Questo articolo viene dalla nostra newsletter (vuoi iscriverti? scrivici!) a cura di Paola Barbaglia, Vice Segretaria del Partito Democratico di Magenta.
Carissime, carissimi,
eccoci al nostro incontro periodico con gli aggiornamenti delle attività e delle azioni intraprese dai nostri Consiglieri e dal Circolo del Partito Democratico di Magenta.
Una riflessione importante che vogliamo condividere oggi riguarda il significato autentico dell’opposizione.
Fare opposizione non significa “dire no” per principio, né tantomeno copiare chi governa.
Essere opposizione significa essere un’alternativa credibile, capace di proporre una visione diversa di città e di futuro.
È un ruolo complesso: se si commentano le scelte di chi amministra, si rischia di diventare cassa di risonanza; se si tace, si può apparire compiacenti.
Ma noi scegliamo un’altra strada: quella dell’ascolto vero, del confronto costante con la città e del tentativo di interpretare le sue priorità reali, anche quando questo significa fare scelte meno popolari ma più giuste per il futuro di Magenta.
Questo è, per noi, il significato più autentico di fare opposizione: esserci, proporre, costruire.
Non limitarci a reagire, ma offrire un’idea diversa di città, dove la politica torni a essere uno strumento di partecipazione, di cura e di responsabilità.
Vogliamo un’opposizione che non si accontenti di denunciare, ma che indichi alternative concrete, che stimoli il dibattito e che tenga sempre al centro l’interesse collettivo.
Perché Magenta merita una politica all’altezza della sua comunità: coraggiosa, trasparente e capace di guardare oltre.
Le ultime notizie sulla “salute” del Sistema Sanitario Lombardo
Proposta di legge sulla sanità
C’erano, e facevano politica eccome, le persone che martedì sono scese in piazza Duca d’Aosta davanti al Pirellone, per chiedere al Consiglio regionale di entrare finalmente nel merito della sanità lombarda, di avere il coraggio di discutere la proposta di legge di iniziativa popolare, di ascoltare il richiamo potente che 100mila cittadini, perché sulla salute non ci deve essere speculazione ma servizio.
La sanità deve essere pubblica dato che solamente così potrà anche essere realmente universale e accessibile per tutte, per tutti, e non solo per qualcuno abbastanza facoltoso da poterselo permettere.
In Aula hanno votato il rifiuto in blocco della proposta, hanno cioè rifiutato di esaminare gli articoli uno per uno, un voto negativo davanti a chi aspetta una visita, un esame, una cura.
Un atto di arroganza politica e di disprezzo verso i lombardi e verso la nostra Regione, stremata da liste d’attesa interminabili e carenza di personale, con oltre un milione di persone che rinunciano alle cure.
Ancora una volta, voltano le spalle a chi aspetta mesi per una visita, a chi non trova un medico, a chi non può permettersi di pagare.
Ecco la loro svolta: in trent’anni lo slogan “Lumbard, tas”della Lega – che governa la Regione Lombardia – si è trasformato – l’ha detto bene il nostro Capogruppo Pierfrancesco Majorino – in “Lumbard, paga e tas!”: lombardo taci, fa’ silenzio… prima però paga.
Arriva la SUPER INTRAMOENIA
È una delibera della giunta regionale lombarda del 15 settembre.
Sapete cosa stabilisce?
L’utilizzo di strutture, attrezzature e personale pubblico per prestazioni sanitarie a pagamento, in regime di “solvenza”, cioè riservate ai clienti privati o coperti da assicurazioni sanitarie.
Le sale operatorie, le risonanze magnetiche e i posti letto acquistati con le tasse dei cittadini diventano strumenti di profitto privato. In pratica, le stesse apparecchiature utilizzate per i pazienti del Servizio sanitario vengono messe a disposizione di chi paga un extra o dispone di una polizza.
Saranno incentivati gli ospedali e i medici a privilegiare le prestazioni private, che garantiscono entrate più elevate e immediate e affidato di fatto al mercato assicurativo la selezione di chi ha diritto a cure rapide.
E le compagnie per logica economica e di profitto tenderanno a escludere gli anziani, i malati cronici e chi presenta patologie preesistenti, scaricando di fatto sul sistema pubblico i pazienti più fragili e costosi.
Il modello è quello degli Stati Uniti. Paga e ti curi anche rapidamente. Non paghi? Crepa.
E’ l’eccellenza lombarda di questi signori che governano questa Regione da 30 anni.
Stanziamenti e concorso
“Privato” è il mantra di questa amministrazione regionale.
Sì, perché Regione Lombardia ha appena fatto uno stanziamento di altri dieci milioni di euro per la sanità privata allo scopo di… risolvere il problema delle infinite liste d’attesa.
E intanto va pressoché deserto il concorso di formazione proprio per la medicina generale.
La professione medica più vicina al cittadino, ormai costituita non dal rapporto vivo con le persone ma anzitutto dalla burocrazia.
Se non si interviene in modo strutturale il destino evidente della sanità territoriale è quello di una progressiva consunzione.
Che fine ha fatto il CUP unico?
Il Centro Unico di Prenotazione, il CUP, doveva essere già aperto da un anno ma di rinvio in rinvio è stato posticipato al 2025, poi al 2026 e ora l’Assessore Bertolaso ha dovuto ammettere che non solo si andrà al 2027 ma che una data certa non c’è. E così l’attivazione di un sistema potenzialmente capace di sbloccare il tema delle liste d’attesa infinite resta di là da venire.
Il diritto alla salute va difeso, la sanità pubblica efficiente, la prevenzione e la qualità del servizio devono tornare al centro delle politiche regionali.
Per questo continueremo a batterci con i nostri consiglieri regionali.
