Questo articolo viene dalla nostra newsletter (vuoi iscriverti? scrivici!) a cura di Paola Barbaglia, Vice Segretaria del Partito Democratico di Magenta.
Comunità Energetica a Magenta: un’altra grande occasione persa di sviluppo per la nostra città
Giovedì scorso 13 novembre in Consiglio abbiamo discusso e votato la costituzione della Comunità Energetica Rinnovabile (CER).
È un tema che seguo da anni, anche per ragioni professionali, e che considero strategico non solo per la transizione ambientale, ma anche – e soprattutto – come strumento concreto per ridurre i costi energetici a carico delle famiglie, delle imprese e degli Enti locali.
Risorse preziose che potrebbero essere utilizzate ed investite per migliorare servizi e provvedere ai tanti interventi necessari per la città. (Altro che nuova imposta di soggiorno..)
Ed è proprio perché credo profondamente nelle Comunità Energetiche che, con grande rammarico, devo dire che la scelta compiuta in Consiglio rappresenta una grande occasione persa.
Una decisione che purtroppo è arrivata troppo tardi, costruita in modo un po’ improvvisato e con evidenti criticità tecniche e giuridiche che non possono essere ignorate.
Qui alcune considerazioni che abbiamo evidenziato in Consiglio Comunale:
- Un ritardo che pesa: tre anni persi e un bando PNRR in scadenza
A Magenta la prima delibera comunale per avviare una Comunità Energetica risale al febbraio 2022.
Nel marzo 2023 viene pubblicata una manifestazione di interesse, redatta in modo poco chiaro e poco attrattivo, che infatti non porta a nessuna adesione.
Oggi, quasi tre anni dopo, arriva all’improvviso la decisione di costituire la CER, insieme ad alcuni Comuni limitrofi e con un apporto iniziale di 15.000 € da parte di ASM.
Ma perché proprio ora?
Perché il 30 novembre scade il bando PNRR che riconosce un contributo a fondo perduto fino al 40% ai Comuni sotto i 50.000 abitanti.
Di fatto, una corsa dell’ultimo minuto, senza una reale pianificazione.
Ed è qui che emergono le criticità più serie.
Le Regole Operative del GSE, per partecipare al bando infatti, sono chiare: per accedere ai fondi non basta approvare atto costitutivo e lo statuto (gli unici documenti allegati alla delibera votata in Consiglio Comunale) ma occorre anche la localizzazione degli impianti, un progetto cantierabile entro il 30 giugno 2026 e da avviare entro il 31 dicembre 2027 e per finire la predisposizione di tutta documentazione tecnica del GSE per avviare il procedimento autorizzativi
Ma purtroppo, ad oggi, nessuno di questi documenti risulta essere stato ancora predisposto. Ed è lo stesso Assessore Tenti, in Aula, ad aver dichiarato di “sperare” in una proroga della scadenza… proroga che non solo non è stata ancora annunciata, ma purtroppo difficilmente arriverà a sole due settimane dalla scadenza.
Comunque tra pochi giorni sapremo se il Comune sarà riuscito, nonostante tutto, a presentare una domanda completa ( me lo auguro).
Ma possiamo dire che dopo tre anni di inattività, arrivare ora con un progetto improvvisato significa non solo rendere tutta l’operazione estremamente complessa ma soprattutto rischiare di far perdere a Magenta un’occasione storica di fondi PNRR.
- La forma giuridica scelta: l’associazione riconosciuta è la meno adatta
L’Amministrazione ha scelto di costituire la CER come associazione riconosciuta: una forma che, alla luce della normativa attuale e dell’esperienza maturata negli ultimi anni, è la meno adeguata per un progetto che coinvolge direttamente un Ente Locale.
Le associazioni per definizione sono enti senza scopo di lucro pensati per attività civiche, sociali, culturali.
Una CER, invece, deve essere in grado di gestire impianti, interfacciarsi con GSE e distributori, contrattualizzare fornitori, accedere a finanziamenti e operare nel rispetto di complesse norme tecniche e fiscali.
In passato, quando la disciplina era ancora in via di definizione, alcuni Comuni hanno scelto la forma associativa principalmente perché la meno onerosa e la più veloce.
Ma oggi molti di quei progetti stanno pagando le conseguenze di quella scelta per via di poca attrattività, scarsa bancabilità, forti difficoltà gestionali.
Per una CER sovracomunale, come quella proposta, questa forma è considerata non solo inadeguata, ma sconsigliata anche sotto il punto di vista normativo.
Le tre principali criticità giuridiche:
1) Art. 3 TUSP – D.Lgs. 175/2016
Il Testo Unico stabilisce che le PA possano partecipare solo a società di capitali (S.p.A., S.r.l.).
La normativa non cita enti del terzo settore né tanto meno associazioni.
Sebbene non sia esplicitamente vietato, tale scelta si inserisce fuori dal perimetro naturale previsto dalla normativa per gli Enti Locali.
2) Art. 4 CTS – D.Lgs. 117/2017
Il Codice del Terzo Settore vieta alle PA qualsiasi forma di controllo diretto o indiretto sugli ETS.
Lo statuto approvato assegna invece agli enti locali un ruolo dominante nella governance (designazione del Presidente e dell’intero Direttivo per il primo mandato), in contrasto con la normativa e con la nota del Ministero del Lavoro del 4 marzo 2020.
3) Responsabilità dell’Ente e impossibilità di generare utili
Partecipare a un’associazione riconosciuta significa che il Comune si assume responsabilità patrimoniali e contabili legate al fondo di dotazione e agli atti di gestione dell’ente.
La Corte dei Conti, in più occasioni, ha evidenziato i rischi connessi a queste forme di partecipazione, soprattutto quando mancano regole interne solide e strumenti adeguati di controllo e vigilanza.
A ciò si aggiunge un ulteriore limite strutturale:
un’associazione non può distribuire utili, né accedere con facilità a mutui o strumenti finanziari necessari per costruire impianti, effettuare investimenti o sostenere crescita e sviluppo.
In queste condizioni, la CER rischia di diventare un ente poco attrattivo per imprese, investitori e cittadini, poco allineato alle migliori pratiche nazionali e, soprattutto, non idoneo a sviluppare progetti energetici di lungo periodo
Ed è qui che emerge un ulteriore rammarico politico.
La disciplina delle Comunità Energetiche si sta evolvendo verso modelli sempre più solidi, strutturati e capaci di sostenere nel tempo progetti complessi.
Tra questi modelli rientra sicuramente anche quello delle imprese sociali: enti senza scopo di lucro, ma con una struttura capace di sostenere investimenti grazie alla possibilità di svolgere attività secondarie come servizi alla persona, sociosanitari che generano utili, purché non superino il 30% dei ricavi complessivi.
Hanno accesso a capitali, partnership e strumenti finanziari che le associazioni non possono ottenere.
Scegliere invece un’associazione riconosciuta significa rinunciare in partenza a queste possibilità e costruire una CER con limiti strutturali evidenti.
- Magenta ha bisogno di scelte all’altezza del suo futuro
Credo davvero, profondamente, che Magenta meritasse una scelta diversa.
La costituzione di una Comunità Energetica non è una formalità da portare in Consiglio Comunale all’ultimo momento ma è una decisione che riguarda il futuro della città, delle famiglie e delle imprese costrette ormai ad affrontare ogni mese bollette sempre più costose e degli Enti Locali che come raccontiamo da anni faticano a trovare risorse per garantire i servizi essenziali.
È una scelta che avrebbe richiesto davvero maggiore visione, pianificazione e coraggio.
Perché come abbiamo ribadito chiaramente in Consiglio Comunale questa non è una questione di maggioranza o opposizione.
Quando si parla di sviluppo e benessere dei cittadini, il colore politico non conta: conta soltanto la responsabilità che abbiamo nei confronti della nostra comunità.
E proprio per questo abbiamo scelto di un’astensione responsabile.
Non perché siamo contrari alle CER – anzi, le consideriamo uno degli strumenti più efficaci per migliorare la vita delle persone – ma perché non potevamo avallare una scelta così fragile, arrivata tardi e priva delle basi tecniche e giuridiche necessarie per reggere nel tempo e con la quale dovremo inevitabilmente fare i conti tra qualche anno.
Lo dico con il cuore e con profondo rispetto per la nostra città: spero davvero che questa scelta venga ripensata, rafforzata e corretta.
Magenta ha bisogno – e ha il diritto – di avere una Comunità Energetica moderna e capace di guardare lontano.
Senza accorgercene siamo già nel futuro.
Magenta, una città che…
Ahimè “una città che dorme!”
Abbiamo assistito a un confronto impietoso a proposito di un evento musicale che si è svolto qualche tempo fa sia nel comune di Lonate Pozzolo che a Magenta.
Da una parte, l’amministrazione di Lonate Pozzolo ha trasformato il concerto in un evento e ha “chiamato la cittadinanza a raccolta” ed è stata capace di trasformare il concerto in un evento da copertina, immortalando la tantissima gente che ha assistito a questa “emozionante” iniziativa sulla propria pagina Facebook.
Dall’altra, a Magenta, analogo evento è stato promosso con scarso entusiasmo, come il compitino di scuola, con post sul sito del Comune e nulla più, con la convinzione che “la gente tanto lo sa” ottenendo una “sala semi deserta”.
Stiamo parlando del primo festival musicale promosso dal Parco del Ticino “Note in Natura” diretto dal Maestro Alessandro Valoti.
Perché anche la promozione di iniziative è una questione di talento.
C’è chi amministra una città come un direttore d’orchestra: ogni evento è una nota e ogni iniziativa un crescendo della sinfonia… e c’è chi, di fronte alla stessa partitura musicale, suona il trombone… e pure fuori tempo.
E’ la differenza tra amministrare e apparire, tra promuovere e presenziare, tra governare un territorio e subirlo.
Perché la vera visione è quella di chi capisce che un evento non è mai fine a sé stesso, ma un’occasione per accrescere il senso di appartenenza di una comunità.
Referendum
SEPARAZIONE CARRIERE MAGISTRATI
Nella tarda mattinata di mercoledì 5 novembre, i senatori dei partiti che sostengono il governo Meloni hanno depositato alla Corte di Cassazione le firme necessarie per chiedere il referendum confermativo sulla riforma costituzionale, approvata definitivamente dal Senato il 30 ottobre, che introduce la separazione delle carriere dei magistrati.
- Quando: Probabilmente in primavera, tra marzo e aprile 2026.
- Motivo: Il disegno di legge costituzionale non ha raggiunto la maggioranza dei due terzi in Parlamento, quindi occorre il referendum.
- Come funzionerà: Il referendum sarà confermativo, il che significa che i cittadini saranno chiamati a dire “Sì” per confermare la riforma o “No” per respingerla.
- Quorum: Non è previsto un quorum. L’esito sarà valido a prescindere dal numero di votanti.
Lo scorso 30 ottobre, in una conferenza stampa al Senato, la nostra segretaria Elly Schlein ha definito la riforma una misura che «punta a indebolire l’indipendenza della magistratura perché sia più assoggettata al potere di chi governa» e ha annunciato «una grande campagna referendaria» contro il progetto del governo.
Prossimamente approfondiremo questo tema per arrivare informati al voto.
Forse non tutti sanno che…
Del Gobbo è stato nominato il mese scorso Coordinatore dei Segretari provinciali lombardi di Forza Italia.
Il Sindaco di Magenta punta al Parlamento?
Dopo il suo passaggio a Forza Italia dall’ottobre dello scorso anno, portando con sé 2 assessori e 5 consiglieri di Magenta (da notare che si era presentato con una lista civica), prosegue la sua “scalata” all’interno del partito. Si può intuire la sua ambizione a un posto a Montecitorio o Palazzo Madama o magari ancora al Pirellone, togliendosi dal governo di una città che non lo ama più come una volta. La cittadinanza vuole risposte, non si accontenta più di guardare da lontano.
Un’amministrazione chiusa in sé stessa che a parole dice di avere porte aperte ma se si riesce ad entrare senti sempre la stessa risposta “non è di mia competenza” oppure quasi sempre “è tutta colpa delle precedenti amministrazioni” dimenticando che la precedente amministrazione era governata sempre da questa maggioranza e il nome del sindaco era stato scelto proprio da lui.
Consiglio Comunale
Nella seduta del 13 novembre, i nostri Consiglieri comunali erano impegnati in Consiglio – oltre che sul tema COMUNITA’ ENERGETICHE ampiamente illustrato all’inizio di questa newsletter per il quale in base alle motivazioni sopraindicate i nostri consiglieri si sono astenuti – anche per trattare un altro punto all’ordine del giorno e precisamente:
Permesso di costruire in deroga per insediamento di attrezzatura scolastica
in questo caso parliamo di ENAIP che ha scelto di rimanere a Magenta cercando nuovi spazi e con questo atto non si fa altro che riconoscere l’importanza di agire in modo tempestivo per dare un permesso in deroga ad occupare un nuovo immobile che cambierà destinazione d’uso,questo per evitare che la scuola se ne vada da Magenta. Poi la previsione di una collaborazione con l’amministrazione per 5 giorni nell’anno scolastico è una prospettiva interessante per pensare a iniziative di spessore per i ragazzi che hanno scelto di venire a studiare a Magenta. Da notare che anche in questo caso un atto di ordinaria amministrazione viene trasformato in un atto di cui l’amministrazione si fa vanto. I nostri consiglieri hanno comunque approvato questo punto.
Inoltre sono state trattate quattro interrogazioni presentate dal PD Magenta:
A che punto sono i lavori (attendiamo ancora il progetto) di riqualificazione di Piazza Liberazione?
Comunicati stampa e avvisi vari dei mesi scorsi avevano dato l’impressione di una partenza imminente dei lavori. Invece oggi scopriamo che dopo incontri tecnici e l’invio in agosto del progetto alla Soprintendenza per l’approvazione.
Sia Confcommercio che i commercianti della piazza avrebbero esaminato un progetto di massima. Dopo l’ok della soprintendenza il progetto sarà reso pubblico e verrà informata la cittadinanza.
A quel punto sarà preventivato l’inizio dei lavori.
In che condizioni è la Polizia Locale di Magenta? Come si investono i fondi regionali destinati al Patto Locale di Sicurezza?
L’interrogazione nasce dal fatto che si parla tanto di sicurezza ma oggi anche leggendo le varie determine per posti messi a concorso si ha difficoltà ad effettuare le assunzioni. Abbiamo il dovere di chiedere spiegazioni perché senza agenti sul campo o comunque con un numero ridotto rispetto al necessario non può essere garantita la sicurezza.
L’Assessore Tenti ha riconosciuto la difficoltà del momento e ha confermato che è in programma l’aumento del numero degli agenti e del parco veicoli i cui finanziamenti saranno a disposizione dal mese di gennaio. La nostra richiesta è che l’amministrazione presidi questi aspetti affinché la situazione migliori.
Cosa succede nell’area ex Novaceta? A che punto è la trasformazione dell’area?
Ad oggi non si sa ancora nulla di preciso.
Ovviamente, come sempre, l’amministrazione ha detto che “la colpa è di Città metropolitana”!
La scheda d’ambito del documento di piano indicava le volontà dell’amministrazione in merito a come avrebbero utilizzato gli oneri di urbanizzazione per fare lavori in città (15 milioni di euro e altri milioni per parcheggio stazione, teatro lirico, piazza Kennedy). La risposta all’interrogazione non è stata adeguata a fare chiarezza e non si sa come verrà trasformata questa area.
Ci sono novità per il recupero dell’area ex Saffa?
L’area è stata ceduta dal Tribunale nel maggio di quest’anno, dopo un’asta, al Fondo Namira. Il comune ha chiesto la sistemazione del verde e di messa in sicurezza dell’area, oltre al controllo dei capannoni vicini alla strada. Oggi ancora non ci sono stati sviluppi, il proprietario dell’area non ha ancora fatto nulla e non ha ancora presentato un progetto formale con indicazioni di quello che intende realizzare. Non è stata considerata sufficiente la spiegazione fornita. Crediamo sia importante la partecipazione dei cittadini della frazione di Pontenuovo, direttamente interessati e una trasparente informazione.
Per rivedere le sedute del Consiglio comunale collegarsi al link https://magenta.consiglicloud.it/
A presto!
Matteo Di Gregorio
Segretario PD Magenta
Paola Barbaglia
Vice Segretario