Referendum 8 e 9 Giugno 2025

Dedichiamo questo post al tema dei 5 Referendum su Lavoro e Cittadinanza che si terranno il prossimo mese di giugno.

Si tratta di referendum di grande importanza per la tutela dei diritti, un valore così fragile e vulnerabile, in particolare nel contesto attuale che stiamo vivendo.

Dopo lo sforzo per la raccolta delle firme, è fondamentale impegnarsi ulteriormente per portare al voto il maggior numero possibile di elettori. Non raggiungere il quorum rappresenterebbe una sconfitta che non possiamo permetterci se vogliamo preservare la tenuta della democrazia.

La partecipazione però, per essere davvero libera, deve essere consapevole e dunque è importante conoscere nel merito ciò su cui siamo chiamati ad esprimerci.

Vediamo in dettaglio i quesiti referendari

I primi quattro quesiti affrontano aspetti chiave della legislazione sul lavoro:

Quesito 1: «Contratto di lavoro a tutele crescenti – Disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione»

Licenziamento illegittimo e reintegra nell’impiego originario.

Con il quesito n. 1 si mira ad abrogare le disposizioni del D. Lgs. 23/2015 – cosiddetto Jobs Act – in particolare per quanto riguarda il contratto a tutele crescenti. Per effetto delle disposizioni del Jobs Act, attualmente, nelle aziende con oltre 15 dipendenti, i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 non hanno diritto al reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento dichiarato illegittimo, anche qualora un giudice riconosca l’assenza di giusta causa o giustificato motivo. La proposta referendaria intende eliminare questa disparità, restituendo dignità e sicurezza a oltre 3 milioni e mezzo di dipendenti già colpiti dalla norma.

Quesito 2: «Piccole imprese – Licenziamenti e relativa indennità: Abrogazione parziale»

Lavoratrici e lavoratori delle piccole imprese. L’obiettivo della proposta referendaria n. 2 è cancellare il tetto all’indennità di licenziamento nelle piccole imprese: in quelle con meno di 16 dipendenti, in caso di licenziamento illegittimo, oggi una lavoratrice o un lavoratore può al massimo ottenere un indennizzo pari a 6 mensilità di risarcimento, anche qualora un giudice non reputi fondata l’interruzione del rapporto. Il referendum propone, quindi, di innalzare le tutele per chi lavora, cancellare il limite massimo di sei mensilità all’indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato e rimettendo al giudice la facoltà di determinare il giusto risarcimento. Il giudice farebbe una valutazione caso per caso, tenendo conto delle condizioni familiari e della situazione del datore di lavoro. In questo modo, inoltre, si allineerebbe l’Italia alle normative europee, che prevedono un risarcimento integrale.

Quesito 3: «Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi»

Contrasto al precariato. Il quesito del referendum n. 3 si concentra sui contratti a tempo determinato, istituto di lavoro flessibile che coinvolge oltre 2,3 milioni di persone in Italia. La normativa attuale consente di avviare un rapporto di lavoro a termine per un periodo fino a 12 mesi senza dover fornire alcuna motivazione. L’intento della proposta è quello di reintrodurre l’obbligo di specificare la causale per questo tipo di contratti, così da incentivare la stabilizzazione del lavoro e arginare la crescente precarietà.

Quesito 4: «Esclusione della responsabilità solidale del committente, dell’appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, come conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici: Abrogazione»

Sicurezza sul lavoro. L’intervento proposto con il quesito n. 4 mira ad estendere la responsabilità in caso di incidenti anche all’azienda appaltante, e non solo agli appaltatori. Attualmente, in caso di incidenti sul lavoro dovuti a carenze di sicurezza negli appalti, la responsabilità del committente (come ad esempio una grande azienda) è limitata solo ai rischi “generici” e non a quelli “specifici” dell’appaltatore. Il rischio generico – si chiarisce – è quello che grava sul lavoratore nello stesso modo in cui colpisce gli altri lavoratori, indipendentemente dall’attività lavorativa svolta; il rischio specifico è quello derivante dalle particolari condizioni dell’attività lavorativa svolta e/o dell’apparato produttivo dell’azienda (si pensi, ad esempio, all’utilizzo di un particolare solvente chimico in uno spazio confinato). Il quesito mira a rendere sempre responsabile il committente, permettendo ai lavoratori e alle loro famiglie di ottenere un risarcimento diretto. L’obiettivo è contrastare la prassi dell’affidamento a soggetti privi di solidità finanziaria o non in regola con la normativa sulla sicurezza, rafforzando così la prevenzione degli incidenti.

Quesito 5: «Cittadinanza italiana: Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana»

L’ultimo quesito propone una modifica della normativa sulla cittadinanza italiana. Attualmente, per un cittadino straniero maggiorenne è necessario aver risieduto legalmente e ininterrottamente in Italia per almeno dieci anni al fine di poter richiedere la cittadinanza; con il referendum si mira a riportare questo requisito a 5 anni.

Tra i cinque quesiti sui quali saremo chiamati a votare, quello sulla cittadinanza ci porrà una domanda profonda su che tipo di Italia vogliamo essere: se un Paese bloccato dalla paura e dall’odio, o un Paese che costruisce comunità, che costruisce futuro, che costruisce speranza.

Riteniamo che i 5 quesiti vadano tutti nella direzione di migliorare le condizioni dei lavoratori, anche e soprattutto sanando la dicotomia tra chi è entrato nel mercato del lavoro prima o dopo il 7 marzo 2015, per rendere il nostro Paese più inclusivo e quindi più democratico. Ciò, ovviamente, da affiancare con l’azione di proposta legislativa che dovrà successivamente intervenire sui temi adesso oggetto di referendum abrogativo.

Come previsto nella Costituzione all’articolo 75 “la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi”.

E’ dunque di estrema importanza che vi sia una alta partecipazione al voto.

L’ 8 e il 9 giugno andiamo a votare!

Tags: referendum

Liceo Quasimodo, facciamo chiarezza

Facciamo chiarezza sul nuovo polo scolastico a Magenta.

Il dibattito riguardante la realizzazione di un nuovo polo scolastico a Magenta evidenzia contraddizioni e responsabilità che richiedono chiarezza. Giovanni Banfi, componente del coordinamento cittadino del Partito Democratico, offre un’analisi utile per comprendere i fatti.

Recentemente, il vicesindaco Enzo Tenti ha attribuito a Città Metropolitana la responsabilità della mancata progettazione del nuovo polo. Tuttavia, le sue affermazioni risultano fuorvianti. I 5 milioni di euro citati non erano destinati alla costruzione di un nuovo polo, ma all’adeguamento degli spazi scolastici a seguito dell’emergenza Covid-19. Nonostante l’ex consigliere regionale Luca Del Gobbo avesse annunciato lo stanziamento, questi fondi derivavano dal Decreto Rilancio con un obiettivo specifico, ovvero l’adeguamento delle classi, non la creazione di nuove strutture.

La sindaca Calati e Del Gobbo, consapevoli delle difficoltà, richiesero una proroga al MIUR ma non fecero nulla per avviare la progettazione. Nessuno, né il Ministero né Città Metropolitana, era stato coinvolto prima della comunicazione di Del Gobbo. Alla fine, Città Metropolitana non ha mai ricevuto quei fondi, poiché non erano disponibili per un nuovo polo scolastico.

È fondamentale che oggi il Comune di Magenta si concentri su una strategia chiara, collaborando concretamente con Città Metropolitana per trovare soluzioni e smettendo di fare promesse prive di sostanza.

Tags: quasimodo

Incontro sulla sicurezza 15 Marzo 2023 con Marco Invernizzi

Incontri sulla sicurezza

Appuntamento al 15 marzo 2025 mattino

 con Marco Invernizzi  

Vi abbiamo anticipato nelle precedenti newsletter che ci siamo impegnati a sostenere una trilogia di incontri in tema sicurezza presentati dall’Impresa Sociale “Milano PerCorsi” in collaborazione con le associazioni “Libera contro le mafie”, “UrbanaMente”, “Centro Studi politico sociali J.F.e R.F.Kennedy“ e la Libreria “Il Segnalibro”.

Noi del Partito Democratico guardiamo con attenzione al tema della legalità e della sicurezza e abbiamo deciso di non voltarci dall’altra parte.

Qui di seguito per completezza trovate una sintesi degli incontri già realizzati.

Durante il primo incontro di venerdì 31 gennaio  “Mafia, politica e clientelismo: il veleno che soffoca la democrazia” si è tenuto un dibattito di grande valore su un tema che troppo spesso viene ignorato o sottovalutato: il rapporto tra mafia e politica nel nostro territorio. A guidare la discussione c’erano Ersilio Mattioni, giornalista da sempre in prima linea nell’indagare le infiltrazioni mafiose nella Lombardia occidentale, e Marco Invernizzi, ex sindaco di Magenta, in veste di moderatore.

Viviamo in un territorio dove la mafia non è solo un fenomeno lontano, ma una realtà che si infiltra nelle istituzioni, nell’economia e nella politica.

Non servono condanne per certificare la morte della democrazia: bastano i comportamenti clientelari, gli amici degli amici, il consenso costruito sulle relazioni opache.

Il secondo incontro di sabato 15 febbraio “Giovani e Società” si è tenuto al Centro Kennedy.

Abbiamo assistito a un dibattito intenso e necessario sul disagio giovanile, moderato da Marco Invernizzi e con la partecipazione di Flavio Barattieri, educatore ed esperto del mondo giovanile.

Partendo dal suo libro “Dialoghi con Lito”, abbiamo affrontato temi cruciali: il malessere che può celarsi anche dietro il successo scolastico, l’influenza della ‘ndrangheta sui giovani e il richiamo pericoloso del consumismo senza valori.

La lettura di alcuni brani del libro da parte di tre ragazzi hanno dato voce a storie di fragilità e ricerca di identità.

Ricordiamoci che non basta indignarsi contro lo spaccio, serve coerenza nei gesti quotidiani: la legalità è una scelta di tutti i giorni.

Il terzo e ultimo degli incontri programmati si terrà Sabato 15 marzo mattino  e si parlerà di “CULTURA E PREVENZIONE”. 

Con la guida di Marco Invernizzi, ex Sindaco, curatore del cineforum a Magenta fin dagli anni ’80, socio fondatore e membro del comitato direttivo di UrbanaMente, studioso dei linguaggi in particolare quello cinematografico, anche nei loro risvolti filosofici, psicologici e sociologici, si approfondirà il significato del termine sicurezza. Cosa si intende per sicurezza?  E soprattutto: è possibile fare prevenzione per eliminare le cause che la minacciano? Quale è e quale deve essere il ruolo dell’educazione e della cultura nella prevenzione dei fenomeni che creano allarme sociale?

Tutte domande alle quali si cercherà di rispondere in questo incontro.

Segnatevi questa data. A breve vi daremo tutti i dettagli.

Non ci fermiamo qui, prossimamente approfondiremo altri temi su argomenti riguardo i quali il Partito Democratico è particolarmente sensibile.

Continuate a seguirci.

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Petizione medico di base a Pontevecchio 2 Marzo 2025

Abbiamo presentato ormai qualche mese fa un’interrogazione consiliare per chiedere al Sindaco un impegno concreto, mettendo a disposizione locali pubblici a prezzi calmierati, in modo da favorire il ritorno di medici di base anche nelle nostre frazioni.

Ad oggi non ci sono stati sviluppi in questo senso perciò Domenica 2 marzo dalle ore 9:00 alle ore 12:00 a di fronte alla Chiesa Parrocchiale di Pontevecchio saremo a fianco dei cittadini con una raccolta firme a sostegno della soluzione da noi prospettata.

Firme che serviranno a presentare una petizione al Sindaco affinché, si attivi al più presto, analogamente a quanto fatto dalle amministrazioni di alcuni Comuni limitrofi per:

–          mettere a disposizione a Pontevecchio spazi idonei a canone di locazione  calmierato per ambulatori da destinare ai medici di medicina generale. Spesso, infatti, i medici sono disincentivati ad assumere l’incarico perché gravati da costi delle locazioni troppo alti;

–          Incentivare la medicina di base associata in spazi pubblici per i vantaggi che questa può rappresentare per la popolazione, sia in termini di ampliamento di accesso dei pazienti, sia per la possibilità di attivare una serie di servizi accessori, anche di tipo domiciliare, che potrebbero essere sostenuti da finanziamenti regionali.

Da qualche mese la frazione di Pontevecchio non ha più un medico di medicina generale sul territorio. Anche se la continuità assistenziale è stata garantita da ASST prima con un sostituto, e poi con un medico titolare, l’impossibilità di avere il servizio  “in loco” crea enormi disagi, soprattutto per la popolazione anziana, e in generale per tutti i cittadini che non possono spostarsi in autonomia verso ambulatori o che non sono in grado di utilizzare le tecnologie digitali per ottenere le prescrizioni mediche.

Certo, è vero che assicurare i servizi sanitari di base è compito di ASST, è però altrettanto chiaro che è compito del Sindaco intervenire perché tali servizi di base siano garantiti in condizione di maggiore prossimità possibile ai cittadini a tutela specialmente dei più svantaggiati.

Servizio mensa per le scuole e pasti per gli anziani: un vero disastro

Durante gli ultimi due anni, come Partito Democratico, abbiamo più volte portato all’attenzione del consiglio comunale l’aumento spropositato delle tariffe sui servizi alla persona (ricordate i pacchi di Natale?) presentando interrogazioni e mozioni per sollecitare l’amministrazione a rivedere queste scelte. Abbiamo denunciato come tali rincari fossero privi di giustificazioni concrete e, soprattutto, non corrispondessero a un miglioramento della qualità del servizio, spesso al di sotto delle aspettative di genitori, studenti e anziani.

Ciononostante, l’amministrazione comunale ha sempre scelto di ignorare le nostre osservazioni, preferendo prendere decisioni che oggi si rivelano miopi e dannose per la città.

L’assessore Tenti, in consiglio comunale, aveva perfino garantito che “l’aumento dei prezzi avrebbe comportato un miglioramento della qualità del servizio”.  Parole che si sono dimostrate pura propaganda politica.

Nelle ultime settimane, infatti, numerose segnalazioni hanno confermato il peggioramento della situazione del servizio mensa e dei pasti a domicilio per anziani. In particolare, il servizio è stato affidato a un nuovo gestore – lo stesso che già gestisce la mensa ospedaliera, con non poche critiche da parte degli utenti – mentre la società uscente ha presentato ricorso, contestando, a quanto si dice, che i costi sostenuti dal nuovo gestore sarebbero addirittura inferiori a quelli precedenti.

Il risultato?

Il servizio è bloccato, e il contratto con il vecchio gestore è stato prorogato per alcuni mesi, lasciando studenti e anziani in una situazione di totale incertezza.

Questo è l’ennesimo fallimento amministrativo che conferma ciò che denunciamo da tempo: l’amministrazione Del Gobbo dovrebbe cimentarsi meno in passerelle politiche e concentrarsi di più sui bisogni concreti dei propri concittadini. Proprio per questo presenteremo una nuova interrogazione in consiglio comunale, chiedendo lumi su quanto sta accadendo e che il servizio offerto ai nostri ragazzi e ai nostri anziani non solo sia dignitoso, ma soprattutto adeguato al costo che le famiglie sono chiamate a sostenere.

Per il sindaco del gobbo è sempre colpa di qualcun altro

Le strade sono impraticabili e piene di buche? Colpa dell’ANAS… e del PD.

La città è al buio un giorno sì e l’altro pure? Colpa della società appaltatrice… e del PD.

Le scuole sono fredde e cadono a pezzi? Colpa di Città Metropolitana… e ovviamente del PD.

Ci siamo stufati. Ogni volta che c’è un problema serio in città, il nostro sindaco, Luca Del Gobbo, non perde occasione per sfilare davanti alle telecamere e scaricare le proprie responsabilità a destra e a manca (con una predilezione per il PD, chissà come mai). Ma quando si tratta di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di concreto?  Silenzio totale.

Prendiamo l’esempio delle scuole di Magenta: una situazione disastrosa che coinvolge indistintamente infanzia, primaria e secondaria. Da anni denunciamo questa situazione, lo scorso anno è stata chiusa la scuola di PonteVecchio  per via della presenza di amianto con notevoli disagi per genitori e studenti, nella scuola del quartiere Nord è esploso un quadro elettrico e molte altre strutture richiedono una manutenzione seria e tempestiva. Ma guai a parlarne, per il Sindaco sono solo inutili polemiche del PD Magenta.

Oggi invece tocca al nostro Liceo Quasimodo: una situazione disastrosa, che abbiamo denunciato in ogni sede possibile, dal Comune a Città Metropolitana, senza guardare mai al colore politico, perché la salute e la sicurezza degli studenti, per noi, vengono prima di tutto.

E il nostro sindaco cosa fa? 

Si reca dagli studenti del Quasimodo a raccontargli che per colpa dell’ex Ministro Azzolina non ci sono più 5 milioni di euro per una nuova sede, che per colpa di Beppe Sala c’è freddo e non c’è manutenzione, ma soprattutto di aver votato nel 2023 una mozione “a favore delle scuole”. Peccato che quella mozione servisse solo a scaricare colpe su Città Metropolitana per il caso del Bramante. Siamo stati noi, come Partito Democratico, a estenderla agli altri due istituti cittadini, Liceo Quasimodo e Istituto Leonardo Da Vinci, con un emendamento chiaro e concreto chiedendo non solo aprire un tavolo con Città Metropolitana ma di siglare una vero e proprio protocollo d’intesa.

E l’abbiamo votata nonostante fosse stata presentata dalla maggioranza. Perché lo ripetiamo, per noi non esiste colore politico quando si parla della salute e della sicurezza dei ragazzi!

E dopo quell’impegno preso cosa ha fatto il sindaco?

Come dichiarato nell’incontro con gli studenti, ha inviato … due PEC a Città Metropolitana.

Sì, due PEC in due anni. Lo stesso approccio che usa per segnalare un lampione rotto o una buca per strada.

Replica di Città Metropolitana

Città Metropolitana in merito alle problematiche emerse (riscaldamento delle classi e controsoffitto) al liceo Quasimodo che hanno portato allo sciopero di giovedì 9 gennaio Città Metropolitana fa alcune precisazioni e sulla questione riscaldamento scrive:

“Il 7 gennaio 2024 c’è stato un problema relativo al riscaldamento non dovuto agli impianti gestiti da Città Metropolitana, ma dalla fornitura di teleriscaldamento gestito dalla municipalizzata che non era attivo, e né la scuola né Città Metropolitana erano stati avvertiti. La fornitura è stata ripristinata dalla municipalizzata la sera del 7 gennaio, e Città Metropolitana ha anticipato l’accensione degli impianti alle 3 di notte per garantire la temperatura l’8 gennaio”.

Fornisce precisazioni anche in merito alla ricerca di un percorso comune con il Sindaco Del Gobbo:

“Il 23 ottobre dello scorso anno si era tenuta una riunione per cercare un percorso da seguire insieme. Eravamo rimasti che il Comune ci avrebbe contattati per verificare un eventuale accordo per la ricerca delle risorse. Ad oggi non abbiamo sentito nessuno”.

Forse il sindaco pensa che i nostri studenti non siano in grado di distinguere tra chi tratta il tema scuola come propaganda politica e chi in silenzio e con costanza si mette a disposizione per lavorare seriamente.

Caro sindaco, non basta rilasciare qualche intervista o inviare due mail per affrontare i problemi di una città. Serve la volontà di dialogare, confrontarsi e lavorare in modo serio e costruttivo. Purtroppo, una qualità che ha dimostrato di non possedere: in questi anni di consiglio comunale ha sistematicamente bocciato ogni proposta delle opposizioni, senza mai voler entrare davvero nel merito delle questioni.

E allora ci chiediamo: quando verrà il momento di iniziare davvero a lavorare per il bene della città?

Noi siamo sinceramente preoccupati per il futuro di Magenta, che si meriterebbe un sindaco davvero “di tutti”. Un sindaco capace di andare oltre le passerelle e le accuse, di costruire soluzioni condivise e di concentrarsi sui problemi reali dei cittadini.

Noi ci siamo, come sempre. Lo abbiamo dimostrato firmando l’appello per chiedere a Città Metropolitana un intervento serio e tempestivo per il Liceo Quasimodo. Ora, però, tocca a lei caro Sindaco: convochi le opposizioni, creando un tavolo di confronto permanente sul tema scuola, per dare finalmente risposte concrete e costruire soluzioni condivise nell’interesse della nostra città.

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Cosa succede in città

Questo articolo viene dalla nostra newsletter (vuoi iscriverti? scrivici!) a cura di Paola Barbaglia, Vice Segretaria del Partito Democratico di Magenta.


Sicurezza

Vi abbiamo ampiamente aggiornati sugli episodi e le problematiche legate alla scarsa sicurezza in città cui ultimamente abbiamo assistito. Cronache di una città sempre più alla deriva dove la sicurezza non è una priorità.

Ma, al di là delle tante, troppe polemiche del nostro sindaco, finalmente, dopo diverse segnalazioni, è arrivata una buona notizia sul tema sicurezza.

L’ex casa del custode sarà destinata all’Arma dei Carabinieri. Un ringraziamento particolare all’assessore Tenti per averci lavorato.

Ora però mettiamo in campo come Partito Democratico un “piano sicurezza” per Magenta.

Condividiamo con voi il messaggio (cliccare sul nome) del nostro segretario Matteo Di Gregorio sulla sicurezza nella nostra Magenta, in risposta alla conferenza stampa di Luca Del Gobbo di qualche giorno fa.

Sono tante le problematiche e una riguarda la passerella nella zona Novaceta che è chiusa da più di un mese, creando grossi problemi a chi ogni giorno, da Pontenuovo, deve raggiungere la stazione di Magenta per lavoro. Non solo lavoratori, ma anche ciclisti e pedoni che, mattina e sera, rischiano la propria sicurezza su una strada pericolosa, senza alternative sicure.

Il sindaco aveva promesso che sarebbe stata riaperta a inizio settembre, ma niente è cambiato. Proprio per questo è stata presentata un’interrogazione per chiedere i motivi del ritardo e se fossero previste soluzioni alternative per garantire il passaggio sicuro (anche solo nelle ore di punta).

Ma niente.

Ancora una volta l’amministrazione ha deciso che non è un argomento prioritario, trovando il solito cavillo burocratico per non dare risposte.

Ora, ci si chiede come sia possibile che chi ci governa scelga fino ad oggi di ignorare il problema, lasciando che la responsabilità ricada su chi è costretto a percorrere quella strada ogni giorno, rischiando la propria sicurezza.

La risposta? Ahimè, è fin troppo semplice: perché a sollevare la questione e a chiedere sicurezza sono le minoranze.

Sport

È stato davvero bello partecipare alla Festa dello Sport nello scorso fine settimana, dove le tante associazioni della nostra città hanno mostrato la bellezza del loro impegno. Tuttavia, dalla risposta all’interrogazione presentata dal PD Magenta riguardante eventuali problematiche per il riavvio della nuova stagione è emersa la necessità di una ricollocazione delle società sportive negli spazi comunali. La palestra di Casa Giacobbe e quella di Pontevecchio, infatti, non potranno essere utilizzate per attività extrascolastiche.

Speriamo che le società non abbiano grosse conseguenze da questi cambiamenti.

Inoltre, per il palazzetto dello sport di via Matteotti, manca ancora la gara d’appalto dei lavori.

È innegabile che Magenta stia vivendo un periodo di maggiore insicurezza, ma è importante sottolineare che la responsabilità di questa situazione ricade interamente su chi ha vinto le elezioni promettendo maggiore sicurezza e oggi governa la nostra città. Le politiche del centrodestra messe in campo finora si sono dimostrate completamente fallimentari, incapaci di rispondere adeguatamente alle esigenze dei cittadini.

In una delle risposte date alle mozioni, viene dichiarato che “attraverso il costante lavoro della Polizia Locale e di tutte le altre forze dell’ordine presenti sul territorio viene effettuato il controllo e il presidio di tutte le aree delle Città”. Nei fatti, ad oggi, non sembra che questo si realizzi. Assistiamo ad una escalation di atti di delinquenza.

Questa amministrazione sul tema sicurezza si era spesa molto in campagna elettorale ma oggi stanno manifestandosi tutte le loro debolezze su questo tema.

Infatti le politiche del centrodestra messe in campo finora si sono dimostrate completamente fallimentari, incapaci di rispondere adeguatamente alle esigenze dei cittadini.


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Il punto sulle raccolte firme dei referendum

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Raccolta firme referendum sulla cittadinanza

UPDATE: Obbiettivo raggiunto!

In estate avevamo assistito tutti con un certo stupore alle “aperture” di Forza Italia sul tema dello Ius Scholae: non era lo Ius Soli che come PD auspichiamo ma le parole di Tajani sembravano incoraggianti. Sono bastate appena poche settimane per dimostrare che, come temevamo, l’apertura di Forza Italia era stata del tutto strumentale e “politica” nel senso deteriore del termine, vale a dire orchestrata per regolare qualche conto nella maggioranza di Governo, e difatti in Parlamento Forza Italia ha cambiato subito idea.

Noi democratici non ci siamo stupiti più di tanto della giravolta, e anche per questo abbiamo subito rivolto l’attenzione al livello regionale nella speranza che la cosiddetta “apertura” estiva sulla questione lasciasse comunque degli spiragli di azione a partire dal territorio, e abbiamo quindi presentato in Consiglio regionale una mozione con cui abbiamo chiesto all’Aula del Pirellone di esprimersi in favore della riforma dei criteri che regolano la cittadinanza, e lo stesso ha fatto anche il Movimento Cinque Stelle. Risultato? Come ha spiegato bene il nostro Capogruppo Pierfrancesco Majorino, entrambe le mozioni sono state bocciate a dispetto di tutte le dichiarazioni estive (balneari vien da dire, a questo punto) ma a dispetto soprattutto di centinaia di migliaia di ragazze e di ragazzi, usate e usati ancora una volta in modo ideologico dalle destre: sono giovani che condividono ogni cosa con i nostri figli, ma destra e Lega stabiliscono cinicamente che non possono esserne concittadini.

Proprio su questo tema dobbiamo reagire con slancio: entro il 30 settembre vanno depositate le 500 mila firme a sostegno del referendum che cambi la legge sulla cittadinanza.

È importante dare una mano a raccogliere le firme, soprattutto a tutte le ragazze e i ragazzi di seconda generazione che si stanno impegnando in questo senso.

Riportiamo a cinque anni il termine per poter avanzare domanda di cittadinanza e riconosciamo a due milioni e mezzo di persone la pura e semplice realtà di essere in tutto e per tutto italiane.

Per firmare, con SPID o CIE, è facile, basta andare a questo link e seguire le istruzioni:

www.attivati.referendumcittadinanza.it

Firma e fai firmare il referendum cittadinanza!

E ricorda, hai tempo fino al 30 Settembre per poter firmare.

Sanità Lombarda

Il Pd ha presentato le prime 17mila firme, delle circa 100mila raccolte da febbraio, a sostegno della legge di iniziativa popolare per la riforma della sanità regionale. Le firme sono state poi depositate al Pirellone (sarebbero state sufficienti 5mila firme per rendere valida la proposta di legge di iniziativa popolare).

La proposta regionale va nella stessa direzione del disegno di legge del Pd nazionale, presentato in Parlamento, per portare il finanziamento della sanità al 7,5% del Pil. Composto da 2 articoli, il progetto lombardo è una modifica della legge regionale n. 33 del 2009, come ritoccata dalle riforme Maroni del 2015 e Fontana-Moratti del 2021. L’intento è «riscrivere i principi, togliendo l’equivalenza tra sanità pubblica e sanità privata e obbligando la Regione a fare programmazione e a governare l’offerta fornita dagli operatori privati, indirizzandoli verso le prestazioni maggiormente necessarie».

Quattro i principi che vengono introdotti: universalità del servizio, centralità della prevenzione, priorità dei servizi territoriali, governo pubblico degli erogatori.

Questa è una proposta di legge di iniziativa popolare e come tale dovrà essere discussa e votata in consiglio regionale.

Salario minimo

L’estate scorsa grazie a tutti voi abbiamo raccolto centinaia di migliaia di firme per la petizione che chiedeva al Governo di inserire un salario minimo di 9 euro e il rafforzamento della contrattazione per tutte le lavoratrici e i lavoratori.

Il Governo non ci ha ascoltato, non vi ha ascoltato.

Per questo, come forze di opposizione, continuiamo a batterci per una retribuzione equa. Il PD ha depositato in Corte di Cassazione una proposta di Legge di iniziativa popolare, un testo di legge proposto dai cittadini, che ogni maggiorenne può sottoscrivere. Se si supereranno le 50mila sottoscrizioni il Parlamento sarà tenuto a discuterla.

A differenza delle firme raccolte per la petizione dell’estate scorsa, questa proposta è più vincolante e richiede firme certificate. È importante firmarla anche e soprattutto se hai già firmato la petizione l’estate scorsa: quelle firme alla petizione non valgono per questa raccolta, bisogna ri-firmare!

Il modo più veloce per sottoscrivere la Legge d’iniziativa popolare è farlo online con SPID o carta d’identità elettronica (CIE), sulla piattaforma ministeriale cliccando il pulsante in basso e seguendo le indicazioni.

La tua firma conta, firma per il salario minimo

Autonomia differenziata

Si è chiusa la raccolta delle firme per il referendum per l’abrogazione della legge sull’autonomia differenziata, promossa dalla Cgil insieme con associazioni e partiti dell’opposizione. Entro il 30 settembre le firme saranno depositate presso la Corte di Cassazione a Roma.

Entro il 15 dicembre l’Ufficio decide in ordine alla conformità alla legge delle richieste di referendum.

Una volta accertata la legittimità delle richieste, la Corte costituzionale provvede a valutare l’ammissibilità delle stesse. La sentenza della Corte costituzionale che dichiara l’ammissibilità o meno delle richieste deve essere pubblicata entro il 10 febbraio.

Ricevuta comunicazione della sentenza della Corte costituzionale il Presidente della Repubblica indice il referendum con proprio decreto, previa delibera del Consiglio dei ministri fissandone la data fra il 15 aprile e il 15 giugno.


Questo articolo viene dalla nostra newsletter (vuoi iscriverti? scrivici!) a cura di Paola Barbaglia, Vice Segretaria del Partito Democratico di Magenta.

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Un messaggio sulla sicurezza a Magenta

Un messaggio dal nostro segretario Matteo Di Gregorio sulla sicurezza nella nostra Magenta, in risposta alla conferenza stampa di Luca Del Gobbo sul tema di qualche giorno fa.
Un ringraziamento particolare all’assessore alla sicurezza Tenti per aver dato ascolto alle nostre istanze, ma ora serve fare qualcosa di più.
Proprio per questo in questi giorni consegneremo all’amministrazione un documento ricco di proposte sul tema sicurezza.
Un piano che promuova un modello nel quale
“ci sia una maggiore collaborazione fra cittadini, forze dell’ordine, e amministrazione”

 

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La Nostra Mozione per l’Aumento del Verde Urbano

Negli ultimi anni, la nostra città di Magenta ha subito gravi perdite di verde urbano a causa di nubifragi che hanno danneggiato numerosi alberi, senza che questi siano stati adeguatamente sostituiti. Questo ha avuto un impatto negativo non solo sull’ambiente, ma anche sulla qualità della vita di tutti noi cittadini.

Inoltre, nonostante il voto unanime del Consiglio Comunale del 30 settembre 2021, che impegnava il Sindaco ad avviare le procedure per l’adesione al progetto Forestami, Magenta è una delle poche città dell’area metropolitana di Milano a non aver ancora aderito a questo importante progetto che mira a piantare 3 milioni di alberi.

Per questi motivi, il Partito Democratico di Magenta ha presentato in data odierna una mozione che impegna il Sindaco e la Giunta Comunale a:

  1. Aderire al protocollo d’intesa del progetto Forestami e avviare tutte le procedure necessarie per la piantumazione di alberi sul territorio comunale.
  2. Piantare nuovi alberi nei parchi pubblici e nei giardini scolastici, con particolare attenzione agli asili nido e alle scuole primarie, per garantire spazi ombreggiati sicuri per i bambini.
  3. Pianificare la gestione e il ripristino del patrimonio arboreo cittadino, consultando esperti di forestazione urbana.
  4. Sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza del verde urbano attraverso campagne educative e progetti di coinvolgimento comunitario.
  5. Allocare e incrementare i fondi per la manutenzione e la cura del verde urbano, prevedendo un piano di monitoraggio continuo per valutare lo stato di salute degli alberi piantati.

Potete leggere la mozione completa scaricandola qui.

Tags: alberi mozione