Sul secondo data center a Pontenuovo

Alle ore 16.30 del 16 Luglio 2026 si è tenuta un’altra seduta del Consiglio Comunale a Magenta.

Sala piena anche questa volta – nonostante l’orario – perché in ordine del giorno c’erano due punti sempre legati al tema Data Center e i cittadini sono fortemente preoccupati.

“Variante Generale del Piano di Governo del Territorio”

Con l’adozione di questo Piano Regolatore per quanto riguarda l’area ex Novaceta non cambia nulla perché il procedimento è già partito.  C’è però il tema del secondo data center a Pontenuovo perché le norme tecniche di attuazione messe al voto prevedono un data center anche nell’area ex Saffa. Non c’è che dire, l’ennesima notizia che non avremmo voluto conoscere.

Proprio per questo come PD Magenta insieme a Progetto Magenta abbiamo presentato un emendamento unitario per escludere i data center dall’area ex SAFFA di Ponte Nuovo.

Secondo i due gruppi consiliari, la più importante occasione di riqualificazione urbana della frazione deve essere orientata a funzioni capaci di generare servizi, occupazione, spazi pubblici e qualità urbana, valorizzando al contempo il patrimonio storico e identitario dell’area.

PD e Progetto Magenta sottolineano infine come la recente legge regionale sui data center preveda uno specifico percorso attraverso il quale i Comuni dovranno individuare le aree “realmente idonee” a ospitare tali infrastrutture.

Ponte Nuovo merita una rigenerazione che metta al centro la qualità della vita, il lavoro, i servizi e la valorizzazione del territorio. Per questo abbiamo chiesto di eliminare dall’Area Ex Saffa la destinazione che consente l’insediamento di data center.

BOCCIATO!

Anche tutti gli altri emendamenti che abbiamo presentato SONO STATI RESPINTI:

– Inserimento nelle grandi trasformazioni urbane di una quota obbligatoria all’edilizia residenziale pubblica o sociale. Servono abitazioni economicamente accessibili, alloggi adatti agli anziani, opportunità per i giovani, risposte per le famiglie in difficoltà e soluzioni capaci di accompagnare i percorsi di autonomia delle persone con disabilità.

– Recupero del patrimonio abitativo inutilizzato e promozione di politiche abitative mirate. Abbiamo chiesto di affiancare alla nuova edificazione una strategia per il recupero degli alloggi inutilizzati e del patrimonio edilizio esistente: accordi con i proprietari, incentivi, garanzie per gli affitti, recupero degli immobili pubblici e progetti di housing sociale.

Costruire nuove abitazioni senza almeno provare a conoscere e recuperare quelle che già esistono significherebbe tenere separate l’analisi e la pianificazione.

È questa la differenza tra una politica edilizia e una politica dell’abitare. La prima si concentra prevalentemente sugli edifici. La seconda parte dalle persone e dai cambiamenti della società.

– Introduzione di criteri di prossimità e accessibilità nella pianificazione dei servizi. Riequilibrio territoriale nell’accesso ai servizi esistenti.

Abbiamo chiesto che fossero indicati con maggiore chiarezza i servizi da promuovere anche nelle frazioni attraverso le trasformazioni: servizi ambulatoriali, sanitari e sociosanitari di prossimità; centri di aggregazione giovanile; spazi civici e luoghi per le associazioni; servizi per gli anziani e per l’autonomia delle persone con disabilità; spazi educativi, sportivi e di incontro per le famiglie.

–   Le scuole come priorità.  Chiedevamo che il Piano dei Servizi offrisse un indirizzo strategico più chiaro e che una parte delle risorse generate dalle grandi trasformazioni fosse destinata all’ammodernamento e alla sostenibilità energetica delle nostre scuole.

– Promozione dell’accessibilità universale e superamento delle barriere architettoniche, affinché l’eliminazione delle barriere architettoniche diventi un criterio generale della pianificazione: marciapiedi, attraversamenti, edifici pubblici, fermate del trasporto, parchi e percorsi  devono poter essere utilizzati dalle persone con disabilità, dagli anziani, dai bambini e dai genitori con i passeggini.

– Valorizzazione degli spazi sociali e di comunità nelle aree di trasformazione urbana. E’ necessario prevedere, durante gli interventi di riqualificazione, la possibilità di reperire spazi per Associazioni, realtà educative, parrocchie, cooperative, gruppi sportivi, volontariato e organizzazioni del Terzo Settore svolgono quotidianamente funzioni essenziali.

– Creazione di una rete ciclopedonale continua per collegare quartieri, frazioni e servizi.

Non più singoli tratti ciclabili scollegati bensì una rete continua, sicura e riconoscibile, capace di collegare quartieri, frazioni, scuole, stazione, ospedale, impianti sportivi e principali servizi.

Giudicate voi se questi argomenti non devono avere priorità nella vita di tutti i giorni di una città come la nostra.

Risultato? PGT approvato a colpi di maggioranza.

Un PGT che rappresenta un’idea di città in cui non ci ritroviamo. Gli emendamenti che abbiamo presentato disegnavano e mettevano le basi per una Magenta attenta ai bisogni delle persone.

Ora si apre lo spazio per presentare osservazioni prima dell’adozione definitiva del PGT.

Lavoreremo quindi per far sì che ogni trasformazione venga valutata per il valore pubblico che riesce a lasciare alla città.

“Approvazione del Regolamento per il funzionamento della Commissione Consiliare Straordinaria denominata RIGENERAZIONE AREA EX NOVACETA 

presa d’atto della composizione della Commissione”

Una Commissione che oggi viene citata dal Sindaco come una sua apertura e magnanimità nei confronti delle opposizioni.

Ma la verità è un’altra!

Se non si fosse affrontata con forza la questione data center dalle opposizioni in tutte le sedi possibili e sugli spazi social oltre che in consiglio comunale con la presentazione di una mozione unitaria per chiedere l’ “Istituzione di un percorso di consultazione pubblica” –  che il nostro sindaco proprio non intende organizzare – e una “Commissione Consiliare Speciale sulla trasformazione dell’area ex Novaceta”,  oggi non saremmo qui a discutere del relativo regolamento e composizione.  

Proprio perché ogni intervento urbanistico di tale rilevanza e impatto dovrebbe essere accompagnato da un percorso decisionale realmente trasparente e partecipato, come gruppi consiliari di opposizione siamo fortemente contrari alla istituzione della Commissione consiliare dedicata alla rigenerazione dell’area ex Novaceta, così come voluta dalla maggioranza di centrodestra e infatti abbiamo votato contro nella seduta del 24 giugno.

I nostri consiglieri e il gruppo consiliare di Progetto Magenta hanno votato contro il regolamento e hanno dichiarato di non voler far parte della commissione così come è stata impostata in quanto non ha nessun ruolo differente rispetto a quello che già svolgono in qualità di consiglieri.

Ci teniamo a farvi presente che tutti i Comuni, sopra i 15000 abitanti che fanno parte della città metropolitana di Milano, hanno previsto nei propri regolamenti interni la possibilità di istituire commissioni consiliari.

Ecco, a differenza degli altri comuni che hanno istituito commissioni permanenti o temporanee, oggi  Magenta – nonostante le molteplici richieste a questa amministrazione e alla precedente – non ha mai accolto tali istanze.

Tranne oggi, perché proprio non ne poteva fare a meno.

Ma anche in questo caso non si è voluto accogliere la richiesta congiunta delle opposizioni per l’ “Istituzione di un percorso di consultazione pubblica e di una Commissione Consiliare Speciale sulla trasformazione dell’area ex Novaceta”.

E’ stato applicato il solito metodo impositivo e si è votato a colpi di maggioranza per l’istituzione di una commissione che è una diminutio rispetto a quanto chiesto a gran voce dai nostri consiglieri.

Noi proseguiamo la nostra azione di controllo e vi terremo informati.

Prossimo Consiglio comunale giovedì 23 luglio alle ore 21: bilancio, programmazione e regolamento cimiteriale all’ordine del giorno.

Per vedere le sedute del Consiglio comunale collegarsi al link  https://magenta.consiglicloud.it/