammodernamento di altre importanti strutture.
Perché creare le condizioni per la pratica sportiva diffusa significa promuovere attivamente stili di vita sani e sostenibili, in armonia con gli spazi verdi che il territorio cittadino può vantare, avvicinando nuove opportunità di aggregazione sportiva.

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