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Iniziativa del 9 marzo del Comitato per il “NO”

Lunedì 9 marzo alle ore 21 presso Ideal Magenta, in Viale Piemonte, 10.

Come PD Magenta insieme al Comitato del NO del Magentino abbiamo contribuito all’organizzazione di questo importante momento di confronto che si terrà lunedì 9 marzo alle ore 21:00 all’Ideal Magenta in Viale Piemonte, 10, per ribadire e approfondire le motivazioni del “NO” al referendum costituzionale del prossimo 22 e 23 marzo.

Le ragioni del NO saranno illustrate da tre autorevoli giuristi, tra cui Edmondo Bruti Liberati, già Procuratore della Repubblica di Milano e Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati.

Vi aspettiamo lunedì 9 marzo, non mancate!

Lavoriamo tutti per far vincere il NO e difendere la Costituzione della nostra Repubblica.

Per approfondire i contenuti del Referendum costituzionale sulla giustizia:

https://partitodemocratico.it/referendum-costituzionale-giustizia-tempi-quesiti

Per approfondire e seguire l’impegno del comitato sul Comune di Magenta

https://www.ilnaviglio.org/category/noalreferendum

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Referendum costituzionale sulla giustizia

Il 22 e 23 marzo, l’Italia si trova di fronte a un bivio cruciale: il referendum sulla riforma Meloni/Nordio. Questa proposta non è solo una questione giuridica; è un attacco diretto alla nostra Costituzione, all’autonomia della magistratura e all’equilibrio tra i poteri dello Stato. La riforma mira a piegare la giustizia al volere del governo, eliminando l’unico argine rimasto ai soprusi dei potentati economici e delle forze politiche più estremiste.

Il referendum costituzionale non prevede quorum: vincerà chi riuscirà a portare più persone a votare. Per questo il Pd è impegnato in tutti i territori, al fianco del Comitato Civico per il NO, per informare e mobilitare.

Anche a Magenta c’è un impegno forte della società civile, delle associazioni e dei partiti che stanno lavorando per costituire un coordinamento per il NO al Referendum costituzionale.

Vi informeremo delle varie iniziative che verranno realizzate.

Non possiamo rimanere in silenzio mentre si tentano di aprire le porte a una DITTATURA DEMOCRATICA.

I nostri Padri Costituenti hanno lottato per una Repubblica libera e giusta; ora è nostro dovere difendere quei valori. Il rischio è concreto: se questa maggioranza dovesse vincere, potrebbero persino eleggere un Presidente della Repubblica servile ai loro interessi.

Dobbiamo essere vigili e attivi. Non lasciamo che il potere venga concentrato nelle mani di pochi. Votare NO è un atto di responsabilità. È un modo per proteggere la nostra democrazia, per salvaguardare i diritti e per garantire un futuro in cui la giustizia e la libertà non siano solo parole vuote.

Lavorare per far vincere il NO significa difendere la Costituzione repubblicana, e per riuscirci abbiamo bisogno che tutti noi ci mobilitiamo per diffondere il più possibile le informazioni.

Per approfondire i contenuti del Referendum costituzionale sulla giustizia:

https://partitodemocratico.it/referendum-costituzionale-giustizia-tempi-quesiti

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Sanità lombarda

Il consigliere regionale Carlo Borghetti ci ha aggiornato su quello che è successo nei giorni scorsi in Consiglio Regionale al momento della discussione in aula delle proposte presentate dal Partito Democratico e dai Partiti all’opposizione in merito alla sanità.

Concluso il presidio davanti al Pirellone si è svolta la seduta di Consiglio regionale dedicata alla Sanità che era stata chiesta dalle opposizioni dopo la bocciatura della nostra *proposta di legge* popolare su cui avevamo raccolto 100mila firme.

Il consigliere Borghetti ha illustrato pubblicamente in Aula il documento costruito unitariamente come minoranza contenente le sotto elencate proposte di azioni urgenti per superare le disuguaglianze nell’accesso al Servizio Socio Sanitario Regionale lombardo, garantirne lo sviluppo e sostenerne i professionisti:

1.       Aumentare lo stanziamento del fondo sanitario al almeno il 7,5% del PIL;

2.       Riorganizzare il sistema lombardo mettendo al centro prevenzione, ASL provinciali, Agenzia sanitaria e selezioni meritocratiche;

3.       Fare servizi territoriali, pilastro della sanità regionale, come case di comunità pienamente operative e continuità assistenziale;

4.       Assumere e stabilizzare il personale infermieristico, sanitario e sociosanitario, migliorando formazione, condizioni di lavoro e superando i gettonisti;

5.       Rafforzare l’Agenzia di Controllo con monitoraggi continui e trasparenti su tutto il sistema;

6.       Varare un piano strutturale per i medici di medicina generale: revisione SISS, spazio nelle case di comunità, meno burocrazia e più strumenti;

7.       Piano vincolante per abbattere le liste d’attesa e la riforma dell’accreditamento con controlli e sanzioni reali;

8.       Garantire più servizi nelle aree montane con personale, telemedicina e risorse dedicate;

9.       Potenziare salute mentale e neuropsichiatria infantile con servizi territoriali diffusi e strutturati prevedendo per ogni casa di comunità un’Unità Operativa dedicata;

10.   Rendere strutturale l’amministrazione condivisa con il terzo settore in chiave di integrazione sociale-sanitaria;

11.   Eliminare l’intramoenia fatta fuori dagli ospedali pubblici perché crea disuguaglianze e confusione;

12.   Stop alle convenzioni con fondi sanitari integrativi, mutue e assicurazioni e controlli severi sugli abusi dell’intramoenia;

13.   Pubblicare dati chiari sull’attività della sanità pubblica e privata e sulle sanzioni degli abusi.

Poi la discussione e il voto del documento. Si è voluto far votare le proposte una ad una, per essere sicuri che la destra fosse consapevole di cosa stesse votando.

E’ stato  detto “NO” tutte e 13 le volte!

Ma la battaglia continua: appuntamento al Pirellone per il  27 e 28 febbraio  per la terza Conferenza regionale sul diritto alla salute, quest’anno insieme al PD nazionale, con la Segretaria *Elly Schlein*.

L’evento fa parte del giro di ascolto del Partito Democratico –“L’Italia che sentiamo. Ascoltare le voci del Paese per cambiarlo”  – e questo sarà l’appuntamento dedicato a “L’Italia che si prende cura”.

Appuntamento a Milano, venerdì 27 febbraio a Palazzo Pirelli, in via Filzi 22, e sabato 28 febbraio a Palazzo Lombardia, in piazza Città di Lombardia. Saremo in compagnia di medici, infermieri, professionisti della sanità, ascolteremo i contributi di tanti esperti. 

Vogliamo una sanità equa ed efficiente per tutti, anche per chi non può pagare visite ed esami privati.

L’art.32 della *Costituzione* è la nostra Stella Polare: i lombardi meritano di più.

Link al documento: https://www.quotidianosanita.it/lombardia/lombardia-opposizione-in-presidio-sotto-la-regione-basta-con-il-ricatto-vuoi-farti-curare-paga/ 

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Referendum costituzionale sulla giustizia

In caso prosegua senza modifiche, l’iter anticipato dal Governo, il Referendum costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati ci sarà. Saremo chiamati a votare ma per ora non si sa quando ciò avverrà. Il TAR infatti deciderà il 27 gennaio se annullare o meno il decreto con il quale il Governo, volutamente senza aspettare l’esito della raccolta firme (di cui vi dico qui di seguito), ha fissato per i giorni 22 e 23 marzo la data del referendum.

Ricordiamo che questo è un referendum confermativo per il quale non è previsto il quorum. Ci attende dunque una campagna referendaria che definire importante è un eufemismo.

È stata avviata una raccolta firme per il referendum contro la riforma Nordio: 500mila firme per dire “No” a una riforma che non serve ad avere una giustizia più efficiente ed equa, come ha già ammesso lo stesso Ministro, ma è il tentativo da parte del Governo di indebolire l’indipendenza della magistratura e porsi al di sopra della legge.

Ma perché firmare una petizione per un referendum che comunque è già in programma? La ragione principale è impedire al Governo di anticipare la data della consultazione ai primi di marzo, ora che i sondaggi danno in crescita il fronte del “No”, per avere più tempo per spiegarne le ragioni in campagna elettorale.

Per firmare basta pochissimo tempo. Si può firmare con lo Spid cliccando su questo link

Perché è importante firmare per il referendum sulla giustizia, se è già certo che si farà? Perché il governo Meloni vuole andare al voto quanto prima possibile senza che ci sia un’adeguata informazione e consapevolezza dei cittadini.

Notizia di queste ore è che sono state raggiunte le 500.000 firme! Un risultato che dice una cosa molto chiara: le persone vogliono capire, partecipare, scegliere. In un tempo in cui si prova a ridurre tutto a propaganda, 500.000 persone hanno scelto la partecipazione. In pochissimo tempo, sotto le festività natalizie.

Per affermare che una riforma costituzionale non può passare nel silenzio o nella fretta.

Ed è solo l’inizio, infatti il 16 gennaio nasce il comitato metropolitano e di conseguenza verranno poi  organizzate iniziative anche sui territori. Vi teniamo aggiornati.

Per approfondire i contenuti del Referendum costituzionale sulla giustizia:

https://partitodemocratico.it/referendum-costituzionale-giustizia-tempi-quesiti

Tags: referendum

La Befana si è dimenticata il carbone per alimentare le caldaie delle scuole

Alla Ripresa dalla pausa natalizia anche quest’anno, come ormai avviene da qualche anno, bambini e insegnanti hanno fatto i conti con temperature inaccettabili e giustificazioni imbarazzanti in merito a caldaie avviate tardi o antigelo mancante.

Le scuole sono fredde e cadono a pezzi? Colpa di Città Metropolitana e ovviamente del PD.

Prendiamo l’esempio delle scuole di Magenta: una situazione disastrosa che coinvolge indistintamente infanzia, primaria e secondaria.

Da anni denunciamo questa situazione.

Lo scorso anno a gennaio sono stati gli studenti del Liceo Bramante a scioperare e anche l’anno prima analoghe problematiche hanno portato all’ennesimo sciopero con le stesse motivazioni che avevano indotto Città Metropolitana a precisare con un comunicato la situazione:

“Il 7 gennaio 2024 c’è stato un problema relativo al riscaldamento non dovuto agli impianti gestiti da Città Metropolitana, ma dalla fornitura di teleriscaldamento gestito dalla municipalizzata che non era attivo, e né la scuola né Città Metropolitana erano stati avvertiti. La fornitura è stata ripristinata dalla municipalizzata la sera del 7 gennaio, e Città Metropolitana ha anticipato l’accensione degli impianti alle 3 di notte per garantire la temperatura l’8 gennaio”.

Città metropolitana aveva fornito precisazioni anche in merito alla ricerca di un percorso comune con il Sindaco Del Gobbo:    “Il 23 ottobre dello scorso anno si era tenuta una riunione per cercare un percorso da seguire insieme. Eravamo rimasti che il Comune ci avrebbe contattati per verificare un eventuale accordo per la ricerca delle risorse. Ad oggi non abbiamo sentito nessuno”.

Ma guai a parlarne, per il Sindaco sono solo inutili polemiche del PD Magenta.

Quest’anno è toccato al Liceo Quasimodo; una situazione disastrosa, che abbiamo denunciato in ogni sede possibile, dal Comune a Città Metropolitana, senza guardare mai al colore politico, perché la salute e la sicurezza degli studenti, per noi, vengono prima di tutto.

Ma qui c’è un dettaglio che rende tutto ancora più paradossale: la caldaia del Liceo Quasimodo è gestita direttamente dal Comune di Magenta, perché riscalda sia la scuola sia l’edificio comunale.

Dunque, in questo caso non esiste alcuna “scusa” da imputare a Città Metropolitana.

Eppure, anche quando la responsabilità è chiaramente del Comune, il gioco resta sempre lo stesso: scaricare colpe altrove o far finta di niente. Lo stesso silenzio che abbiamo visto anche sulle scuole dell’infanzia e sugli asili nido comunali, dove bambini e insegnanti sono rientrati dalle vacanze con temperature inaccettabili e giustificazioni imbarazzanti in merito a caldaie avviate tardi o antigelo mancante.

Ma allora viene da chiedersi come sia possibile polemizzare ogni giorno con Città Metropolitana, ma non chiedere mai conto seriamente ad ASM, società partecipata proprio dal Comune del proprio lavoro.

PER IL SINDACO DEL GOBBO È SEMPRE COLPA DI QUALCUN ALTRO!

Città Metropolitana, come lo scorso anno, ha emesso un comunicato stampa per chiarire qual è la situazione del Liceo Quasimodo. Tutti gli anni puntualmente gli studenti e le famiglie lamentano i problemi relativi al freddo nelle aule e con il sostegno del Partito Democratico continuiamo a sollecitare l’amministrazione che come un disco rotto chiama in causa esclusivamente l’immobilismo di Città Metropolitana e il disinteresse del Sindaco Beppe Sala.

Interessante la lettura del Comunicato Stampa di Città Metropolitana. Ne riporto uno stralcio:

“….. Si tratta di una questione nota da diversi anni. Gli uffici tecnici della Città Metropolitana hanno più volte segnalato formalmente al Comune di Magenta la necessità di un intervento risolutivo e strutturale sull’impianto (sostituzione o potenziamento della caldaia, adeguamento della centrale termica, eventuale separazione dei carichi termici). Ad oggi, nonostante le reiterate sollecitazioni, non è stato realizzato alcun intervento definitivo.  Abbiamo appreso dagli uffici tecnici comunali che è stata programmata l’installazione di una nuova caldaia nel corso della prossima estate 2026. …”

Per leggere il testo completo cliccare su questo link Comunicato stampa Città metropolitana. 

Tags: bramante

News dal Circolo di Magenta del Partito Democratico – 18 novembre 2025

Questo articolo viene dalla nostra newsletter (vuoi iscriverti? scrivici!) a cura di Paola Barbaglia, Vice Segretaria del Partito Democratico di Magenta.


Comunità Energetica a Magenta: un’altra grande occasione persa di sviluppo per la nostra città

Giovedì scorso 13 novembre in Consiglio abbiamo discusso e votato la costituzione della Comunità Energetica Rinnovabile (CER).

È un tema che seguo da anni, anche per ragioni professionali, e che considero strategico non solo per la transizione ambientale, ma anche – e soprattutto – come strumento concreto per ridurre i costi energetici a carico delle famiglie, delle imprese e degli Enti locali.

Risorse preziose che potrebbero essere utilizzate ed investite per migliorare servizi e provvedere ai tanti interventi necessari per la città. (Altro che nuova imposta di soggiorno..)

Ed è proprio perché credo profondamente nelle Comunità Energetiche che, con grande rammarico, devo dire che la scelta compiuta in Consiglio rappresenta una grande occasione persa.

Una decisione che purtroppo è arrivata troppo tardi, costruita in modo un po’ improvvisato e con evidenti criticità tecniche e giuridiche che non possono essere ignorate.

Qui alcune considerazioni che abbiamo evidenziato in Consiglio Comunale:

  1. Un ritardo che pesa: tre anni persi e un bando PNRR in scadenza

A Magenta la prima delibera comunale per avviare una Comunità Energetica risale al febbraio 2022.

Nel marzo 2023 viene pubblicata una manifestazione di interesse, redatta in modo poco chiaro e poco attrattivo, che infatti non porta a nessuna adesione.

Oggi, quasi tre anni dopo, arriva all’improvviso la decisione di costituire la CER, insieme ad alcuni Comuni limitrofi e con un apporto iniziale di 15.000 € da parte di ASM.

Ma perché proprio ora?

Perché il 30 novembre scade il bando PNRR che riconosce un contributo a fondo perduto fino al 40% ai Comuni sotto i 50.000 abitanti.

Di fatto, una corsa dell’ultimo minuto, senza una reale pianificazione.

Ed è qui che emergono le criticità più serie.

Le Regole Operative del GSE, per partecipare al bando infatti, sono chiare: per accedere ai fondi non basta approvare atto costitutivo e lo statuto (gli unici documenti allegati alla delibera votata in Consiglio Comunale) ma occorre anche la localizzazione degli impianti, un progetto cantierabile entro il 30 giugno 2026 e da avviare entro il 31 dicembre 2027 e per finire la predisposizione di tutta documentazione tecnica del GSE per avviare il procedimento autorizzativi

Ma purtroppo, ad oggi, nessuno di questi documenti risulta essere stato ancora predisposto. Ed è lo stesso Assessore Tenti, in Aula, ad aver dichiarato di “sperare” in una proroga della scadenza… proroga che non solo non è stata ancora annunciata, ma purtroppo difficilmente arriverà a sole due settimane dalla scadenza.

Comunque tra pochi giorni sapremo se il Comune sarà riuscito, nonostante tutto, a presentare una domanda completa ( me lo auguro).

Ma possiamo dire che dopo tre anni di inattività, arrivare ora con un progetto improvvisato significa non solo rendere tutta l’operazione estremamente complessa ma soprattutto rischiare di far perdere a Magenta un’occasione storica di fondi PNRR.

  1. La forma giuridica scelta: l’associazione riconosciuta è la meno adatta

L’Amministrazione ha scelto di costituire la CER come associazione riconosciuta: una forma che, alla luce della normativa attuale e dell’esperienza maturata negli ultimi anni, è la meno adeguata per un progetto che coinvolge direttamente un Ente Locale.

Le associazioni per definizione sono enti senza scopo di lucro pensati per attività civiche, sociali, culturali.

Una CER, invece, deve essere in grado di gestire impianti, interfacciarsi con GSE e distributori, contrattualizzare fornitori, accedere a finanziamenti e operare nel rispetto di complesse norme tecniche e fiscali.

In passato, quando la disciplina era ancora in via di definizione, alcuni Comuni hanno scelto la forma associativa principalmente perché la meno onerosa e la più veloce.

Ma oggi molti di quei progetti stanno pagando le conseguenze di quella scelta per via di poca attrattività, scarsa bancabilità, forti difficoltà gestionali.

Per una CER sovracomunale, come quella proposta, questa forma è considerata non solo inadeguata, ma sconsigliata anche sotto il punto di vista normativo.

Le tre principali criticità giuridiche:

1)      Art. 3 TUSP – D.Lgs. 175/2016

Il Testo Unico stabilisce che le PA possano partecipare solo a società di capitali (S.p.A., S.r.l.).

La normativa non cita enti del terzo settore né tanto meno associazioni.

Sebbene non sia esplicitamente vietato, tale scelta si inserisce fuori dal perimetro naturale previsto dalla normativa per gli Enti Locali.

2)      Art. 4 CTS – D.Lgs. 117/2017

Il Codice del Terzo Settore vieta alle PA qualsiasi forma di controllo diretto o indiretto sugli ETS.

Lo statuto approvato assegna invece agli enti locali un ruolo dominante nella governance (designazione del Presidente e dell’intero Direttivo per il primo mandato), in contrasto con la normativa e con la nota del Ministero del Lavoro del 4 marzo 2020.

3)       Responsabilità dell’Ente e impossibilità di generare utili

Partecipare a un’associazione riconosciuta significa che il Comune si assume responsabilità patrimoniali e contabili legate al fondo di dotazione e agli atti di gestione dell’ente.

La Corte dei Conti, in più occasioni, ha evidenziato i rischi connessi a queste forme di partecipazione, soprattutto quando mancano regole interne solide e strumenti adeguati di controllo e vigilanza.

A ciò si aggiunge un ulteriore limite strutturale:

un’associazione non può distribuire utili, né accedere con facilità a mutui o strumenti finanziari necessari per costruire impianti, effettuare investimenti o sostenere crescita e sviluppo.

In queste condizioni, la CER rischia di diventare un ente poco attrattivo per imprese, investitori e cittadini, poco allineato alle migliori pratiche nazionali e, soprattutto, non idoneo a sviluppare progetti energetici di lungo periodo

Ed è qui che emerge un ulteriore rammarico politico.

La disciplina delle Comunità Energetiche si sta evolvendo verso modelli sempre più solidi, strutturati e capaci di sostenere nel tempo progetti complessi.

Tra questi modelli rientra sicuramente anche quello delle imprese sociali: enti senza scopo di lucro, ma con una struttura capace di sostenere investimenti grazie alla possibilità di svolgere attività secondarie come servizi alla persona, sociosanitari che generano utili, purché non superino il 30% dei ricavi complessivi.

Hanno accesso a capitali, partnership e strumenti finanziari che le associazioni non possono ottenere.

Scegliere invece un’associazione riconosciuta significa rinunciare in partenza a queste possibilità e costruire una CER con limiti strutturali evidenti.

  1. Magenta ha bisogno di scelte all’altezza del suo futuro    

Credo davvero, profondamente, che Magenta meritasse una scelta diversa.

La costituzione di una Comunità Energetica non è una formalità da portare in Consiglio Comunale all’ultimo momento ma è una decisione che riguarda il futuro della città, delle famiglie e delle imprese costrette ormai ad affrontare ogni mese bollette sempre più costose e degli Enti Locali che come raccontiamo da anni faticano a trovare risorse per garantire i servizi essenziali.

È una scelta che avrebbe richiesto davvero maggiore visione, pianificazione e coraggio.

Perché come abbiamo ribadito chiaramente in Consiglio Comunale questa non è una questione di maggioranza o opposizione.

Quando si parla di sviluppo e benessere dei cittadini, il colore politico non conta: conta soltanto la responsabilità che abbiamo nei confronti della nostra comunità.

E proprio per questo abbiamo scelto di un’astensione responsabile.

Non perché siamo contrari alle CER – anzi, le consideriamo uno degli strumenti più efficaci per migliorare la vita delle persone – ma perché non potevamo avallare una scelta così fragile, arrivata tardi e priva delle basi tecniche e giuridiche necessarie per reggere nel tempo e con la quale dovremo inevitabilmente fare i conti tra qualche anno.

Lo dico con il cuore e con profondo rispetto per la nostra città: spero davvero che questa scelta venga ripensata, rafforzata e corretta.

Magenta ha bisogno – e ha il diritto – di avere una Comunità Energetica moderna e capace di guardare lontano.

Senza accorgercene siamo già nel futuro.


Magenta, una città che…

Ahimè “una città che dorme!”

Abbiamo assistito a un confronto impietoso a proposito di un evento musicale che si è svolto qualche tempo fa sia nel comune di Lonate Pozzolo che a Magenta.

Da una parte, l’amministrazione di Lonate Pozzolo ha trasformato il concerto in un evento e ha “chiamato la cittadinanza a raccolta” ed è stata capace di trasformare il concerto in un evento da copertina, immortalando la tantissima gente che ha assistito a questa “emozionante” iniziativa sulla propria pagina Facebook.

Dall’altra, a Magenta, analogo evento è stato promosso con scarso entusiasmo, come il compitino di scuola,  con post sul sito del Comune e nulla più, con la convinzione che “la gente tanto lo sa” ottenendo una “sala semi deserta”.

Stiamo parlando del primo festival musicale promosso dal Parco del Ticino “Note in Natura” diretto dal Maestro Alessandro Valoti.

Perché anche la promozione di iniziative è una questione di talento.

C’è chi amministra una città come un direttore d’orchestra: ogni evento è una nota e ogni iniziativa un crescendo della sinfonia… e c’è chi, di fronte alla stessa partitura musicale, suona il trombone… e pure fuori tempo.

E’ la differenza tra amministrare e apparire, tra promuovere e presenziare, tra governare un territorio e subirlo.

Perché la vera visione è quella di chi capisce che un evento non è mai fine a sé stesso, ma un’occasione per accrescere il senso di appartenenza di una comunità.


Referendum

SEPARAZIONE CARRIERE MAGISTRATI

Nella tarda mattinata di mercoledì 5 novembre, i senatori dei partiti che sostengono il governo Meloni hanno depositato alla Corte di Cassazione le firme necessarie per chiedere il referendum confermativo sulla riforma costituzionale, approvata definitivamente dal Senato il 30 ottobre, che introduce la separazione delle carriere dei magistrati.

  • Quando: Probabilmente in primavera, tra marzo e aprile 2026.
  • Motivo: Il disegno di legge costituzionale non ha raggiunto la maggioranza dei due terzi in Parlamento, quindi occorre il referendum.
  • Come funzionerà: Il referendum sarà confermativo, il che significa che i cittadini saranno chiamati a dire “Sì” per confermare la riforma o “No” per respingerla.
  • Quorum: Non è previsto un quorum. L’esito sarà valido a prescindere dal numero di votanti.

Lo scorso 30 ottobre, in una conferenza stampa al Senato, la nostra segretaria Elly Schlein ha definito la riforma una misura che «punta a indebolire l’indipendenza della magistratura perché sia più assoggettata al potere di chi governa» e ha annunciato «una grande campagna referendaria» contro il progetto del governo.

Prossimamente approfondiremo questo tema per arrivare informati al voto.


Forse non tutti sanno che…

Del Gobbo è stato nominato il mese scorso Coordinatore dei Segretari provinciali lombardi di Forza Italia.

Il Sindaco di Magenta punta al Parlamento?

Dopo il suo passaggio a Forza Italia dall’ottobre dello scorso anno, portando con sé 2 assessori e 5 consiglieri di Magenta (da notare che si era presentato con una lista civica), prosegue la sua “scalata” all’interno del partito. Si può intuire la sua ambizione a un posto a Montecitorio o Palazzo Madama o magari ancora al Pirellone, togliendosi dal governo di una città che non lo ama più come una volta. La  cittadinanza vuole risposte, non si accontenta più di guardare da lontano.

Un’amministrazione chiusa in sé stessa che a parole dice di avere porte aperte ma se si riesce ad entrare senti sempre la stessa risposta “non è di mia competenza” oppure quasi sempre “è tutta colpa delle precedenti amministrazioni” dimenticando che la precedente amministrazione era governata sempre da questa maggioranza e il nome del sindaco era stato scelto proprio da lui.


Consiglio Comunale

Nella seduta del 13 novembre, i nostri Consiglieri comunali erano impegnati in Consiglio – oltre che sul tema COMUNITA’ ENERGETICHE ampiamente illustrato all’inizio di questa newsletter per il quale in base alle motivazioni sopraindicate i nostri consiglieri si sono astenuti – anche per trattare un altro punto all’ordine del giorno e precisamente:

Permesso di costruire in deroga per insediamento di attrezzatura scolastica

in questo caso parliamo di ENAIP che ha scelto di rimanere a Magenta cercando nuovi spazi e con questo atto non si fa altro che riconoscere l’importanza di agire in modo tempestivo per dare un permesso in deroga ad occupare un nuovo immobile che cambierà destinazione d’uso,questo per evitare che la scuola se ne vada da Magenta. Poi la previsione di una collaborazione con l’amministrazione per 5 giorni nell’anno scolastico è una prospettiva interessante per pensare a iniziative di spessore per i ragazzi che hanno scelto di venire a studiare a Magenta. Da notare che anche in questo caso un atto di ordinaria amministrazione viene trasformato in un atto di cui l’amministrazione si fa vanto. I nostri consiglieri hanno comunque approvato questo punto.

Inoltre sono state trattate quattro interrogazioni presentate dal PD Magenta:

A che punto sono i lavori (attendiamo ancora il progetto) di riqualificazione di Piazza Liberazione?

Comunicati stampa e avvisi vari dei mesi scorsi avevano dato l’impressione di una partenza imminente dei lavori. Invece oggi scopriamo che dopo incontri tecnici e l’invio in agosto del progetto alla Soprintendenza per l’approvazione.

Sia Confcommercio che i commercianti della piazza avrebbero esaminato un progetto di massima. Dopo l’ok della soprintendenza il progetto sarà reso pubblico e verrà informata la cittadinanza.

A quel punto sarà preventivato l’inizio dei lavori.

In che condizioni è la Polizia Locale di Magenta? Come si investono i fondi regionali destinati al Patto Locale di Sicurezza?

L’interrogazione nasce dal fatto che si parla tanto di sicurezza ma oggi anche leggendo le varie determine per posti messi a concorso si ha difficoltà ad effettuare le assunzioni. Abbiamo il dovere di chiedere spiegazioni perché senza agenti sul campo o comunque con un numero ridotto rispetto al necessario non può essere garantita la sicurezza.

L’Assessore Tenti ha riconosciuto la difficoltà del momento e ha confermato che è in programma l’aumento del numero degli agenti e del parco veicoli i cui finanziamenti saranno a disposizione dal mese di gennaio. La nostra richiesta è che l’amministrazione presidi questi aspetti affinché la situazione migliori.

Cosa succede nell’area ex Novaceta? A che punto è la trasformazione dell’area?

Ad oggi non si sa ancora nulla di preciso.

Ovviamente, come sempre, l’amministrazione ha detto che “la colpa è di Città metropolitana”!

La scheda d’ambito del documento di piano indicava le volontà dell’amministrazione in merito a come avrebbero utilizzato gli oneri di urbanizzazione per fare lavori in città (15 milioni di euro e altri milioni per parcheggio stazione, teatro lirico, piazza Kennedy). La risposta all’interrogazione non è stata adeguata a fare chiarezza e non si sa come verrà trasformata questa area.

Ci sono novità per il recupero dell’area ex Saffa?

L’area è stata ceduta dal Tribunale nel maggio di quest’anno, dopo un’asta, al Fondo Namira. Il comune ha chiesto la sistemazione del verde e di messa in sicurezza dell’area, oltre al controllo dei capannoni vicini alla strada. Oggi ancora non ci sono stati sviluppi, il proprietario dell’area non ha ancora fatto nulla e non ha ancora presentato un progetto formale con indicazioni di quello che intende realizzare. Non è stata considerata sufficiente la spiegazione fornita. Crediamo sia importante la partecipazione dei cittadini della frazione di Pontenuovo, direttamente interessati e una trasparente informazione.

Per rivedere le sedute del Consiglio comunale collegarsi al link  https://magenta.consiglicloud.it/


 A presto!

Matteo Di Gregorio

Segretario PD Magenta

Paola Barbaglia

Vice Segretario

News dal Circolo di Magenta del Partito Democratico – 29 ottobre 2025

Questo articolo viene dalla nostra newsletter (vuoi iscriverti? scrivici!) a cura di Paola Barbaglia, Vice Segretaria del Partito Democratico di Magenta.


Carissime, carissimi,

eccoci al nostro incontro periodico con gli aggiornamenti delle attività e delle azioni intraprese dai nostri Consiglieri e dal Circolo del Partito Democratico di Magenta.

Una riflessione importante che vogliamo condividere oggi riguarda il significato autentico dell’opposizione.
Fare opposizione non significa “dire no” per principio, né tantomeno copiare chi governa.

Essere opposizione significa essere un’alternativa credibile, capace di proporre una visione diversa di città e di futuro.

È un ruolo complesso: se si commentano le scelte di chi amministra, si rischia di diventare cassa di risonanza; se si tace, si può apparire compiacenti.

Ma noi scegliamo un’altra strada: quella dell’ascolto vero, del confronto costante con la città e del tentativo di interpretare le sue priorità reali, anche quando questo significa fare scelte meno popolari ma più giuste per il futuro di Magenta.

Questo è, per noi, il significato più autentico di fare opposizione: esserci, proporre, costruire.
Non limitarci a reagire, ma offrire un’idea diversa di città, dove la politica torni a essere uno strumento di partecipazione, di cura e di responsabilità.

Vogliamo un’opposizione che non si accontenti di denunciare, ma che indichi alternative concrete, che stimoli il dibattito e che tenga sempre al centro l’interesse collettivo.

Perché Magenta merita una politica all’altezza della sua comunità: coraggiosa, trasparente e capace di guardare oltre.

Le ultime notizie sulla “salute” del Sistema Sanitario Lombardo


Proposta di legge sulla sanità

C’erano, e facevano politica eccome, le persone che martedì sono scese in piazza Duca d’Aosta davanti al Pirellone, per chiedere al Consiglio regionale di entrare finalmente nel merito della sanità lombarda, di avere il coraggio di discutere la proposta di legge di iniziativa popolare, di ascoltare il richiamo potente che 100mila cittadini, perché sulla salute non ci deve essere speculazione ma servizio.

La sanità deve essere pubblica dato che solamente così potrà anche essere realmente universale e accessibile per tutte, per tutti, e non solo per qualcuno abbastanza facoltoso da poterselo permettere.

In Aula hanno votato il rifiuto in blocco della proposta, hanno cioè rifiutato di esaminare gli articoli uno per uno, un voto negativo davanti a chi aspetta una visita, un esame, una cura.

Un atto di arroganza politica e di disprezzo verso i lombardi e verso la nostra Regione, stremata da liste d’attesa interminabili e carenza di personale, con oltre un milione di persone che rinunciano alle cure.

Ancora una volta, voltano le spalle a chi aspetta mesi per una visita, a chi non trova un medico, a chi non può permettersi di pagare.

Ecco la loro svolta: in trent’anni lo slogan “Lumbard, tas”della Lega – che governa la Regione Lombardia – si è trasformato – l’ha detto bene il nostro Capogruppo Pierfrancesco Majorino – in “Lumbard, paga e tas!”:  lombardo taci, fa’ silenzio… prima però paga.

Arriva la SUPER INTRAMOENIA

È una delibera della giunta regionale lombarda del 15 settembre.

Sapete cosa stabilisce?

L’utilizzo di strutture, attrezzature e personale pubblico per prestazioni sanitarie a pagamento, in regime di “solvenza”, cioè riservate ai clienti privati o coperti da assicurazioni sanitarie.

Le sale operatorie, le risonanze magnetiche e i posti letto acquistati con le tasse dei cittadini diventano strumenti di profitto privato. In pratica, le stesse apparecchiature utilizzate per i pazienti del Servizio sanitario vengono messe a disposizione di chi paga un extra o dispone di una polizza.

Saranno incentivati gli ospedali e i medici a privilegiare le prestazioni private, che garantiscono entrate più elevate e immediate e affidato di fatto al mercato assicurativo la selezione di chi ha diritto a cure rapide.

E le compagnie per logica economica e di profitto tenderanno a escludere gli anziani, i malati cronici e chi presenta patologie preesistenti, scaricando di fatto sul sistema pubblico i pazienti più fragili e costosi.

Il modello è quello degli Stati Uniti. Paga e ti curi anche rapidamente. Non paghi? Crepa.

E’ l’eccellenza lombarda di questi signori che governano questa Regione da 30 anni.

Stanziamenti e concorso

“Privato” è il mantra di questa amministrazione regionale.

Sì, perché Regione Lombardia ha appena fatto uno stanziamento di altri dieci milioni di euro per la sanità privata allo scopo di… risolvere il problema delle infinite liste d’attesa.

E intanto va pressoché deserto il concorso di formazione proprio per la medicina generale.

La professione medica più vicina al cittadino, ormai costituita non dal rapporto vivo con le persone ma anzitutto dalla burocrazia.

Se non si interviene in modo strutturale il destino evidente della sanità territoriale è quello di una progressiva consunzione.

Che fine ha fatto il CUP unico?

Il Centro Unico di Prenotazione, il CUP, doveva essere già aperto da un anno ma di rinvio in rinvio è stato posticipato al 2025, poi al 2026 e ora l’Assessore Bertolaso ha dovuto ammettere che non solo si andrà al 2027 ma che una data certa non c’è. E così l’attivazione di un sistema potenzialmente capace di sbloccare il tema delle liste d’attesa infinite resta di là da venire.

Il diritto alla salute va difeso, la sanità pubblica efficiente, la prevenzione e la qualità del servizio devono tornare al centro delle politiche regionali.

Per questo continueremo a batterci con i nostri consiglieri regionali.

 

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News dal Circolo di Magenta del Partito Democratico – 23 Settembre 2025

Questo articolo viene dalla nostra newsletter (vuoi iscriverti? scrivici!) a cura di Paola Barbaglia, Vice Segretaria del Partito Democratico di Magenta.


Carissime, carissimi,

riprendiamo dopo la pausa estiva la nostra consueta pagina di informazione su quanto avviene in città e sulle attività e le azioni intraprese dai nostri Consiglieri e dal Circolo del Partito Democratico di Magenta.

Ci siamo lasciati lo scorso luglio con la brutta notizia della impossibilità per i bambini disabili di avere il tempo pieno nei centri estivi comunali, nonostante le promesse di questa amministrazione “Nessun taglio ai servizi sociali, nessuna riduzione per le famiglie più fragili” e nonostante la nostra interrogazione in Consiglio Comunale per chiederne il ripristino, che è stata bocciata.

Non ci aspettavamo una diversa risposta. Ormai da tre anni siamo all’opposizione e sono state presentate oltre 400 atti tra interrogazioni, mozioni e interpellanze, con l’obiettivo di sollecitare l’Amministrazione su temi che riteniamo prioritari come “giovani”, “casa” e “famiglie”, senza contare le centinaia di segnalazioni relative a manutenzione stradale, edifici pubblici e illuminazione.

Quasi tutte rispedite al mittente. In alcuni casi, dopo la bocciatura e passato del tempo, chissà come qualche proposta viene realizzata, ma non si può assolutamente dire che avevamo presentato una proposta ragionevole. No, tutto avviene grazie a questa illuminata amministrazione. Sarebbe molto meglio riconoscere che l’opposizione fa il suo mestiere e che sarebbe più utile alla città una amministrazione che “ascolta” tutti i cittadini rappresentati ai banchi del Consiglio anche dai nostri consiglieri.

Noi non facciamo né propaganda né passerelle. Facciamo opposizione con serietà, perché questo è il ruolo che i cittadini ci hanno affidato: stimolare, vigilare, proporre e restiamo coerenti e fedeli al mandato ricevuto e al dovere di rappresentare chi ci ha dato fiducia.

Questa è la politica che intendiamo fare e che continueremo a portare avanti.

Due pesi, due misure:
Raduno di Lealtà e Azione a Magenta = silenzio
Flash mob pro-Gaza = polemiche e manipolazione dell’informazione

Ogni tanto va bene anche fare un ripasso: lo scorso anno in questo periodo abbiamo assistito ad un brutto capitolo per la nostra città per quanto riguarda la sicurezza, presentata da questa amministrazione come cavallo di battaglia in campagna elettorale e che si sta rivelando il loro tallone d’Achille.

Infatti abbiamo assistito a diversi episodi di violenza, uno in particolare in Piazza Formenti e all’ospitata di Lealtà e Azione “estorta” nei locali della Parrocchia di Pontenuovo.

Sulla vicenda di Lealtà ed Azione ne hanno parlato Tg regionali della Lombardia, Giornali nazionali come La Repubblica, la Comunità Pastorale di Magenta, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, il Partito Democratico, Blog e stampa locale.

Eppure, su questi fatti c’è stato solo silenzio da parte del Sindaco e dei suoi amministratori.

E quest’anno?

Abbiamo deciso come Circolo PD unitamente ad AVS Magenta di sostenere e partecipare al flash mob per Gaza “Uniti contro guerra e ingiustizia” promosso da Ideal Magenta e da semplici cittadini e cittadine, liberi da appartenenze partitiche, che hanno voluto manifestare e chiedere maggiore attenzione da parte delle istituzioni e del governo di quanto accade a Gaza.

Flash mob che è coinciso con la festa dei Bersaglieri e qualcuno dell’amministrazione e un giornale locale  che ne fa da grancassa, ha pensato bene di strumentalizzare anche questa iniziativa di pace. È davvero questo il mondo che vogliamo costruire?

Viste le polemiche e la manipolazione dell’informazione, è doveroso mettere in fila alcune cose, per rispetto anche di chi ci segue, e che in realtà non avrebbero neanche bisogno di essere chiarite.

  1. Il flash mob in questione non è stato organizzato dal Partito Democratico, come strumentalmente si è cercato di far intendere, bensì da semplici cittadini e cittadine, liberi da appartenenze partitiche, che hanno voluto manifestare e chiedere maggiore attenzione da parte delle istituzioni e del governo di quanto accade a Gaza. Istituzioni rappresentate anche dai nostri amministratori ma che hanno preferito non presenziare e non esprimere solidarietà o vicinanza;
  2. Il PD, insieme ad altre forze politiche come AVS, ha scelto di sostenere e partecipare a quell’appuntamento, per coerenza e per rispetto verso chi, da cittadino libero, ha voluto promuovere un momento di riflessione e vicinanza. Un momento di pace , dove non ci sono stati né insulti, né provocazioni, solo tanta voglia di “fare qualcosa” di fronte a tanta violenza e orrore.

Un PD che, a differenza di quanto raccontato, era presente ad entrambe le iniziative, con i suoi consiglieri comunali.

Mentre questa amministrazione non ha ritenuto neanche di mandare un messaggio di solidarietà per la prima iniziativa.

  1. Parlare di “poche presenze” a un flash mob come se fosse un fallimento significa non aver colto il senso dell’iniziativa, che non contava sui numeri, ma sull’importanza del messaggio. Oggi centinaia di pendolari e studenti, potranno leggere su un edificio un enorme manifesto e prendere coscienza di quanto sta accadendo in Palestina.

Allo stesso modo, non pare che la festa dei Bersaglieri sia stata questa “grande festa di popolo” che qualcuno vuole raccontare: dalle foto pubblicate dall’amministrazione al di là della passerella di decine e decine di politici, i cittadini erano ben pochi. Spiace perché il fallimento dell’Amministrazione è il fallimento di un’intera città che dovrebbe saper vivere questi momenti senza strumentalizzazioni inutili.

Perché, purtroppo, come segnalato più volte, non basta spendere soldi pubblici e organizzare qualche evento per portare “fuori di casa” le persone, ma occorrerebbe concentrarsi su come ricostruire anche un senso di appartenenza e di comunità che ormai a Magenta è solo un lontano ricordo.

Un senso di appartenenza che non si costruisce certo dividendo la città e strumentalizzando un raduno di Bersaglieri che nulla c’entra con l’iniziativa di pace di Domenica 14 settembre.

Non solo “due pesi, due misure” come dice il titolo di questo pezzo.

C’è altro: un silenzio su tutto ciò che riguarda il massacro e lo sterminio in atto a Gaza.

In tutta Italia piccoli e grandi comuni, di sinistra ma anche di destra, hanno dichiarato il loro dissenso all’orrore a cui stiamo assistendo.

Come scrive Giada dalle pagine del Naviglio “Non è questione di Destra o di Sinistra è semplice buon senso, è senso della civiltà, è senso di responsabilità verso tutti i cittadini, verso tutti i magentini” (per leggere l’articolo completo clicca qui).

Da questa amministrazione comunale neanche un accenno, non un segno, non un gesto che testimoni il loro dissenso, la loro protesta a quello che succede.

Un silenzio complice ma le voci di protesta risuonano forti e chiare: BASTA! In Italia e nel mondo, manifestazioni, bandiere sventolanti, flash mob e sassi colorati ci uniscono in un coro di dissenso contro questo genocidio.

Di fronte a migliaia di vittime innocenti, non basta la condanna: serve mobilitazione, serve testimonianza, serve una presa di posizione chiara contro ogni guerra, contro ogni violenza e contro ogni occupazione illegale.

Basta guerre. Basta occupazioni. Facciamo rumore. Facciamo comunità.

Facciamo la pace.

Consiglio comunale

Il prossimo Consiglio Comunale è stato convocato per il 30  settembre con il seguente o.d.g.:

  1. Comunicazione del Presidente del Consiglio Comunale: variazione del PEG;
  2. Lettura e approvazione verbale seduta precedente (23 luglio);
  3. Approvazione bilancio consolidato 2024 del “Gruppo Amministrazione Pubblica Comune di Magenta”;
  4. Terza variazione al bilancio di previsione 2025-2027 – approvazione;
  5. Approvazione Piano per il Diritto allo Studio a.s. 2025/2026;
  6. Piano attuativo denominato “PA OK” con reiterazione del vincolo preordinato all’esproprio e dichiarazione di pubblica utilità di opere stradali – adozione.

Per seguire i lavori del Consiglio comunale collegarsi al link  https://magenta.consiglicloud.it/

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Festa de l’Unità est Ticino a Magenta 28-29 giugno 2025

sabato prossimo, 28 giugno, e domenica 29 giugno – dopo il weekend ad Abbiategrasso – si svolgerà a Magenta presso l’Ideal Magenta, Viale Piemonte 10 la Festa de l’Unità Est Ticino, un momento prezioso che torna dopo alcuni anni di attesa.

Una festa per tutta la nostra comunità con un programma ricco di politica, musica e buon cibo!

Questi gli appuntamenti:

Sabato 28 Giugno

ore 17:30 – “Intitolazione del Circolo PD Magenta ad Armanda Dall’Ara”

«Dovete lavorare con impegno, e anche con gioia»: queste le parole di Armanda che per noi sono una importante lezione e un modello al quale fare riferimento; parole che ci spronano a continuare con passione nella nostra attività.

Armanda Dall’Ara, in politica dal 1948, è stata la prima donna Presidente del Consiglio Comunale di Magenta e in tanti anni di attivismo ha rappresentato un riferimento e un esempio per tutte e tutti, lasciando un vuoto profondo quando, lo scorso anno, è venuta a mancare.

Il PD di Magenta, al quale era iscritta e legata da anni di militanza, ha deciso di intitolarle il Circolo per continuare un impegno sociale e politico che ha solide radici nella sua storia di donna, militante e rappresentante delle istituzioni democratiche cittadine.

Dopo la cerimonia di intitolazione, seguirà un aperitivo per l’inaugurazione della Festa de l’Unità Est Ticino a Magenta.

ore 21 – “Serata Fabrizio De Andrè”

Una serata di musica sulle note di uno dei più grandi cantautori italiani di sempre: Fabrizio De André.

Vi aspettiamo all’Ideal Magenta con Renato Franchi & His Band!

Cucina aperta dalle ore 19!

Domenica 29 Giugno

ore 10 – “Un altro Est Ticino è possibile: sfide e proposte per il futuro del nostro territorio”

Incontriamo gli amministratori locali del Partito Democratico della nostra zona per discutere di politica e del  ruolo cruciale che svolgono nella gestione delle comunità locali.

Specialmente oggi  è fondamentale,  per affrontare le sfide complesse che le amministrazioni locali si trovano a gestire, la collaborazione e lo scambio di informazioni tra enti diversi, per migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi offerti.

ore 12:30 – “Pranzo emiliano”  

solo su prenotazione entro giovedì 26 giugno (vedi locandina per costo e menù)

ore 18 – “Bella ciao Meloni” 

Aperitivo e dibattito tra Resistenza, memoria e attualità con Federico Fornaro, Deputato del Partito Democratico.

Citiamo le parole del deputato che ha replicato a Meloni richiamando «i padri di Ventotene»: «Non è accettabile fare la caricatura degli uomini protagonisti del Manifesto di Ventotene, lei presidente Meloni siede in questo Parlamento anche grazie a loro, questo è un luogo sacro della democrazia e noi siamo qui grazie a quei visionari di Ventotene che erano confinati politici. Si inginocchi la presidente del Consiglio di fronte a questi uomini e queste donne, non insulti la loro memoria».

Invitiamo tutti ad essere con noi per questa Festa!

Vi aspettiamo!

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Sabato 31 Maggio siamo in Piazza Liberazione

Sabato 31 maggio nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 19.00, ci potete trovare in Piazza Liberazione insieme agli amici di Alleanza Verdi e Sinistra e del Partito Socialista Italiano – Sezione di Magenta e alle Donne Democratiche dell’est Ticino, per parlare di referendum.

La Corte Costituzionale ha ritenuto validi i 5 quesiti referendari per i quali nel 2024 abbiamo raccolto 5 milioni di firme. E’ l’unico modo che ha il cittadino di partecipare all’attività legislativa.

Quesito 1 – STOP AI LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI – Oggi la legge impedisce il reintegro anche nel caso in cui la/il giudice dichiari ingiusta e infondata l’interruzione del rapporto di lavoro.

Quesito 2 – PIU’ TUTELE PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLE PICCOLE IMPRESE – Oggi una lavoratrice o un lavoratore può ottenere 6 mensilità di risarcimento, anche qualora una/un giudice reputi infondata l’interruzione del rapporto di lavoro.

Quesito 3 – RIDUZIONE DEL LAVORO PRECARIO – I rapporti a termine possono oggi essere instaurati fino a 12 mesi senza alcuna ragione oggettiva che giustifichi il lavoro temporaneo. Rimettiamo l’obbligo di causali. Rendiamo più stabile il lavoro.

Quesito 4 – PIU’ SICUREZZA SUL LAVORO – Modifichiamo le norme attuali che impediscono in caso di infortunio negli appalti di estendere la responsabilità all’impresa appaltante.

Quesito 5 – PIU’ INTEGRAZIONE CON LA CITTADINANZA ITALIANA – Riduciamo da 10 a 5 anni gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter fare domanda di cittadinanza italiana che una volta ottenuta sarebbe trasmessa ai figli e alle figlie minorenni. Una risposta concreta ai 2 milioni e 500mila cittadine e cittadini di origine straniera che nel nostro Paese nascono, crescono, abitano, studiano e lavorano.

Ci farebbe piacere parlarne con voi! Vi aspettiamo!

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