La Befana si è dimenticata il carbone per alimentare le caldaie delle scuole

Alla Ripresa dalla pausa natalizia anche quest’anno, come ormai avviene da qualche anno, bambini e insegnanti hanno fatto i conti con temperature inaccettabili e giustificazioni imbarazzanti in merito a caldaie avviate tardi o antigelo mancante.

Le scuole sono fredde e cadono a pezzi? Colpa di Città Metropolitana e ovviamente del PD.

Prendiamo l’esempio delle scuole di Magenta: una situazione disastrosa che coinvolge indistintamente infanzia, primaria e secondaria.

Da anni denunciamo questa situazione.

Lo scorso anno a gennaio sono stati gli studenti del Liceo Bramante a scioperare e anche l’anno prima analoghe problematiche hanno portato all’ennesimo sciopero con le stesse motivazioni che avevano indotto Città Metropolitana a precisare con un comunicato la situazione:

“Il 7 gennaio 2024 c’è stato un problema relativo al riscaldamento non dovuto agli impianti gestiti da Città Metropolitana, ma dalla fornitura di teleriscaldamento gestito dalla municipalizzata che non era attivo, e né la scuola né Città Metropolitana erano stati avvertiti. La fornitura è stata ripristinata dalla municipalizzata la sera del 7 gennaio, e Città Metropolitana ha anticipato l’accensione degli impianti alle 3 di notte per garantire la temperatura l’8 gennaio”.

Città metropolitana aveva fornito precisazioni anche in merito alla ricerca di un percorso comune con il Sindaco Del Gobbo:    “Il 23 ottobre dello scorso anno si era tenuta una riunione per cercare un percorso da seguire insieme. Eravamo rimasti che il Comune ci avrebbe contattati per verificare un eventuale accordo per la ricerca delle risorse. Ad oggi non abbiamo sentito nessuno”.

Ma guai a parlarne, per il Sindaco sono solo inutili polemiche del PD Magenta.

Quest’anno è toccato al Liceo Quasimodo; una situazione disastrosa, che abbiamo denunciato in ogni sede possibile, dal Comune a Città Metropolitana, senza guardare mai al colore politico, perché la salute e la sicurezza degli studenti, per noi, vengono prima di tutto.

Ma qui c’è un dettaglio che rende tutto ancora più paradossale: la caldaia del Liceo Quasimodo è gestita direttamente dal Comune di Magenta, perché riscalda sia la scuola sia l’edificio comunale.

Dunque, in questo caso non esiste alcuna “scusa” da imputare a Città Metropolitana.

Eppure, anche quando la responsabilità è chiaramente del Comune, il gioco resta sempre lo stesso: scaricare colpe altrove o far finta di niente. Lo stesso silenzio che abbiamo visto anche sulle scuole dell’infanzia e sugli asili nido comunali, dove bambini e insegnanti sono rientrati dalle vacanze con temperature inaccettabili e giustificazioni imbarazzanti in merito a caldaie avviate tardi o antigelo mancante.

Ma allora viene da chiedersi come sia possibile polemizzare ogni giorno con Città Metropolitana, ma non chiedere mai conto seriamente ad ASM, società partecipata proprio dal Comune del proprio lavoro.

PER IL SINDACO DEL GOBBO È SEMPRE COLPA DI QUALCUN ALTRO!

Città Metropolitana, come lo scorso anno, ha emesso un comunicato stampa per chiarire qual è la situazione del Liceo Quasimodo. Tutti gli anni puntualmente gli studenti e le famiglie lamentano i problemi relativi al freddo nelle aule e con il sostegno del Partito Democratico continuiamo a sollecitare l’amministrazione che come un disco rotto chiama in causa esclusivamente l’immobilismo di Città Metropolitana e il disinteresse del Sindaco Beppe Sala.

Interessante la lettura del Comunicato Stampa di Città Metropolitana. Ne riporto uno stralcio:

“….. Si tratta di una questione nota da diversi anni. Gli uffici tecnici della Città Metropolitana hanno più volte segnalato formalmente al Comune di Magenta la necessità di un intervento risolutivo e strutturale sull’impianto (sostituzione o potenziamento della caldaia, adeguamento della centrale termica, eventuale separazione dei carichi termici). Ad oggi, nonostante le reiterate sollecitazioni, non è stato realizzato alcun intervento definitivo.  Abbiamo appreso dagli uffici tecnici comunali che è stata programmata l’installazione di una nuova caldaia nel corso della prossima estate 2026. …”

Per leggere il testo completo cliccare su questo link Comunicato stampa Città metropolitana

Tags: bramante

Referendum 8 e 9 Giugno 2025

Dedichiamo questo post al tema dei 5 Referendum su Lavoro e Cittadinanza che si terranno il prossimo mese di giugno.

Si tratta di referendum di grande importanza per la tutela dei diritti, un valore così fragile e vulnerabile, in particolare nel contesto attuale che stiamo vivendo.

Dopo lo sforzo per la raccolta delle firme, è fondamentale impegnarsi ulteriormente per portare al voto il maggior numero possibile di elettori. Non raggiungere il quorum rappresenterebbe una sconfitta che non possiamo permetterci se vogliamo preservare la tenuta della democrazia.

La partecipazione però, per essere davvero libera, deve essere consapevole e dunque è importante conoscere nel merito ciò su cui siamo chiamati ad esprimerci.

Vediamo in dettaglio i quesiti referendari

I primi quattro quesiti affrontano aspetti chiave della legislazione sul lavoro:

Quesito 1: «Contratto di lavoro a tutele crescenti – Disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione»

Licenziamento illegittimo e reintegra nell’impiego originario.

Con il quesito n. 1 si mira ad abrogare le disposizioni del D. Lgs. 23/2015 – cosiddetto Jobs Act – in particolare per quanto riguarda il contratto a tutele crescenti. Per effetto delle disposizioni del Jobs Act, attualmente, nelle aziende con oltre 15 dipendenti, i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 non hanno diritto al reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento dichiarato illegittimo, anche qualora un giudice riconosca l’assenza di giusta causa o giustificato motivo. La proposta referendaria intende eliminare questa disparità, restituendo dignità e sicurezza a oltre 3 milioni e mezzo di dipendenti già colpiti dalla norma.

Quesito 2: «Piccole imprese – Licenziamenti e relativa indennità: Abrogazione parziale»

Lavoratrici e lavoratori delle piccole imprese. L’obiettivo della proposta referendaria n. 2 è cancellare il tetto all’indennità di licenziamento nelle piccole imprese: in quelle con meno di 16 dipendenti, in caso di licenziamento illegittimo, oggi una lavoratrice o un lavoratore può al massimo ottenere un indennizzo pari a 6 mensilità di risarcimento, anche qualora un giudice non reputi fondata l’interruzione del rapporto. Il referendum propone, quindi, di innalzare le tutele per chi lavora, cancellare il limite massimo di sei mensilità all’indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato e rimettendo al giudice la facoltà di determinare il giusto risarcimento. Il giudice farebbe una valutazione caso per caso, tenendo conto delle condizioni familiari e della situazione del datore di lavoro. In questo modo, inoltre, si allineerebbe l’Italia alle normative europee, che prevedono un risarcimento integrale.

Quesito 3: «Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi»

Contrasto al precariato. Il quesito del referendum n. 3 si concentra sui contratti a tempo determinato, istituto di lavoro flessibile che coinvolge oltre 2,3 milioni di persone in Italia. La normativa attuale consente di avviare un rapporto di lavoro a termine per un periodo fino a 12 mesi senza dover fornire alcuna motivazione. L’intento della proposta è quello di reintrodurre l’obbligo di specificare la causale per questo tipo di contratti, così da incentivare la stabilizzazione del lavoro e arginare la crescente precarietà.

Quesito 4: «Esclusione della responsabilità solidale del committente, dell’appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, come conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici: Abrogazione»

Sicurezza sul lavoro. L’intervento proposto con il quesito n. 4 mira ad estendere la responsabilità in caso di incidenti anche all’azienda appaltante, e non solo agli appaltatori. Attualmente, in caso di incidenti sul lavoro dovuti a carenze di sicurezza negli appalti, la responsabilità del committente (come ad esempio una grande azienda) è limitata solo ai rischi “generici” e non a quelli “specifici” dell’appaltatore. Il rischio generico – si chiarisce – è quello che grava sul lavoratore nello stesso modo in cui colpisce gli altri lavoratori, indipendentemente dall’attività lavorativa svolta; il rischio specifico è quello derivante dalle particolari condizioni dell’attività lavorativa svolta e/o dell’apparato produttivo dell’azienda (si pensi, ad esempio, all’utilizzo di un particolare solvente chimico in uno spazio confinato). Il quesito mira a rendere sempre responsabile il committente, permettendo ai lavoratori e alle loro famiglie di ottenere un risarcimento diretto. L’obiettivo è contrastare la prassi dell’affidamento a soggetti privi di solidità finanziaria o non in regola con la normativa sulla sicurezza, rafforzando così la prevenzione degli incidenti.

Quesito 5: «Cittadinanza italiana: Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana»

L’ultimo quesito propone una modifica della normativa sulla cittadinanza italiana. Attualmente, per un cittadino straniero maggiorenne è necessario aver risieduto legalmente e ininterrottamente in Italia per almeno dieci anni al fine di poter richiedere la cittadinanza; con il referendum si mira a riportare questo requisito a 5 anni.

Tra i cinque quesiti sui quali saremo chiamati a votare, quello sulla cittadinanza ci porrà una domanda profonda su che tipo di Italia vogliamo essere: se un Paese bloccato dalla paura e dall’odio, o un Paese che costruisce comunità, che costruisce futuro, che costruisce speranza.

Riteniamo che i 5 quesiti vadano tutti nella direzione di migliorare le condizioni dei lavoratori, anche e soprattutto sanando la dicotomia tra chi è entrato nel mercato del lavoro prima o dopo il 7 marzo 2015, per rendere il nostro Paese più inclusivo e quindi più democratico. Ciò, ovviamente, da affiancare con l’azione di proposta legislativa che dovrà successivamente intervenire sui temi adesso oggetto di referendum abrogativo.

Come previsto nella Costituzione all’articolo 75 “la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi”.

E’ dunque di estrema importanza che vi sia una alta partecipazione al voto.

L’ 8 e il 9 giugno andiamo a votare!

Tags: referendum

Liceo Quasimodo, facciamo chiarezza

Facciamo chiarezza sul nuovo polo scolastico a Magenta.

Il dibattito riguardante la realizzazione di un nuovo polo scolastico a Magenta evidenzia contraddizioni e responsabilità che richiedono chiarezza. Giovanni Banfi, componente del coordinamento cittadino del Partito Democratico, offre un’analisi utile per comprendere i fatti.

Recentemente, il vicesindaco Enzo Tenti ha attribuito a Città Metropolitana la responsabilità della mancata progettazione del nuovo polo. Tuttavia, le sue affermazioni risultano fuorvianti. I 5 milioni di euro citati non erano destinati alla costruzione di un nuovo polo, ma all’adeguamento degli spazi scolastici a seguito dell’emergenza Covid-19. Nonostante l’ex consigliere regionale Luca Del Gobbo avesse annunciato lo stanziamento, questi fondi derivavano dal Decreto Rilancio con un obiettivo specifico, ovvero l’adeguamento delle classi, non la creazione di nuove strutture.

La sindaca Calati e Del Gobbo, consapevoli delle difficoltà, richiesero una proroga al MIUR ma non fecero nulla per avviare la progettazione. Nessuno, né il Ministero né Città Metropolitana, era stato coinvolto prima della comunicazione di Del Gobbo. Alla fine, Città Metropolitana non ha mai ricevuto quei fondi, poiché non erano disponibili per un nuovo polo scolastico.

È fondamentale che oggi il Comune di Magenta si concentri su una strategia chiara, collaborando concretamente con Città Metropolitana per trovare soluzioni e smettendo di fare promesse prive di sostanza.

Tags: quasimodo

Servizio mensa per le scuole e pasti per gli anziani: un vero disastro

Durante gli ultimi due anni, come Partito Democratico, abbiamo più volte portato all’attenzione del consiglio comunale l’aumento spropositato delle tariffe sui servizi alla persona (ricordate i pacchi di Natale?) presentando interrogazioni e mozioni per sollecitare l’amministrazione a rivedere queste scelte. Abbiamo denunciato come tali rincari fossero privi di giustificazioni concrete e, soprattutto, non corrispondessero a un miglioramento della qualità del servizio, spesso al di sotto delle aspettative di genitori, studenti e anziani.

Ciononostante, l’amministrazione comunale ha sempre scelto di ignorare le nostre osservazioni, preferendo prendere decisioni che oggi si rivelano miopi e dannose per la città.

L’assessore Tenti, in consiglio comunale, aveva perfino garantito che “l’aumento dei prezzi avrebbe comportato un miglioramento della qualità del servizio”.  Parole che si sono dimostrate pura propaganda politica.

Nelle ultime settimane, infatti, numerose segnalazioni hanno confermato il peggioramento della situazione del servizio mensa e dei pasti a domicilio per anziani. In particolare, il servizio è stato affidato a un nuovo gestore – lo stesso che già gestisce la mensa ospedaliera, con non poche critiche da parte degli utenti – mentre la società uscente ha presentato ricorso, contestando, a quanto si dice, che i costi sostenuti dal nuovo gestore sarebbero addirittura inferiori a quelli precedenti.

Il risultato?

Il servizio è bloccato, e il contratto con il vecchio gestore è stato prorogato per alcuni mesi, lasciando studenti e anziani in una situazione di totale incertezza.

Questo è l’ennesimo fallimento amministrativo che conferma ciò che denunciamo da tempo: l’amministrazione Del Gobbo dovrebbe cimentarsi meno in passerelle politiche e concentrarsi di più sui bisogni concreti dei propri concittadini. Proprio per questo presenteremo una nuova interrogazione in consiglio comunale, chiedendo lumi su quanto sta accadendo e che il servizio offerto ai nostri ragazzi e ai nostri anziani non solo sia dignitoso, ma soprattutto adeguato al costo che le famiglie sono chiamate a sostenere.

Per il sindaco del gobbo è sempre colpa di qualcun altro

Le strade sono impraticabili e piene di buche? Colpa dell’ANAS… e del PD.

La città è al buio un giorno sì e l’altro pure? Colpa della società appaltatrice… e del PD.

Le scuole sono fredde e cadono a pezzi? Colpa di Città Metropolitana… e ovviamente del PD.

Ci siamo stufati. Ogni volta che c’è un problema serio in città, il nostro sindaco, Luca Del Gobbo, non perde occasione per sfilare davanti alle telecamere e scaricare le proprie responsabilità a destra e a manca (con una predilezione per il PD, chissà come mai). Ma quando si tratta di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di concreto?  Silenzio totale.

Prendiamo l’esempio delle scuole di Magenta: una situazione disastrosa che coinvolge indistintamente infanzia, primaria e secondaria. Da anni denunciamo questa situazione, lo scorso anno è stata chiusa la scuola di PonteVecchio  per via della presenza di amianto con notevoli disagi per genitori e studenti, nella scuola del quartiere Nord è esploso un quadro elettrico e molte altre strutture richiedono una manutenzione seria e tempestiva. Ma guai a parlarne, per il Sindaco sono solo inutili polemiche del PD Magenta.

Oggi invece tocca al nostro Liceo Quasimodo: una situazione disastrosa, che abbiamo denunciato in ogni sede possibile, dal Comune a Città Metropolitana, senza guardare mai al colore politico, perché la salute e la sicurezza degli studenti, per noi, vengono prima di tutto.

E il nostro sindaco cosa fa? 

Si reca dagli studenti del Quasimodo a raccontargli che per colpa dell’ex Ministro Azzolina non ci sono più 5 milioni di euro per una nuova sede, che per colpa di Beppe Sala c’è freddo e non c’è manutenzione, ma soprattutto di aver votato nel 2023 una mozione “a favore delle scuole”. Peccato che quella mozione servisse solo a scaricare colpe su Città Metropolitana per il caso del Bramante. Siamo stati noi, come Partito Democratico, a estenderla agli altri due istituti cittadini, Liceo Quasimodo e Istituto Leonardo Da Vinci, con un emendamento chiaro e concreto chiedendo non solo aprire un tavolo con Città Metropolitana ma di siglare una vero e proprio protocollo d’intesa.

E l’abbiamo votata nonostante fosse stata presentata dalla maggioranza. Perché lo ripetiamo, per noi non esiste colore politico quando si parla della salute e della sicurezza dei ragazzi!

E dopo quell’impegno preso cosa ha fatto il sindaco?

Come dichiarato nell’incontro con gli studenti, ha inviato … due PEC a Città Metropolitana.

Sì, due PEC in due anni. Lo stesso approccio che usa per segnalare un lampione rotto o una buca per strada.

Replica di Città Metropolitana

Città Metropolitana in merito alle problematiche emerse (riscaldamento delle classi e controsoffitto) al liceo Quasimodo che hanno portato allo sciopero di giovedì 9 gennaio Città Metropolitana fa alcune precisazioni e sulla questione riscaldamento scrive:

“Il 7 gennaio 2024 c’è stato un problema relativo al riscaldamento non dovuto agli impianti gestiti da Città Metropolitana, ma dalla fornitura di teleriscaldamento gestito dalla municipalizzata che non era attivo, e né la scuola né Città Metropolitana erano stati avvertiti. La fornitura è stata ripristinata dalla municipalizzata la sera del 7 gennaio, e Città Metropolitana ha anticipato l’accensione degli impianti alle 3 di notte per garantire la temperatura l’8 gennaio”.

Fornisce precisazioni anche in merito alla ricerca di un percorso comune con il Sindaco Del Gobbo:

“Il 23 ottobre dello scorso anno si era tenuta una riunione per cercare un percorso da seguire insieme. Eravamo rimasti che il Comune ci avrebbe contattati per verificare un eventuale accordo per la ricerca delle risorse. Ad oggi non abbiamo sentito nessuno”.

Forse il sindaco pensa che i nostri studenti non siano in grado di distinguere tra chi tratta il tema scuola come propaganda politica e chi in silenzio e con costanza si mette a disposizione per lavorare seriamente.

Caro sindaco, non basta rilasciare qualche intervista o inviare due mail per affrontare i problemi di una città. Serve la volontà di dialogare, confrontarsi e lavorare in modo serio e costruttivo. Purtroppo, una qualità che ha dimostrato di non possedere: in questi anni di consiglio comunale ha sistematicamente bocciato ogni proposta delle opposizioni, senza mai voler entrare davvero nel merito delle questioni.

E allora ci chiediamo: quando verrà il momento di iniziare davvero a lavorare per il bene della città?

Noi siamo sinceramente preoccupati per il futuro di Magenta, che si meriterebbe un sindaco davvero “di tutti”. Un sindaco capace di andare oltre le passerelle e le accuse, di costruire soluzioni condivise e di concentrarsi sui problemi reali dei cittadini.

Noi ci siamo, come sempre. Lo abbiamo dimostrato firmando l’appello per chiedere a Città Metropolitana un intervento serio e tempestivo per il Liceo Quasimodo. Ora, però, tocca a lei caro Sindaco: convochi le opposizioni, creando un tavolo di confronto permanente sul tema scuola, per dare finalmente risposte concrete e costruire soluzioni condivise nell’interesse della nostra città.

Tags: quasimodo

Cosa succede in città

Questo articolo viene dalla nostra newsletter (vuoi iscriverti? scrivici!) a cura di Paola Barbaglia, Vice Segretaria del Partito Democratico di Magenta.


Sicurezza

Vi abbiamo ampiamente aggiornati sugli episodi e le problematiche legate alla scarsa sicurezza in città cui ultimamente abbiamo assistito. Cronache di una città sempre più alla deriva dove la sicurezza non è una priorità.

Ma, al di là delle tante, troppe polemiche del nostro sindaco, finalmente, dopo diverse segnalazioni, è arrivata una buona notizia sul tema sicurezza.

L’ex casa del custode sarà destinata all’Arma dei Carabinieri. Un ringraziamento particolare all’assessore Tenti per averci lavorato.

Ora però mettiamo in campo come Partito Democratico un “piano sicurezza” per Magenta.

Condividiamo con voi il messaggio (cliccare sul nome) del nostro segretario Matteo Di Gregorio sulla sicurezza nella nostra Magenta, in risposta alla conferenza stampa di Luca Del Gobbo di qualche giorno fa.

Sono tante le problematiche e una riguarda la passerella nella zona Novaceta che è chiusa da più di un mese, creando grossi problemi a chi ogni giorno, da Pontenuovo, deve raggiungere la stazione di Magenta per lavoro. Non solo lavoratori, ma anche ciclisti e pedoni che, mattina e sera, rischiano la propria sicurezza su una strada pericolosa, senza alternative sicure.

Il sindaco aveva promesso che sarebbe stata riaperta a inizio settembre, ma niente è cambiato. Proprio per questo è stata presentata un’interrogazione per chiedere i motivi del ritardo e se fossero previste soluzioni alternative per garantire il passaggio sicuro (anche solo nelle ore di punta).

Ma niente.

Ancora una volta l’amministrazione ha deciso che non è un argomento prioritario, trovando il solito cavillo burocratico per non dare risposte.

Ora, ci si chiede come sia possibile che chi ci governa scelga fino ad oggi di ignorare il problema, lasciando che la responsabilità ricada su chi è costretto a percorrere quella strada ogni giorno, rischiando la propria sicurezza.

La risposta? Ahimè, è fin troppo semplice: perché a sollevare la questione e a chiedere sicurezza sono le minoranze.

Sport

È stato davvero bello partecipare alla Festa dello Sport nello scorso fine settimana, dove le tante associazioni della nostra città hanno mostrato la bellezza del loro impegno. Tuttavia, dalla risposta all’interrogazione presentata dal PD Magenta riguardante eventuali problematiche per il riavvio della nuova stagione è emersa la necessità di una ricollocazione delle società sportive negli spazi comunali. La palestra di Casa Giacobbe e quella di Pontevecchio, infatti, non potranno essere utilizzate per attività extrascolastiche.

Speriamo che le società non abbiano grosse conseguenze da questi cambiamenti.

Inoltre, per il palazzetto dello sport di via Matteotti, manca ancora la gara d’appalto dei lavori.

È innegabile che Magenta stia vivendo un periodo di maggiore insicurezza, ma è importante sottolineare che la responsabilità di questa situazione ricade interamente su chi ha vinto le elezioni promettendo maggiore sicurezza e oggi governa la nostra città. Le politiche del centrodestra messe in campo finora si sono dimostrate completamente fallimentari, incapaci di rispondere adeguatamente alle esigenze dei cittadini.

In una delle risposte date alle mozioni, viene dichiarato che “attraverso il costante lavoro della Polizia Locale e di tutte le altre forze dell’ordine presenti sul territorio viene effettuato il controllo e il presidio di tutte le aree delle Città”. Nei fatti, ad oggi, non sembra che questo si realizzi. Assistiamo ad una escalation di atti di delinquenza.

Questa amministrazione sul tema sicurezza si era spesa molto in campagna elettorale ma oggi stanno manifestandosi tutte le loro debolezze su questo tema.

Infatti le politiche del centrodestra messe in campo finora si sono dimostrate completamente fallimentari, incapaci di rispondere adeguatamente alle esigenze dei cittadini.


Questo articolo viene dalla nostra newsletter (vuoi iscriverti? scrivici!) a cura di Paola Barbaglia, Vice Segretaria del Partito Democratico di Magenta.

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Scuole magentine: tariffe più alte e manutenzione carente

Inizio delle scuole magentine: tariffe più alte e manutenzione carente

Oggi suona la prima campanella, segnando l’inizio di un nuovo anno scolastico per tanti studenti magentini, ai quali rivolgiamo un grande in bocca al lupo!
Tuttavia, non possiamo ignorare le numerose segnalazioni ricevute da genitori preoccupati per le condizioni delle nostre scuole.
Molti interventi di manutenzione, promessi per l’estate, risultano non essere stati realizzati, mentre altri sono stati eseguiti in modo approssimativo.

In diversi plessi scolastici si è provveduto (finalmente, perché alcuni spazi erano ormai al buio!) al rifacimento del sistema di illuminazione. Purtroppo, questi interventi di manutenzione sono stati realizzati senza la necessaria manutenzione dei tetti.
Non avendo quindi eliminato le infiltrazioni d’acqua temiano che accadrà, come già in passato (per esempio nelle scuole di Pontenuovo), che i nuovi impianti si deterioranno ritrovandoci punto e a capo, con l’aggravante di aver mal speso dei soldi pubblici.

Situazioni critiche riguardo le infiltrazioni si riscontrano anche in aule e palestre, con muri ammuffiti e intonaci sporchi e deteriorati che compromettono la qualità degli spazi e possono mettere a rischio la salute degli studenti.
A queste problematiche strutturali si aggiungono gli aumenti delle tariffe dei servizi scolastici, entrati definitivamente in vigore nonostante il nostro impegno in Consiglio comunale per evitarli, attraverso emendamenti e una mozione. Molte famiglie, infatti, ci segnalano che l’incremento dei costi non è stato comunicato chiaramente, creando ulteriore disagio.

Mentre il nostro Sindaco convoca conferenze stampa per criticare le opposizioni, accusandole di generare “allarmismo” con le loro segnalazioni e il loro operato, noi restiamo convinti che proprio grazie al nostro costante monitoraggio si possano attuare interventi tempestivi e apportare miglioramenti concreti a favore delle nostre scuole e dell’intera comunità.

Aumento delle tariffe scolastiche a Magenta

Volantini del Partito Democratico di Magenta contro aumento tariffe scolastiche Magenta

Un aumento delle tariffe che sconcerta

Dal prossimo settembre, molte famiglie di Magenta potrebbero trovarsi di fronte a una nuova sfida economica: l’aumento delle tariffe scolastiche. Questa decisione, annunciata dall’amministrazione Del Gobbo, ha suscitato reazioni di incredulità e sgomento tra i genitori di molti studenti.

Durante un recente volantinaggio davanti alle scuole coinvolte dall’aumento, abbiamo potuto leggere sul volto dei genitori la preoccupazione per questa misura e per le conseguenze che potrebbe avere sulle loro finanze familiari.

Un aumento che a tutti gli effetti, ha più i contorni di una vera e propria stangata, nei confronti delle famiglie di Magenta.

Calcola quanto ti costerà mandare a scuola i tuoi figli a Magenta

volantino aumento tariffe scolatistiche MagentaIl Partito Democratico ha messo a disposizione su questo sito, un calcolatore per permettere a tutte le famiglie di conoscere il totale degli aumenti che, purtroppo dovrà sobborcarsi.

“Un consiglio: prima di calcolare l’aumento, sedetevi !”

A meno che, l’amministrazione Del Gobbo non faccia dietrofront ed accolga le nostre proposte.

Proposte di buon senso che danno, sicuramente, priorità alle vere esigenze dei cittadini di Magenta.

La proposta del Partito Democratico per aiutare le famiglie

Tuttavia, più che limitarci a constatare il disagio, abbiamo deciso di agire. Abbiamo proposto all’amministrazione Del Gobbo di considerare seriamente l’adozione di misure di sostegno per le famiglie che potrebbero trovarsi in difficoltà a causa dell’aumento delle tariffe. Riteniamo che sia fondamentale che l’amministrazione ascolti le esigenze dei cittadini e ponga al centro delle proprie priorità il benessere delle famiglie e degli studenti.

Calcola sul nostro sito quanto ti costeranno gli aumenti delle tariffe

In particolare, il Partito Democratico ha suggerito di evitare di utilizzare risorse per attività di marketing ( la nostra battaglia per ridurre le spese) e di concentrare gli sforzi nell’offrire un aiuto concreto alle famiglie che non possono sostenere le spese aggiuntive.

La nostra speranza è che l’amministrazione Del Gobbo ascolti le nostre proposte e agisca di conseguenza, dimostrando sensibilità e attenzione alle esigenze delle famiglie magentine.

Solo attraverso un dialogo costruttivo e un impegno concreto possiamo affrontare insieme le sfide che ci attendono e garantire un futuro migliore per tutti i nostri cittadini.

 

La nostra battaglia per ridurre le spese

In queste settimane siamo stati davanti alle tante scuole della nostra città, non solo per ammirare la vivacità dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, ma soprattutto per portare avanti una battaglia per noi fondamentale: difendere le famiglie dal peso di aumenti improvvisi sui servizi scolastici come mensa, pre e post scuola, e trasporti.

Calcola sul sito quanto ti costeranno gli aumenti delle tariffe

È stato infatti per noi sorprendente scoprire che molti genitori erano all’oscuro di queste previsioni di aumento. Ma ancor più assurdo è stato per loro scoprire che la nostra mozione, volta a ridurre tali aumenti eliminando spese superflue, era stata bocciata dall’amministrazione senza alcuna motivazione.
Una scelta non solo incomprensibile ma oltretutto ideologica considerato il fatto che i soldi CI SONO.

Infatti, mentre le tariffe sui servizi continuano a crescere e la nostra Magenta necessiterebbe sempre più di investimenti in primis per strade e decoro urbano, vediamo risorse dissipate in iniziative di “marketing territoriale” che, sebbene possano avere la loro importanza, non possono precedere il benessere della nostra comunità.

Il sindaco Del Gobbo da inizio mandato ha investito decine di migliaia di euro in queste iniziative, ( l’ultima di pochi giorni fa di circa 5000€ a Lugano in Svizzera), senza forse considerare che promuovere la nostra Magenta dovrebbe significare, prima di tutto, renderla un luogo migliore in cui vivere.

Ma noi non ci arrendiamo! La nostra battaglia per ridurre le spese superflue e destinare più risorse al sociale continuerà senza sosta. Perché ciò che vogliamo è solo che anche a Magenta le famiglie possano sentirsi aiutate e non ostacolate dal Comune, una città dove i nostri ragazzi possano avere i giusti spazi di socialità, e soprattutto dove ognuno di noi possa sentirsi parte di una comunità inclusiva e accogliente.

Calcola sul sito quanto ti costeranno gli aumenti delle tariffe

Costo e calcolo delle tariffe di mensa, trasporto, pre e post scuola 2024 / 2025

Stiamo lavorando affinché il rincaro delle tariffe dei servizi scolastici (mensa, trasporto, pre e post scuola, per primaria e infanzia) previsto dall’Amministrazione del Gobbo a partire da settembre non diventi realtà.

Calcola quanto costa la mensa, il trasporto, il pre e post scuola per i bambini di magenta

Nonostante le tante promesse elettorali del Sindaco Luca del Gobbo a sostegno della “famiglia”, nel giro di soli due anni le le tariffe aumenteranno in media del 50/60%.

Tutto questo senza tenere conto che a Magenta sono sempre più frequenti situazioni di difficoltà e fragilità che necessitano sostegno e attenzione.

Lo scorso consiglio comunale abbiamo provato a dire NO a tutto questo chiedendo un’ introduzione più graduale e una riduzione delle tariffe specificando anche le coperture finanziarie. Ma la nostra mozione non solo è stata bocciata perché “nessuno si sta lamentando” ma gran parte di questi rincari per mensa, trasporto, pre post scuola e merenda, sia per primaria che infanzia, non sono ancora neanche stati comunicati alle famiglie.

Puoi calcolare quanto ti potrebbero costare gli aumenti usando il nostro strumento di calcolo per le tariffe del 2024/2025 di mensa, trasporto, pre e post scuola, per primaria e infanzia usando il link qui sotto.

Calcola quanto costa la mensa, il trasporto, il pre e post scuola per i bambini di magenta