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Festa de l’Unità est Ticino a Magenta 28-29 giugno 2025

sabato prossimo, 28 giugno, e domenica 29 giugno – dopo il weekend ad Abbiategrasso – si svolgerà a Magenta presso l’Ideal Magenta, Viale Piemonte 10 la Festa de l’Unità Est Ticino, un momento prezioso che torna dopo alcuni anni di attesa.

Una festa per tutta la nostra comunità con un programma ricco di politica, musica e buon cibo!

Questi gli appuntamenti:

Sabato 28 Giugno

ore 17:30 – “Intitolazione del Circolo PD Magenta ad Armanda Dall’Ara”

«Dovete lavorare con impegno, e anche con gioia»: queste le parole di Armanda che per noi sono una importante lezione e un modello al quale fare riferimento; parole che ci spronano a continuare con passione nella nostra attività.

Armanda Dall’Ara, in politica dal 1948, è stata la prima donna Presidente del Consiglio Comunale di Magenta e in tanti anni di attivismo ha rappresentato un riferimento e un esempio per tutte e tutti, lasciando un vuoto profondo quando, lo scorso anno, è venuta a mancare.

Il PD di Magenta, al quale era iscritta e legata da anni di militanza, ha deciso di intitolarle il Circolo per continuare un impegno sociale e politico che ha solide radici nella sua storia di donna, militante e rappresentante delle istituzioni democratiche cittadine.

Dopo la cerimonia di intitolazione, seguirà un aperitivo per l’inaugurazione della Festa de l’Unità Est Ticino a Magenta.

ore 21 – “Serata Fabrizio De Andrè”

Una serata di musica sulle note di uno dei più grandi cantautori italiani di sempre: Fabrizio De André.

Vi aspettiamo all’Ideal Magenta con Renato Franchi & His Band!

Cucina aperta dalle ore 19!

Domenica 29 Giugno

ore 10 – “Un altro Est Ticino è possibile: sfide e proposte per il futuro del nostro territorio”

Incontriamo gli amministratori locali del Partito Democratico della nostra zona per discutere di politica e del  ruolo cruciale che svolgono nella gestione delle comunità locali.

Specialmente oggi  è fondamentale,  per affrontare le sfide complesse che le amministrazioni locali si trovano a gestire, la collaborazione e lo scambio di informazioni tra enti diversi, per migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi offerti.

ore 12:30 – “Pranzo emiliano”  

solo su prenotazione entro giovedì 26 giugno (vedi locandina per costo e menù)

ore 18 – “Bella ciao Meloni” 

Aperitivo e dibattito tra Resistenza, memoria e attualità con Federico Fornaro, Deputato del Partito Democratico.

Citiamo le parole del deputato che ha replicato a Meloni richiamando «i padri di Ventotene»: «Non è accettabile fare la caricatura degli uomini protagonisti del Manifesto di Ventotene, lei presidente Meloni siede in questo Parlamento anche grazie a loro, questo è un luogo sacro della democrazia e noi siamo qui grazie a quei visionari di Ventotene che erano confinati politici. Si inginocchi la presidente del Consiglio di fronte a questi uomini e queste donne, non insulti la loro memoria».

Invitiamo tutti ad essere con noi per questa Festa!

Vi aspettiamo!

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Sabato 31 Maggio siamo in Piazza Liberazione

Sabato 31 maggio nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 19.00, ci potete trovare in Piazza Liberazione insieme agli amici di Alleanza Verdi e Sinistra e del Partito Socialista Italiano – Sezione di Magenta e alle Donne Democratiche dell’est Ticino, per parlare di referendum.

La Corte Costituzionale ha ritenuto validi i 5 quesiti referendari per i quali nel 2024 abbiamo raccolto 5 milioni di firme. E’ l’unico modo che ha il cittadino di partecipare all’attività legislativa.

Quesito 1 – STOP AI LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI – Oggi la legge impedisce il reintegro anche nel caso in cui la/il giudice dichiari ingiusta e infondata l’interruzione del rapporto di lavoro.

Quesito 2 – PIU’ TUTELE PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLE PICCOLE IMPRESE – Oggi una lavoratrice o un lavoratore può ottenere 6 mensilità di risarcimento, anche qualora una/un giudice reputi infondata l’interruzione del rapporto di lavoro.

Quesito 3 – RIDUZIONE DEL LAVORO PRECARIO – I rapporti a termine possono oggi essere instaurati fino a 12 mesi senza alcuna ragione oggettiva che giustifichi il lavoro temporaneo. Rimettiamo l’obbligo di causali. Rendiamo più stabile il lavoro.

Quesito 4 – PIU’ SICUREZZA SUL LAVORO – Modifichiamo le norme attuali che impediscono in caso di infortunio negli appalti di estendere la responsabilità all’impresa appaltante.

Quesito 5 – PIU’ INTEGRAZIONE CON LA CITTADINANZA ITALIANA – Riduciamo da 10 a 5 anni gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter fare domanda di cittadinanza italiana che una volta ottenuta sarebbe trasmessa ai figli e alle figlie minorenni. Una risposta concreta ai 2 milioni e 500mila cittadine e cittadini di origine straniera che nel nostro Paese nascono, crescono, abitano, studiano e lavorano.

Ci farebbe piacere parlarne con voi! Vi aspettiamo!

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Domenica 25 Maggio torniamo a Pontevecchio

Domenica 25 maggio, dalle 9.00 alle 12.00, torniamo a Pontevecchio, in via Isonzo davanti alla Chiesa dei SS. Carlo e Luigi, insieme agli amici di Alleanza Verdi e Sinistra e del Partito Socialista Italiano – Sezione di Magenta.

Torniamo per informare i cittadini, per raccontare cosa abbiamo fatto in questi mesi, ma soprattutto per spiegare perché la proposta di un ambulatorio comunale a canone calmierato non solo è necessaria, ma è possibile. Comuni vicini come Marcallo e Robecco sul Naviglio lo dimostrano: si può fare. Serve solo la volontà politica.

In un momento in cui questa Amministrazione spesso fatica ad ascoltare le richieste della propria comunità, c’è un’opposizione che torna a parlare di temi concreti, dei bisogni reali delle persone, dei diritti essenziali, come quello alla salute.

Domenica mattina saremo lì. Con chi crede che la politica debba prendersi cura dei bisogni concreti delle persone e non voltarsi dall’altra parte di fronte ai problemi.

Referendum 8 e 9 Giugno 2025

Dedichiamo questo post al tema dei 5 Referendum su Lavoro e Cittadinanza che si terranno il prossimo mese di giugno.

Si tratta di referendum di grande importanza per la tutela dei diritti, un valore così fragile e vulnerabile, in particolare nel contesto attuale che stiamo vivendo.

Dopo lo sforzo per la raccolta delle firme, è fondamentale impegnarsi ulteriormente per portare al voto il maggior numero possibile di elettori. Non raggiungere il quorum rappresenterebbe una sconfitta che non possiamo permetterci se vogliamo preservare la tenuta della democrazia.

La partecipazione però, per essere davvero libera, deve essere consapevole e dunque è importante conoscere nel merito ciò su cui siamo chiamati ad esprimerci.

Vediamo in dettaglio i quesiti referendari

I primi quattro quesiti affrontano aspetti chiave della legislazione sul lavoro:

Quesito 1: «Contratto di lavoro a tutele crescenti – Disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione»

Licenziamento illegittimo e reintegra nell’impiego originario.

Con il quesito n. 1 si mira ad abrogare le disposizioni del D. Lgs. 23/2015 – cosiddetto Jobs Act – in particolare per quanto riguarda il contratto a tutele crescenti. Per effetto delle disposizioni del Jobs Act, attualmente, nelle aziende con oltre 15 dipendenti, i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 non hanno diritto al reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento dichiarato illegittimo, anche qualora un giudice riconosca l’assenza di giusta causa o giustificato motivo. La proposta referendaria intende eliminare questa disparità, restituendo dignità e sicurezza a oltre 3 milioni e mezzo di dipendenti già colpiti dalla norma.

Quesito 2: «Piccole imprese – Licenziamenti e relativa indennità: Abrogazione parziale»

Lavoratrici e lavoratori delle piccole imprese. L’obiettivo della proposta referendaria n. 2 è cancellare il tetto all’indennità di licenziamento nelle piccole imprese: in quelle con meno di 16 dipendenti, in caso di licenziamento illegittimo, oggi una lavoratrice o un lavoratore può al massimo ottenere un indennizzo pari a 6 mensilità di risarcimento, anche qualora un giudice non reputi fondata l’interruzione del rapporto. Il referendum propone, quindi, di innalzare le tutele per chi lavora, cancellare il limite massimo di sei mensilità all’indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato e rimettendo al giudice la facoltà di determinare il giusto risarcimento. Il giudice farebbe una valutazione caso per caso, tenendo conto delle condizioni familiari e della situazione del datore di lavoro. In questo modo, inoltre, si allineerebbe l’Italia alle normative europee, che prevedono un risarcimento integrale.

Quesito 3: «Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi»

Contrasto al precariato. Il quesito del referendum n. 3 si concentra sui contratti a tempo determinato, istituto di lavoro flessibile che coinvolge oltre 2,3 milioni di persone in Italia. La normativa attuale consente di avviare un rapporto di lavoro a termine per un periodo fino a 12 mesi senza dover fornire alcuna motivazione. L’intento della proposta è quello di reintrodurre l’obbligo di specificare la causale per questo tipo di contratti, così da incentivare la stabilizzazione del lavoro e arginare la crescente precarietà.

Quesito 4: «Esclusione della responsabilità solidale del committente, dell’appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, come conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici: Abrogazione»

Sicurezza sul lavoro. L’intervento proposto con il quesito n. 4 mira ad estendere la responsabilità in caso di incidenti anche all’azienda appaltante, e non solo agli appaltatori. Attualmente, in caso di incidenti sul lavoro dovuti a carenze di sicurezza negli appalti, la responsabilità del committente (come ad esempio una grande azienda) è limitata solo ai rischi “generici” e non a quelli “specifici” dell’appaltatore. Il rischio generico – si chiarisce – è quello che grava sul lavoratore nello stesso modo in cui colpisce gli altri lavoratori, indipendentemente dall’attività lavorativa svolta; il rischio specifico è quello derivante dalle particolari condizioni dell’attività lavorativa svolta e/o dell’apparato produttivo dell’azienda (si pensi, ad esempio, all’utilizzo di un particolare solvente chimico in uno spazio confinato). Il quesito mira a rendere sempre responsabile il committente, permettendo ai lavoratori e alle loro famiglie di ottenere un risarcimento diretto. L’obiettivo è contrastare la prassi dell’affidamento a soggetti privi di solidità finanziaria o non in regola con la normativa sulla sicurezza, rafforzando così la prevenzione degli incidenti.

Quesito 5: «Cittadinanza italiana: Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana»

L’ultimo quesito propone una modifica della normativa sulla cittadinanza italiana. Attualmente, per un cittadino straniero maggiorenne è necessario aver risieduto legalmente e ininterrottamente in Italia per almeno dieci anni al fine di poter richiedere la cittadinanza; con il referendum si mira a riportare questo requisito a 5 anni.

Tra i cinque quesiti sui quali saremo chiamati a votare, quello sulla cittadinanza ci porrà una domanda profonda su che tipo di Italia vogliamo essere: se un Paese bloccato dalla paura e dall’odio, o un Paese che costruisce comunità, che costruisce futuro, che costruisce speranza.

Riteniamo che i 5 quesiti vadano tutti nella direzione di migliorare le condizioni dei lavoratori, anche e soprattutto sanando la dicotomia tra chi è entrato nel mercato del lavoro prima o dopo il 7 marzo 2015, per rendere il nostro Paese più inclusivo e quindi più democratico. Ciò, ovviamente, da affiancare con l’azione di proposta legislativa che dovrà successivamente intervenire sui temi adesso oggetto di referendum abrogativo.

Come previsto nella Costituzione all’articolo 75 “la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi”.

E’ dunque di estrema importanza che vi sia una alta partecipazione al voto.

L’ 8 e il 9 giugno andiamo a votare!

Tags: referendum

Liceo Quasimodo, facciamo chiarezza

Facciamo chiarezza sul nuovo polo scolastico a Magenta.

Il dibattito riguardante la realizzazione di un nuovo polo scolastico a Magenta evidenzia contraddizioni e responsabilità che richiedono chiarezza. Giovanni Banfi, componente del coordinamento cittadino del Partito Democratico, offre un’analisi utile per comprendere i fatti.

Recentemente, il vicesindaco Enzo Tenti ha attribuito a Città Metropolitana la responsabilità della mancata progettazione del nuovo polo. Tuttavia, le sue affermazioni risultano fuorvianti. I 5 milioni di euro citati non erano destinati alla costruzione di un nuovo polo, ma all’adeguamento degli spazi scolastici a seguito dell’emergenza Covid-19. Nonostante l’ex consigliere regionale Luca Del Gobbo avesse annunciato lo stanziamento, questi fondi derivavano dal Decreto Rilancio con un obiettivo specifico, ovvero l’adeguamento delle classi, non la creazione di nuove strutture.

La sindaca Calati e Del Gobbo, consapevoli delle difficoltà, richiesero una proroga al MIUR ma non fecero nulla per avviare la progettazione. Nessuno, né il Ministero né Città Metropolitana, era stato coinvolto prima della comunicazione di Del Gobbo. Alla fine, Città Metropolitana non ha mai ricevuto quei fondi, poiché non erano disponibili per un nuovo polo scolastico.

È fondamentale che oggi il Comune di Magenta si concentri su una strategia chiara, collaborando concretamente con Città Metropolitana per trovare soluzioni e smettendo di fare promesse prive di sostanza.

Tags: quasimodo

Consiglio comunale 17 Aprile

Il prossimo Consiglio Comunale è fissato per il 17 aprile.

I nostri Consiglieri porteranno avanti le seguenti interrogazioni e mozioni per sollecitare la maggioranza, in primis all’ascolto, e, cosa più importante, a dare risposte concrete alla città, non solo a una parte di città.

Lo slogan elettorale “Il Sindaco di tutti” in realtà non si vede concretamente applicato nonostante i molteplici contributi costruttivi dati in questi due anni di mandato.

1)      Interrogazione su manutenzione strade, marciapiedi e abbattimento barriere architettoniche comunali;

2)      Interrogazione per sospensione unilaterale dei servizi a domanda individuale;

3)      Interrogazione persistente mancanza di illuminazione pubblica sul territorio comunale.

Si chiederà al Sindaco di rispondere in merito alla petizione presentata per trovare uno spazio per favorire il ritorno del medico di base a Pontevecchio.

Inoltre si chiederà quali azioni sono state avviate in seguito al deposito presso gli uffici comunali in data 14 marzo 2025 delle 347 firme raccolte. I cittadini meritano risposte.

Ricordiamo che è possibile presenziare alle sedute del Consiglio comunale, che sono aperte al pubblico, oppure potrete seguire o rivedere gli interventi collegandovi al link  https://magenta.consiglicloud.it/

Incontro sulla sicurezza 15 Marzo 2023 con Marco Invernizzi

Incontri sulla sicurezza

Appuntamento al 15 marzo 2025 mattino

 con Marco Invernizzi  

Vi abbiamo anticipato nelle precedenti newsletter che ci siamo impegnati a sostenere una trilogia di incontri in tema sicurezza presentati dall’Impresa Sociale “Milano PerCorsi” in collaborazione con le associazioni “Libera contro le mafie”, “UrbanaMente”, “Centro Studi politico sociali J.F.e R.F.Kennedy“ e la Libreria “Il Segnalibro”.

Noi del Partito Democratico guardiamo con attenzione al tema della legalità e della sicurezza e abbiamo deciso di non voltarci dall’altra parte.

Qui di seguito per completezza trovate una sintesi degli incontri già realizzati.

Durante il primo incontro di venerdì 31 gennaio  “Mafia, politica e clientelismo: il veleno che soffoca la democrazia” si è tenuto un dibattito di grande valore su un tema che troppo spesso viene ignorato o sottovalutato: il rapporto tra mafia e politica nel nostro territorio. A guidare la discussione c’erano Ersilio Mattioni, giornalista da sempre in prima linea nell’indagare le infiltrazioni mafiose nella Lombardia occidentale, e Marco Invernizzi, ex sindaco di Magenta, in veste di moderatore.

Viviamo in un territorio dove la mafia non è solo un fenomeno lontano, ma una realtà che si infiltra nelle istituzioni, nell’economia e nella politica.

Non servono condanne per certificare la morte della democrazia: bastano i comportamenti clientelari, gli amici degli amici, il consenso costruito sulle relazioni opache.

Il secondo incontro di sabato 15 febbraio “Giovani e Società” si è tenuto al Centro Kennedy.

Abbiamo assistito a un dibattito intenso e necessario sul disagio giovanile, moderato da Marco Invernizzi e con la partecipazione di Flavio Barattieri, educatore ed esperto del mondo giovanile.

Partendo dal suo libro “Dialoghi con Lito”, abbiamo affrontato temi cruciali: il malessere che può celarsi anche dietro il successo scolastico, l’influenza della ‘ndrangheta sui giovani e il richiamo pericoloso del consumismo senza valori.

La lettura di alcuni brani del libro da parte di tre ragazzi hanno dato voce a storie di fragilità e ricerca di identità.

Ricordiamoci che non basta indignarsi contro lo spaccio, serve coerenza nei gesti quotidiani: la legalità è una scelta di tutti i giorni.

Il terzo e ultimo degli incontri programmati si terrà Sabato 15 marzo mattino  e si parlerà di “CULTURA E PREVENZIONE”. 

Con la guida di Marco Invernizzi, ex Sindaco, curatore del cineforum a Magenta fin dagli anni ’80, socio fondatore e membro del comitato direttivo di UrbanaMente, studioso dei linguaggi in particolare quello cinematografico, anche nei loro risvolti filosofici, psicologici e sociologici, si approfondirà il significato del termine sicurezza. Cosa si intende per sicurezza?  E soprattutto: è possibile fare prevenzione per eliminare le cause che la minacciano? Quale è e quale deve essere il ruolo dell’educazione e della cultura nella prevenzione dei fenomeni che creano allarme sociale?

Tutte domande alle quali si cercherà di rispondere in questo incontro.

Segnatevi questa data. A breve vi daremo tutti i dettagli.

Non ci fermiamo qui, prossimamente approfondiremo altri temi su argomenti riguardo i quali il Partito Democratico è particolarmente sensibile.

Continuate a seguirci.

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Petizione medico di base a Pontevecchio 2 Marzo 2025

Abbiamo presentato ormai qualche mese fa un’interrogazione consiliare per chiedere al Sindaco un impegno concreto, mettendo a disposizione locali pubblici a prezzi calmierati, in modo da favorire il ritorno di medici di base anche nelle nostre frazioni.

Ad oggi non ci sono stati sviluppi in questo senso perciò Domenica 2 marzo dalle ore 9:00 alle ore 12:00 a di fronte alla Chiesa Parrocchiale di Pontevecchio saremo a fianco dei cittadini con una raccolta firme a sostegno della soluzione da noi prospettata.

Firme che serviranno a presentare una petizione al Sindaco affinché, si attivi al più presto, analogamente a quanto fatto dalle amministrazioni di alcuni Comuni limitrofi per:

–          mettere a disposizione a Pontevecchio spazi idonei a canone di locazione  calmierato per ambulatori da destinare ai medici di medicina generale. Spesso, infatti, i medici sono disincentivati ad assumere l’incarico perché gravati da costi delle locazioni troppo alti;

–          Incentivare la medicina di base associata in spazi pubblici per i vantaggi che questa può rappresentare per la popolazione, sia in termini di ampliamento di accesso dei pazienti, sia per la possibilità di attivare una serie di servizi accessori, anche di tipo domiciliare, che potrebbero essere sostenuti da finanziamenti regionali.

Da qualche mese la frazione di Pontevecchio non ha più un medico di medicina generale sul territorio. Anche se la continuità assistenziale è stata garantita da ASST prima con un sostituto, e poi con un medico titolare, l’impossibilità di avere il servizio  “in loco” crea enormi disagi, soprattutto per la popolazione anziana, e in generale per tutti i cittadini che non possono spostarsi in autonomia verso ambulatori o che non sono in grado di utilizzare le tecnologie digitali per ottenere le prescrizioni mediche.

Certo, è vero che assicurare i servizi sanitari di base è compito di ASST, è però altrettanto chiaro che è compito del Sindaco intervenire perché tali servizi di base siano garantiti in condizione di maggiore prossimità possibile ai cittadini a tutela specialmente dei più svantaggiati.

Servizio mensa per le scuole e pasti per gli anziani: un vero disastro

Durante gli ultimi due anni, come Partito Democratico, abbiamo più volte portato all’attenzione del consiglio comunale l’aumento spropositato delle tariffe sui servizi alla persona (ricordate i pacchi di Natale?) presentando interrogazioni e mozioni per sollecitare l’amministrazione a rivedere queste scelte. Abbiamo denunciato come tali rincari fossero privi di giustificazioni concrete e, soprattutto, non corrispondessero a un miglioramento della qualità del servizio, spesso al di sotto delle aspettative di genitori, studenti e anziani.

Ciononostante, l’amministrazione comunale ha sempre scelto di ignorare le nostre osservazioni, preferendo prendere decisioni che oggi si rivelano miopi e dannose per la città.

L’assessore Tenti, in consiglio comunale, aveva perfino garantito che “l’aumento dei prezzi avrebbe comportato un miglioramento della qualità del servizio”.  Parole che si sono dimostrate pura propaganda politica.

Nelle ultime settimane, infatti, numerose segnalazioni hanno confermato il peggioramento della situazione del servizio mensa e dei pasti a domicilio per anziani. In particolare, il servizio è stato affidato a un nuovo gestore – lo stesso che già gestisce la mensa ospedaliera, con non poche critiche da parte degli utenti – mentre la società uscente ha presentato ricorso, contestando, a quanto si dice, che i costi sostenuti dal nuovo gestore sarebbero addirittura inferiori a quelli precedenti.

Il risultato?

Il servizio è bloccato, e il contratto con il vecchio gestore è stato prorogato per alcuni mesi, lasciando studenti e anziani in una situazione di totale incertezza.

Questo è l’ennesimo fallimento amministrativo che conferma ciò che denunciamo da tempo: l’amministrazione Del Gobbo dovrebbe cimentarsi meno in passerelle politiche e concentrarsi di più sui bisogni concreti dei propri concittadini. Proprio per questo presenteremo una nuova interrogazione in consiglio comunale, chiedendo lumi su quanto sta accadendo e che il servizio offerto ai nostri ragazzi e ai nostri anziani non solo sia dignitoso, ma soprattutto adeguato al costo che le famiglie sono chiamate a sostenere.